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martedì 20 giugno 2017

Come far felici i nostri cani

Molti cani trascorrono una vita protetta nelle nostre case, con alimentazione di qualità e un sacco di attenzioni ma non sempre questo corrisponde a renderli felici. Questo perchè per esserlo hanno bisogno di allenare mente e corpo. 
A seconda dell'età, della taglia e della razza i cani hanno esigenze diverse ed è nostro compito capire quali sono e fare del nostro meglio per esprimerle. Molti cani hanno bisogno di stimoli e compiti da eseguire.       


Greta annusa in libertà


Essenziali sono le passeggiate quotidiane;  questa regola vale anche per chi ha a disposizione un grande giardino! Anche i cuccioli e i cani anziani devono fare la loro passeggiata quotidiana, anche se questa deve essere più lenta e breve. 
Per i cani è molto importante poter annusare, quindi in zone sicure allunghiamo il guinzaglio e permettiamo loro di annusare liberamente (prestando sempre attenzione ad eventuali pericoli come insetti o bocconi avvelenati).Di volta in volta cerchiamo di modificare il percorso per evitare che la passeggiata diventi monotona. Evitiamo di camminare e basta, ma portiamo il cane in luoghi interessanti, come un parco, il mare e nella bella stagione permettiamogli di fare il bagno. 
Importante è anche il contatto con altri cani, soprattutto nei cuccioli che devono imparare a sviluppare le competenze sociali. Cerchiamo il più possibile di farli socializzare con cani equilibrati per evitare che esperienze negative possano in futuro influire sul carattere. In questo compito delicato possiamo farci aiutare da un educatore e frequentare una puppy class e le classi di socializzazione. Non tutti i cani amano stare con i loro simili, soprattutto se non hanno ricevuto da cuccioli la giusta socializzazione. Quindi non obblighiamoli a fare amicizia per forza con chiunque, i risultati sarebbero catastrofici con il rischio di zuffe e morsi. 


Momenti di gioco per Neve e Zoe


Condividere esperienze crea un legame forte, per cui oltre alle passeggiate quotidiane facciamo partecipare il cane anche alle attività della famiglia (quando possibile) e per farlo dobbiamo ricordarci dell'importanza di una buona educazione da impartire sin da cuccioli: un cane ben educato potrà venire con noi in molti più posti senza creare disturbo a noi o ad altri. Il fine settimana al posto di chiuderci in un centro commerciale organizziamo delle gite a misura di fido, farete felice lui, ma anche il resto della famiglia. E se proprio dobbiamo andare a fare la spesa il cane lasciamolo a casa e al nostro rientro portiamolo a fare una bella corsa, per loro  non è sempre meglio venire a tutti i costi con noi, ci sono luoghi per loro molto stressanti per luci, rumori, odori, troppa gente, caldo, ecc.



Ci sono molti giochi che possiamo fare insieme: cerchiamo di sfruttare le attitudini del singolo cane, ad esempio per i cani da riporto la pallina può essere un gioco molto divertente, per le razze da caccia organizziamo dei giochi di ricerca in cui debbano usare il fiuto, per i cani da difesa il tira e molla è l'ideale, ma non fermiamoci solo alla razza ma scopriamo l'indole e le attitudini del singolo soggetto, anche i cani da compagnia si divertono molto in queste attività.



Naily mentre si esercita nel obedience 


Non dimentichiamoci dei numerosi sport cinofili , tra i più comuni c'è il disk dog, l'agility dog, gli sport da traino, Dog-trekking & canicrossBike-Joring e il Dog-Scooteringski-joring e la pulka, per praticare questi e gli altri sport è opportuno far fare una visita specifica dal nostro veterinario di fiducia per assicurarci che il cane sia in condizioni di salute ottimali. Evitiamo il fai da te, lo sport è una cosa seria, facciamo seguire ,almeno inizialmente da un buon centro cinofilo.


Erica

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martedì 10 gennaio 2017

Come scegliere il nome del cane



La scelta d un nome per il nostro futuro nuovo amico va fatta con attenzione perchè lo accompagnerà per tutta la vita; vi suggerirò alcuni consigli per fare una buona scelta.

  • Preferite nomi corti, in questo modo sarà più semplice per lui memorizzarlo e per noi utilizzarlo: nell'addestramento del cane nomi troppo lunghi diventano più difficili.
  • Tutti i famigliari dovranno utilizzare quel nome.
  • Non utilizzatelo solo quando lo rimproverate o impartite ordini altrimenti lo assocerà a qualcosa di negativo.
  • Se il cane ha già un nome e lo riconosce meglio (magari perchè adottato già da adulto) mantenerlo per non creargli confusione o al massimo possiamo modificarlo con un nome che abbia lo stesso suono, soprattutto nelle vocali che sono quelle che riconoscono meglio (es Milly → Lilli, Tommi → Jonny). Questo vale anche per i cani con il pedigree, che solitamente hanno nomi lunghi e complessi con l'affisso; se prenotiamo il cucciolo solitamente magari si può accordare sul nome da dargli.
  • Se riuscite evitate nomi molto comuni, potreste ritrovarvi al parco con altri omonimi e rendere più complesso il richiamo.
  • Scegliere un nome di persona può essere rischioso: facilmente troverete omonimi bipedi e e incorrerete in qualche momento imbarazzante.
  • Fate delle prove per accertare che sia facile da pronunciare da tutti i membri della famiglia (nonni e bimbi compresi) e che "suoni bene" anche pronunciato con toni più decisi e dolci.
  • Evitate nomi che assomiglino ai comandi (es. Vesta → Resta ).
  • Scegliete un nome che si adatti anche una volta che il cane sarà diventato adulto e proporzionato alla razza\taglia del cane (es. Briciola eviterei di darlo a un Doberman)
  • Se avete più cani evitate nomi simili.
Erica.

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sabato 12 marzo 2016

Come insegnare al cane a dormire nella propria cuccia


Mi capita spesso di affrontare questo argomento con parenti e amici, e ho notato che questa domande viene spesso posta anche in vari forum cinofili.
Generalmente quando si porta a casa un nuovo cucciolo si finisce per farlo dormire con noi perché è piccino, morbidoso, dolce e ci fa pena o ci è scomodo farlo dormire sulla sua cuccia perché piange; ma poi quel cucciolo cresce e non ci va più che dorma con noi….
Questo è un approccio sbagliato, perchè trasferire il cane nella propria cuccia dopo che per molto tempo l'abbiamo abituato a dormire con noi può diventare un motivo di sofferenza per lui, di notti in bianco per noi e di un percorso che può diventare anche piuttosto lungo e frustrante.. che se l'avessimo abituato fin da subito ci saremmo potuti risparmiare.
Far dormire il cane con noi solo in particolari situazioni non sarebbe propriamente corretto, oltre che per mancanza di coerenza, anche perchè in seguito lui potrebbe cercare di "manipolarci" (sfruttando anche quei sui begli occhioni) per poter restare con noi, o comunque comodo sul materasso.





I motivi per cui sarebbe meglio dedicare al cane una cuccia tutta sua sono molteplici:
  • Per buona norma igienica: per quanto il cane (o anche il gatto) vivano in casa con noi e vengano lavati spesso, loro non portano le scarpe, di conseguenza sarebbe come se noi andassimo a dormire con i vestiti e le calzature indossate durante tutta la giornata. Inoltre il letto si riempirebbe di peli, in particolar modo durante il periodo della muta.
  • Soprattutto se il cane è di piccole dimensioni si può rischiare di schiacciarlo o di farlo cadere facendogli molto male.
  • Per un fattore di gerarchia: questo vale per i binomi in cui c'è qualche difficoltà nel stabilire i corretti ruoli, e nei casi in cui fatichiamo a farci ascoltare e rispettare.
  • Dobbiamo pensare al futuro, in futuro potremmo ancora farlo dormire nel nostro letto? Se dovessimo trovare un compagno\a a cui non piace dividere il letto con un peloso o che è allergico? Se dovessimo avere figli? Quando il cane sarà anziano potrebbe diventare incontinente o comunque avere problemi che potrebbero rendere sgradevole la condivisione del letto.
Le prime notti del nuovo cane a casa:
  • Quasi sicuramente vi creeranno qualche disagio: bisogna fin da subito farlo dormire nel posto in cui passerà il resto delle notti, per farlo sentire più al sicuro meglio se delimitiamo un piccolo spazio con un recinto.
  • La cuccia deve essere confortevole e contenitiva; potrebbe essere utile una sua vecchia coperta\straccio (con l’odore della precedente casa o della mamma e fratellini ) si sentirà più al sicuro.
  • Dovete evitare di dargli attenzione se guaisce: se andate a consolarlo mentre abbaia o piange imparerà a farlo proprio per attirare la vostra attenzione e passerete la notte in bianco per molto tempo. Se invece fin dal primo giorno starete ben attenti a non coccolarlo quando piange ma solo quando è tranquillo capirà che la maniera migliore per avere le vostre attenzioni e rimanersene quieto a riposare.
  • E' buona norma abituare il cucciolo a stare un po’ per conto proprio fin dal primo momento in cui arriva a casa. Se viene fatto oggetto di attenzioni per tutto il giorno come potrà rimanere tranquillo la notte? È bene quindi ignorarlo una mezz'oretta ogni tanto e fare come se non ci fosse.
Come riabituare il cane a dormire da solo:
  • Tutti i componenti della famiglia dovranno rispettare le stesse regole e non farlo mai salire sul letto neppure per 10 minuti,altrimenti andrebbero nulli tutti i progressi
  • Dovrete essere costanti: se lui sale 101 volte voi dovete farlo scendere 102... se lo accontenterete anche solo una volta poi l’avrà vinta lui e sarà ancora più difficile ricominciare.
  • Il metodo più semplice è stabilire che la camera da letto è vietata; per fare questo potremmo anche utilizzare un cancelletto da mettere sulla porta (vanno benissimo di quelli a pressione utilizzati per i bambini così non occorrerà bucare il muro). è meglio non chiudere la porta perché potrebbe sentirsi solo: il cancelletto impedirà l’accesso ma non la visuale.
  • Bisogna posizionare la cuccia fuori dalla camera; la cuccia deve essere di misure idonee e confortevole, potrebbe essere utile mettere qualcosa di vostro all'interno in modo che sentendo il vostro odore il cane potrà sentirsi più a suo agio. Dapprima farà sicuramente qualche capriccio, guaendo, abbaiando o mettendo comunque in azione tutta una serie di sceneggiate per farsi capire, ma voi non dovete assolutamente andare da lui. Deve imparare che quello d'ora in poi sarà il suo posto: ben presto si abituerà. Più giovane è il cane e meno notti avrà dormito con noi più facile sarà riabituarlo.
  • Un'altra tecnica, secondo me un po’ meno efficace e discutibile, sostiene che per far smettere al cane di dormire nel proprio letto bisognerebbe muoversi in continuazione e mollare qualche calcetto…questo vedendo disturbato il suo sonno dovrebbe lasciare autonomamente il letto; per quanto mi riguarda non lo trovo così valevole per vari motivi: intanto si rischia di far male al nostro amico, soprattutto se piccolo, inoltre molti cani pur di stare con noi sopporterebbero questo ed altro. Infine non è un comportamento educativo per il cane (e qui si torna al fattore gerarchia): il mio cane non sale sul letto perché io gli chiedo di non salire, e non ritengo proficuo utilizzare questi stratagemmi per farsi ascoltare.
Ovviamente questo post è dedicato a quanti non intendono più avere il cane con loro sul letto oppure a chi è in procinto di prendere un cucciolo e vuole dedicare a lui una cuccia. Sta poi ovviamente a ciascuno di noi scegliere cosa ritiene meglio per sé o per il proprio compagno a quattro zampe, l'importante è poi non perdere mai la coerenza.


Erica

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lunedì 4 gennaio 2016

Insegnare al cane a fare i bisogni a comando

Potrebbe sembrare una cosa di poca importanza, infatti non molti proprietari lo insegnano ai loro cani, ma in realtà è un comando piuttosto semplice da insegnare e può risultare utile in molte situazioni.
Ad esempio, potrebbe capitarci di dover affrontare un lungo viaggio in auto e per evitare che il cane sia costretto a trattenerla troppo a lungo, basterà dare il comando prima di salire in auto, oppure si potrebbe fare prima di portare il nostro amico a 4 zampe con noi in qualche negozio, dal veterinario o a casa di parenti o amici.

Uno dei momenti utili per dare questo comando è in caso di maltempo, non a tutti i nostri amici piace bagnarsi le zampe e andare sulla neve o sotto la pioggia.

In realtà l’impiego più utile è per quei cani che vivono in casa: spesso ci capita di non avere tempo per una passeggiata perché dobbiamo tornare di fretta al lavoro, tuttavia al nostro amico sembrerebbe non scappare. Con questo comando basterà portarlo fuori e dare il comando. Inutile dire che questa non deve essere assolutamente una scusa per non portare a passeggio il cane, ma da usare esclusivamente a necessità, magari in pausa pranzo.
Insegnarlo è molto semplice: basterà dare il comando da associare ogni volta che il nostro amico sta per accovacciarsi o per alzare la zampa; una volta che avrà finito (non prima altrimenti si rischia di interromperlo) andrà premiato con un bocconcino o un giochino. 
Come per ogni cosa, ogni cane ha tempi di apprendimento differenti. Nel primo periodo andrà premiato tutte le volte che esegue il comando, successivamente potrà essere premiato solo saltuariamente. 
Questo comando torna utile anche per insegnare al cane a non sporcare in casa.

Erica

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martedì 24 novembre 2015

Bike-Joring e il Dog-Scootering

Come il Dog-trekking & canicross, anche il Bike-Joring e il Dog-Scootering sono inizialmente nati per mantenere in forma i cani da slitta durante i periodi di penuria nevosa.
Si tratta delle discipline di traino che prevedono l'uso di MTB e scooter.
Per praticare queste attività il cane dovrà già aver imparato i comandi con il DT.
L'addestramento e i comandi sono quelli che abbiamo descritto nel precedente post, va però ricordato che, date le maggiori velocità che si raggiungono su due ruote, il cane deve avere una certa reattività ai comandi, e il musher deve prestare maggior attenzione durante le uscite. Precisiamo che in questi sport è ancora più importante la scelta dei percorsi: obbligatorio condurre il cane su tracciati rigorosamente sterrati!
N.B: i booties salvano le zampe del cane dalle lacerazioni causate dallo sfregamento col cemento, ma non proteggono dalla durezza del terreno asfaltato che potrebbe danneggiare le articolazioni del cane in corsa.
(Se avete mai provato la differenza tra correre in città e correre sullo sterrato capirete di cosa sto parlando.)
Anche per queste discipline esistono competizioni agonistiche.


Attrezzatura


L'equipaggiamento resta pressoché invariato, si aggiungono:
Antenna: si tratta di un'antenna flessibile, universale per scooter e biciclette, che mantiene sospesa la linea di traino, al di sopra della ruota anteriore, assecondando la direzione di corsa del cane.




MTB/Scooter: dal momento questi sport si praticano su percorsi sterrati è necessario prestare attenzione alla scelta del mezzo: l'ideale è una robusta MTB o uno scooter adatto a percorsi fuori strada o al mushing. Freni validi e cambio efficiente sono essenziali, e ci permetteranno di aiutare il nostro cane collaborando attivamente nei tratti più impegnativi.
Il musher ha tre opzioni: attaccare la linea alla cintura da DT e montare in sella, attaccare la linea direttamente al manubrio della MTB o dello scooter o munirsi di "antenna" da attaccare al manubrio dello/a scooter/MTB.
Personalmente consiglio la terza soluzione, la più sicura, secondo me.




Se alla bici e allo scooter preferite lo skate e i roller potete cimentarvi nelloskate-joring e nel roller-joring munendovi di una mountainboard (o A.T.B.) o di un paio di pattini da fuoristrada e dell'attrezzatura per il DT e... buon divertimento!




Addestramento


Come abbiamo già detto è indispensabile che il cane che ci accompagna in questa attività conosca già le regole fondamentali richieste per il lavoro di traino (non abbandonare il sentiero, non fermarsi o deviare dal percorso scelto, ecc.) e che sia reattivo ai comandi, almeno a quelli base (go, haw, gee, stop).
Per cominciare sarà bene evitare salite e discese troppo impegnative o pericolose. Un sopralluogo preventivo può essere molto utile per controllare lo stato del percorso e l'eventuale presenza di case coloniche/pascoli con cani o animali da cortile liberi.
Dopo il comando di partenza va prestata la massima attenzione per assicurarsi che la linea sia ben tesa.
Inizialmente i percorsi saranno brevi e il nostro contributo sui pedali sarà molto sostanzioso: con questa precauzione il cane imparerà ad amare la corsa e diventerà ogni giorno più forte e resistente. Questo metodo "senza sforzo" può essere impiegato anche con cani senza particolare preparazione fisica. Col tempo il nostro contributo sui pedali diminuirà, permettendo così al cane di sviluppare la sua capacità di traino.
In prossimità di una curva è necessario aumentare la velocità del mezzo rispetto a quella del cane: eviteremo così di essere bruscamente deviati verso la nuova direzione.
Il vero rischio di questa attività è quello della caduta, consiglio quindi di munirsi di un abbigliamento adeguato completo di guanti e casco.


Lee

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mercoledì 22 aprile 2015

Naily e Camilla.. CAE-1 superato!

Domenica 12 aprile io e Naily siamo riuscite a superare il test CAE-1, e lo stesso vale per tutti gli altri bravissimi binomi del corso per addestratori ENCI che sto frequentando.
Se siete interessati a conoscere questo tipo di test caratteriale ne trovate la definizione nel nostro dizionario cinofilo e potete leggerne il regolamento all'interno del sito dell'ENCI e che vi linko anche qua (scorrete la pagina, troverete il pdf da scaricare).

Ecco un po' di foto (perdonate la qualità, sono state scattate da cellulare) che mostrano alcuni degli esercizi previsti nel test.






Cane in terra-resta.. che poi non ha fatto, dato che ha deciso di mettersi seduta, ma poco importa ai fini del superamento! al massimo possono togliere dei punti, ma a noi va benissimo comunque :)











Passaggio di una bicicletta e di passeggino










Passaggio di persona che fa jogging e di            
cane estraneo di sesso opposto  







Poi il cane si deve alzare e ci deve seguire passando  
in mezzo ad un gruppo di persone, uno dei quali indossa
qualcosa di "particolare", come un cappello o una
mantellina e deve sfiorare il cane















                                                                 
Passare in fianco ad un
operatore con giornale e
ad un altro con
ombrello,
il quale si avvicina
picchiettandolo
a terra e poi aprendolo
vicino al cane




Altri passaggi importanti sono la sociabilità di fronte al giudice e dimostrare che siamo in grado di accudire il cane, riuscendo senza difficoltà a spazzolarlo e a controllargli zampe, denti e orecchie.



















Alcune considerazioni: pur essendo un test relativamente semplice e facile da superare per un cane equilibrato, necessita comunque di una certa preparazione e attenzione nell'approccio ai vari passaggi. E' un test che consiglierei a tutti i proprietari di cani, proprio perchè, pur essendo semplice, li "obbliga" comunque ad avere una certa attenzione nell'educazione del cane.
Al termine del test, se superato, viene rilasciato un patentino dall'ENCI. Rendere questo patentino obbligatorio per tutti i proprietari di cani sarebbe già un bel passo avanti per la diffusione di una migliore cultura cinofila.

Camilla

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lunedì 16 febbraio 2015

trasportini, kennel, passeggini, borse, zaini: tanti modi per trasportare i nostri cani

Cerchiamo di capire quali sono i più adatti alle nostre esigenze:

Misure:
L'animale deve avere la possibilità di stare in piedi senza toccare con la testa il soffitto del trasportino, in oltre deve avere la possibilità di girarsi comodamente e stendersi

Precauzioni:
Il cane va abituato per gradi all'utilizzo del trasportino, non deve mai essere forzato ma invogliato ad utilizzarlo con il rinforzo positivo, deve diventare un rifugio, un posto sicuro per l'animale.
Consiglio di metterci all'interno un cuscino o una coperta, meglio se il cane la conosce già.


-Trasportino in plastica:


Sono facili da pulire, resistenti;
Questo tipo di trasportino protegge il cane dagli urti accidentali.

*sono adatti :
-all'auto (ma vanno agganciati in modo che non si muova)
-in treno
-in aereo
-in casa (da utilizzare come cuccia\rifugio)

*contro:
- sebbene alcuni modelli abbiano le ruote, e i modelli più piccoli siano muniti di cintura per poterli portare a tracolla, spesso diventano scomodi da trasportare
-  quando non vengono utilizzati possono essere smontati ma restano comunque ingombranti.


-Trasportino da auto:

Sono facili da pulire e resistenti.
Questo tipo di trasportino protegge il cane dagli urti accidentali; la forma li rende adatti ad essere utilizzati nel portabagagli dell'auto senza il rischio che si muovano.
Esistono in vari materiali, come alluminio e legno.

*sono adatti :
-all'auto (ma non sono compatibili con tutti i modelli, quindi consiglio di informarvi prima)
-in casa (da utilizzare come cuccia\rifugio)
-alcuni modelli hanno una rete divisoria e possono trasportare più cani contemporaneamente

*contro:
- sono scomodi da trasportare
-  quando non vengono utilizzati possono essere smontati ma restano comunque ingombranti.

-Gabbie in metallo:

Sono facili da pulire e resistenti.
Questo tipo di trasportino protegge il cane dagli urti accidentali,
una volta smontati occupano poco spazio.

*sono adatti :
-all'auto (ma vanno agganciati in modo che non si muova)
-durante le expo

*contro:
- sebbene alcuni modelli abbiano le ruote, ed esistano dei carrellini su cui posizionare la gabbia, possono risultare scomodi da trasportare




-Trasportino in tessuto:
Sono molto leggeri e comodi da trasportare
sono facilmente smontabili e diventano poco ingombranti

*sono adatti :
-all'auto (ma vanno agganciati in modo che non si muova)
-in casa (da utilizzare come cuccia\rifugio)
- esposizioni di bellezza e gare sportive

*contro:
-Non sono facili da pulire
- i cani più vivaci e attivi, potrebbero danneggiarli e romperli
-Non possono essere spostati con l'animale all'interno


-Borsa trasportino in tessuto:
Sono molto leggeri e comodi da trasportare

*sono adatti :
-all'auto (ma vanno agganciati in modo che non si muova)
-in casa (da utilizzare come cuccia\rifugio)
- sui mezzi pubblici (tram, treni, bus)
- durante le gite (occupano comunque un certo spazio)

*contro:
-Non sono facili da pulire
- i cani più vivaci e attivi, potrebbero danneggiarli e romperli
-sono adatti solo per cani di piccola taglia


-Borsa trasportino morbida:
Sono molto leggeri e comodi da trasportare,
hanno dei ganci interni per evitare che il cane possa saltare giù,
esistono con molte forme e fantasie, alcuni modelli hanno delle pratiche tasche portaoggetti

*sono adatti :
-in casa (da utilizzare come cuccia\rifugio)
- durante le gite (occupano pochissimo spazio)

*contro:
-Non sono facili da pulire
- La testa del cane è esterna alla borsa per cui sui mezzi pubblici potrebbero non accettarlo senza l'uso della museruola
-Sono adatti solo ai cani di piccola taglia

-Zaini e marsupi:
Sono molto leggeri e comodi da trasportare,
si possono aprire e lasciar uscire la testa,hanno dei ganci interni per evitare che il cane possa saltare giù
alcuni modelli hanno delle pratiche tasche portaoggetti
sono ottimi per cani anziani o con problemi di salute che non possono camminare a lungo

*sono adatti :
-in auto
-sui mezzi pubblici (tram, treni, bus)
- durante le gite (occupano pochissimo spazio)

*contro:
-Non sono facili da pulire
-Sono adatti solo ai cani di piccola taglia

-Passeggini e trolley:
Non sono solo un vezzo, possono diventare indispensabili per cani anziani o disabili

*sono adatti :
- sui mezzi pubblici (tram, treni, bus)
- durante le gite (occupano comunque un certo spazio)
- durante le esposizioni di bellezza

*contro:
-non sono facili da pulire
- hanno un certo ingombro
-sono adatti solo per cani di piccola taglia

-Cestino bicicletta:


Adatti per portare il nostro amico a 4 zampe con noi in bici
ce ne sono di vari modelli

*contro:
-non sono facili da pulire
- hanno un certo ingombro
-sono adatti solo per cani di piccola taglia





Erica


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lunedì 9 febbraio 2015

La relazione

Tutti noi vorremmo un cane perfetto. Questa è la verità. Un cane equilibrato in ogni situazione, che non dia mai un problema, che ascolti ogni nostra parola con adorazione, che torni al richiamo, che interagisca con gli altri animali con educazione e con razionalità. Quando questo non succede, però, c’è una forte tendenza a dare la colpa al cane, a ritenerlo sbagliato e quasi mai si punta il dito contro noi stessi. Domande come “ Dove ho tappato?” “cosa posso fare per rimediare?” “ Sono stato superficiale in qualcosa?” difficilmente le sento. Anche perché c’è ancora la convinzione che basti una sberla e una sgridata per sistemare un comportamento sbagliato, che per ottenere rispetto dal nostro amico a 4 zampe basta imporsi con la forza, tanto è solo un cane e il cane DEVE obbedire, a priori, perché l’essere umano è superiore in fondo, per cui se questo non succede ad essere sbagliato è, appunto, il cane.
 Io la penso molto diversamente. Per il semplice fatto che quello che è, semplicemente, un cane è forse l’essere vivente che mi dà di più senza chiedere nulla in cambio, che è felice anche solo di starmi vicino, che sorride e scodinzola sempre, ogni volta che mi vede e questo elenco potrebbe essere davvero lungo. Io credo, come per tutte le cose in fondo, che se voglio ottenere un risultato, qualsiasi esso sia, devo impegnarmi, impegnarmi a fondo e applico lo stesso concetto nel mio rapporto coi miei cani. 
Se io dedico parte del mio tempo a soddisfare i loro bisogni e le loro necessità e se mi preoccupo per capire perché emettono determinati comportamenti che non mi piacciono e mi prodigo per aiutarli a superare il loro disagio, crescerà il rapporto tra me e loro. Entra in gioco, quindi, la RELAZIONE. Parola importantissima che racchiude al suo interno tutto ciò che di più importante esiste in un rapporto col proprio cane. Più forte sarà la relazione più intensi e emozionanti saranno i momenti insieme al mio amico a 4 zampe. 
Qual’è il primo fattore indispensabile per creare relazione? Semplicemente, il tempo. Anzi scusate: il Tempo. Non ci vuole molto a capirne il perché: se dedico al mio cane venti minuti della mia giornata sarà difficile creare qualcosa, costruire qualcosa. Se invece ci passo insieme delle ore, il discorso sarà ben diverso. Molte volte mi sento rispondere “ma io lavoro 10 ore al giorno”, “ho la palestra, gli amici, il corso di yoga” e nessuno mette in dubbio gli impegni di ognuno di noi, ci mancherebbe. Io ricordo solo che prendere un cane non ce l’ha consigliato il medico, è stata una nostra scelta e ora che l’abbiamo fatta nostra è la responsabilità della sua salute fisica, mentale e della sua felicità. Quando cominceremo a dedicare più tempo al nostro amico naturali sorgeranno le domande: “ma cosa faccio insieme a lui?”. Ed ecco che si apre un mondo…perché oltre al Tempo vi è anche, importantissima, la Qualità del tempo.
Come prima cosa avremo bisogno di capire il nostro cane, di comprendere perché, per esempio, quando siamo in passeggiata si comporta in certe maniere, quindi la Comunicazione. Senza quest’ultima, non potremmo vivere insieme a qualcuno e quando si è in grado di comunicare, di comprendere e farsi comprendere, ogni relazione diventa speciale. 
Poi sarà necessario e importante che il nostro cane ci ascolti, ci rispetti e ci veda come una guida da seguire. Questa è forse la parte più difficile, perché bisogna staccarsi dalla mentalità che il nostro peloso deve ascoltarci per forza, solo perché noi siamo umani. La Leadership o, se preferite, la figura di capobranco, va conquistata, giorno dopo giorno. Bisogna accreditarsi ai suoi occhi. Ci sono molti modi per farlo: soddisfare i suoi bisogni, mettere in mostra le nostre abilità, proteggere ed essere fonte di sicurezza, sapendo comunicare, rendendo interessanti le iniziative che gli proponiamo. Significa non usare mai la forza per imporci, gli animali sociali non seguono un leader punitivo, egoista e autoritario ma un individuo che dia sicurezza, attorno al quale sembra stia per accadere qualcosa di speciale…”La Leadership è la capacità di creare un mondo al quale il cane voglia appartenere.”



Essenziale è quindi il gioco, attraverso il quale possiamo insegnare qualsiasi cosa divertendo il nostro amico e divertendoci noi. Qualsiasi iniziativa che gli proponiamo, se associata al divertimento, sarà più interessante e entusiasmante. 
Se siamo costretti a casa, non possiamo uscire e di conseguenza neanche il nostro amico potrà divertirsi con le attività che fa di solito all’aperto, ricordiamoci di un’altra cosa importantissima e cioè che il nostro cane ha una testa e anche piuttosto intelligente e sempre nostra è la responsabilità della sua crescita mentale. Tener attiva la mente del nostro cane è un’attività essenziale, perché innanzitutto sarà più sana riducendo la possibilità che compaiano problemi comportamentali, senza contare che si stancherà moltissimo e sarà felice e appagato.
Come ultima cosa metto la Socializzazione, anche se dovrebbe stare all’inizio, per svariati motivi. Un cane che ha la possibilità di socializzare con cuccioli e adulti equilibrati sarà un cane che apprenderà i comportamenti corretti nelle varie occasioni e che quindi saprà rapportarsi con equilibrio. 
Tutto questo solo per dare qualche spunto e per far riflettere su quante sono le cose a cui si dovrebbe pensare per rendere felice il nostro amico a 4 zampe. Tutto questo solo per far capire che la maggior parte delle volte, se il nostro cane sarà perfetto o meno, dipende solo ed esclusivamente da noi, da quanto tempo e dedizione metteremo per farlo crescere in una certa maniera. Tutto questo sperando che qualcuno, leggendo, guardi il proprio cane negli occhi e gli prenda la voglia di andare a farsi una lunga passeggiata con lui, lo faccia giocare e ci si diverta insieme, vada a cercare in internet qualche attività divertente da fargli fare in casa, per tenergli allenata la mente.
Tutto questo per ricordare che in fondo, dentro di noi, tutti siamo potenzialmente dei fantastici proprietari e che con un po’ di impegno potremmo davvero creare un rapporto unico col nostro cane e di cui mai potremmo fare a meno. Tutto questo vuol dire Relazione che ha un unico sinonimo: Amore…



Gabriele

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venerdì 30 gennaio 2015

Dog-trekking & canicross

Prima di iniziare vorrei però precisare che scrivo senza nessuna presunzione: non sono una musher (magari!), non mi definisco neanche una “sportiva”, pratico solo il dog-trekking e un po’ di canicross - per ora - e degli altri sport che citerò ho solo letto libri, visto video e ascoltato le esperienze di chi questi sport li pratica da anni e li ha ormai nel cuore.
Sono sport cinofili un po’ “esotici”, poco conosciuti - nel nostro Paese - e ancor meno praticati: si tratta delle discipline di traino, attività in cui il musher - a piedi, in bici, sugli sci o su slitta - conduce uno o più cani.




Il Dog-Trekking e il CaniCross nascono sia per mantenere in allenamento i cani da slitta in assenza di neve, sia per iniziare i nuovi cani, cuccioli o adulti, al traino. Questi sport si svolgono su sentieri montani a stretto contatto con la natura e sono adatti a tutti i cani in salute, anche se non appartengono alle razze “da traino”; se però il DT è un’attività più rilassante e di contemplazione della natura, il CC è un vero e proprio sport agonistico.
Sono attività alla portata di tutti ma da non improvvisare!

Attrezzatura

L’equipaggiamento utilizzato è lo stesso in entrambe le attività ed è composto da:

Cintura da DT: cintura indossata dal conduttore, realizzata in materiale sintetico e imbottita nella zona lombare in modo da attutire eventuali contraccolpi; può essere sostituita con un imbrago da roccia;




Imbrago da traino: imbrago appositamente studiato, da non confondere con le comuni pettorine. Pensato per distribuire al meglio la forza dell’animale senza provocare pericolosi attriti sulla pelle e senza ostacolare la respirazione e il movimento degli arti. Realizzato in materiale sintetico imbottito nella zone del collo e del torace, per garantire un confort ottimale durante il traino.


N.B: l’errore più comune per chi inizia a praticare questi sport è quello di portare il cane a correre col collare o con la normale pettorina in attesa di comperare l’attrezzatura adatta. Questo, oltre a essere sbagliato (il semplice jogging con il cane non è CC, così come il semplice trekking col cane non è DT), è anche pericoloso per la salute del nostro peloso; quindi, per fare le cose in sicurezza è bene non essere troppo smaniosi di iniziare prima di munirsi dell’attrezzatura adatta.

Becks

Linea ammortizzata: corda in materiale sintetico che collega, tramite moschettoni, la cintura all’imbrago. Ha la particolarità di avere una prima parte elastica (ammortizzatore) così da attutire eventuali strattoni. Nella versione con due attacchi è possibile collegarla a due imbraghi per allenare due cani contemporaneamente.





Booties: sono le “scarpette” per i cani; non sono obbligatorie (a meno che i cani non abbiano già piccole ferite alle zampe) ma sono utili nel caso di percorsi sterrati e per cani con polpastrelli delicati.

N.B: da trekker vi do un consiglio spassionato. Per praticare questi sport - o anche solo per fare un’escursione - due cose sono indispensabili:scarpe adatte e scorte d’acqua per voi e per il vostro cane.



Comandi

Essendo veri e propri sport e non semplici passeggiate/corse nella natura, il cane deve rispondere a ben precisi comandi - gli stessi utilizzati nello sleddog - che permettano al conduttore di guidarlo lungo il percorso scelto.
Generalmente, si utilizzano i comandi internazionali, anche se va benissimo anche il semplice “destra”, “sinistra”, ecc. Il vantaggio dei comandi internazionali è che, se il cane dovrà stare in team con altri cani abituati a quella tipologia di comando, non avrà difficoltà a capire l’ordine. Inoltre, il comando internazionale è verbalmente corto e incisivo, quindi di rapido apprendimento e difficilmente fraintendibile.
I comandi internazionali sono:

Stay: (pron. stèi) perché il cane stia fermo al suo posto, ad esempio, per imbragarlo;
Line: (pron. làin) stare in linea col muso rivolto in avanti, tenendo la linea ben tesa, sia in corsa che da fermo;
Hike/mush/go: (pron. hàik/màsh/go) via, partenza;
Ahead: (pron. ehèd) diritto, avanti (in caso di incroci o sorpassi);
Gee: (pron. gi) destra; - Come gee: (pron. cam gi) inversione a 180° a destra;
Haw: (pron. ha) sinistra; - Come haw: (pron. cam ha) inversione a 180° a sinistra;
Easy: (pron. ìsi, con la “s” di “rosa”) rallentare;
Whoa/Stop/Alt: (pron. uooò) fermo.

Addestramento

Prima di iniziare a spiegare questa fase vorrei fare una piccola considerazione personale.
E’ possibile iniziare ad approcciare i cani a questi sport anche da cuccioli; il mio consiglio però è aspettare. Dal momento che iniziamo questi sport per scopi puramente ludici, a mio parere ci sono altre attività da fare insieme per imparare a conoscersi e instaurare un giusto e solido rapporto; sarebbe quindi opportuno dedicarsi alle regole basilari, alla socializzazione del cucciolo, alla condotta al guinzaglio, all’ obbedienza di base, ecc. prima di iniziare a praticare un qualsiasi sport cinofilo.

Detto questo, vediamo come iniziare l’approccio a questi sport.

Il primo passo per iniziare questi sport è far familiarizzare il nostro cane con l’imbrago da traino: per infilare l’imbragatura al cane bisogna metterlo in piedi e tenerlo saldamente con le ginocchia all’altezza delle reni. Quindi, afferrata l’imbragatura con due mani, va infilata prima dalla testa e successivamente dalle zampe anteriori una per volta.
Se il cane si mostra spaventato dall’imbrago è importante non forzarlo ed aspettare che sia tranquillo, a costo di compiere l'azione in più fasi. Indossato l'imbrago premiare sempre il cane sia verbalmente che con tante coccole.
Il cane, soprattutto se adulto, potrebbe non trovarsi a suo agio con l’imbrago e potrebbe quindi tentare di sfilarselo o di morderlo. Questi comportamenti sono normali: il mio consiglio è di lasciarlo fare, di accarezzarlo, lodarlo e invitarlo al gioco così che si abitui all’imbragatura senza “traumi”, ammonendolo con un semplice “no” solo se e quando cerca di morderla.

L’addestramento inizia con l’insegnamento dei comandi che deve avvenire su percorsi poco frequentati (in modo che il cane abbia poche distrazioni), a temperature non elevate, su percorsi aventi bivi e che non presentino salite ripide o discese scoscese.
Il cane deve imparare a mantenere un’andatura costante, perciò se si mostrerà troppo esuberante sarà compito nostro avere pazienza e dissuaderlo dal mantenere questo comportamento fermandoci e ripartendo solo quando si sarà calmato. Dovrà anche imparare a tenere il sentiero, senza cedere alla tentazione di esplorare i dintorni: per abituarlo sarà sufficiente ammonirlo quando abbandonerà il percorso.
Per insegnare i comandi di partenza e di arresto è sufficiente associarli all’azione: “Go!” e inizio a camminare/correre, “Stop!” e mi fermo. 
Per i comandi direzionali consiglio questa procedura: ad una decina di metri prima di un bivio rallentare l’andatura e iniziare a dare il comando ritmicamente; in procinto della svolta, continuando a dare il comando ritmicamente, osservare dove svolta il cane: se svolta correttamente (anche se per puro caso), elogiare e ricompensare; se sta per sbagliare direzione, fermarsi prima del bivio, correggere con un secco “no” seguito dal comando corretto che si desidera venga eseguito. Nel momento in cui il cane prende la giusta direzione riempire il cane di lodi e incoraggiamenti.
Alcuni nelle fasi iniziali trovano utile usare, insieme all’attrezzatura da DT, un guinzaglio lungo da tenere in mano agganciato al collare del cane, in modo da suggerirgli manualmente la direzione prima del bivio.
Ovviamente i comandi vanno ripetuti più volte in modo che il cane li assimili: inizialmente consiglio percorsi brevi, soprattutto se il cane non è abituato. Le prime sessioni non devono superare i 30 minuti. Durante le uscite è consigliabile effettuare alcune soste per abbeverare il cane e premiarlo anche con dei bocconcini. Sarebbe utile abituare il cane a espletare i propri bisogni nei primi 5 minuti di passeggiata ma, soprattutto durante le prime uscite, non rimproveratelo se si ferma a marcare a ad annusare.
Soprattutto in caso di uscite particolarmente impegnative e in presenza terreni aspri o nevosi è bene controllare lo stato di salute generale del cane facendo particolare attenzione alle zampe, ai cuscinetti e agli spazi interdigitali sia durante che dopo la sessione di allenamento.
Se il cane risulta svogliato o stanco interrompete l’addestramento.
Conclusa l'uscita è importante togliere l'imbrago al cane e rimetterlo al guinzaglio: il ripetere tale situazione porterà in breve tempo il cane a scindere le due tipologie di passeggiata.


Lee

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venerdì 23 gennaio 2015

La toelettatura.. questa sconosciuta!

Dedichiamo questo post alla toelettatura, indispensabile per i proprietari e per aiutare una convivenza più serena con il proprio cane.
Per chi vive in casa con il proprio Pets la toelettatura dovrebbe essere fatta di regola almeno una volta al mese; per quanto amiamo il nostro cane e tolleriamo le sue temibili puzzette, la convivenza in casa dopo un bagno di fango diventa meno sopportabile, senza contare le foglie e i rametti che si incastrano sul pelo creando nodi che se trascurati diventano veri e propri feltri. 
Non sempre ci si può arrangiare da soli, a volte serve una mano più esperta e quindi via in toelettatura, sotto con spazzole e shampoo, e cerchiamo di capirci un po’ di più di “Questa Sconosciuta"! In questi articoli si parlerà di ‘toelettatura commerciale’, ovvero quella del cane di ogni giorno. La Toelettatura da show è un altro ramo di cui non mi occupo e che non amo personalmente; credo che prima di tutto bisognerebbe tener conto del benessere psicofisico del cane, quindi tenerlo sul tavolo da lavoro il meno possibile, rispettando certo la toelettatura dello standard di razza, ma anche il cane in quanto tale e soprattutto dal punto di vista etico-educativo. Gli argomenti saranno tanti e vasti, quindi per curarli più approfonditamente li tratteremo uno alla volta.

APPROCCIO ALLA TOELETTATURA
Partiamo da un punto fondamentale: i toelettatori non sono mostri sanguinari che maltrattano i vostri cani in vostra assenza, hanno un compito molto arduo, ossia quello di manipolare un essere di un'altra specie, che non li conosce, che non parla la loro stessa lingua e che nella maggior parte dei casi si sente minacciato, ed entra quindi sulla difensiva rischiando di diventare irritabile. Proprio per questo motivo è consigliabile portare il cane già da cucciolo per un primo approccio, per costruire una buona relazione con il suo futuro toelettatore, non solo a livello fisico, ma anche per rendere piacevole e interessante al cucciolo un luogo che non rilascia al primo impatto un buon odore. Vi ricordo che l’olfatto del cane è miliardi di volte più sviluppato del nostro, loro comunicano tramite gli odori. Se il cane precedente ha avuto paura o si è trovato in una situazione spiacevole rilascerà degli ormoni che saranno informazioni utilissime per il cane che arriverà dopo; se al contrario il cane precedente ha passato una bella esperienza, ha giocato e mangiato qualche biscotto, gli ormoni rilasciati saranno rassicuranti e il cane successivo non si preoccuperà più di tanto. E quindi indispensabile scegliere un toelettatore che capisca le esigenze del cane e che decida di collaborare con voi per un corretto inserimento nel contesto e che vi permetta anche di restare la prima volta che il cane verrà lavato. La permanenza del padrone durante il trattamento è fondamentale, soprattutto se non c’è stato tempo di fare un inserimento pre-toeletta, la sua presenza rassicurerà il cucciolo.
Nel caso il toelettatore decida di collaborare all’inserimento del cucciolo, l’uso di bocconcini e premietti appetitosi aiuterà la relazione. E bene farlo approcciare anche con il rumore della tosatrice e l’avvicinamento delle forbici a pelo. I bocconcini in questo caso diventano un grande aiuto sia per il cane che per il toelettatore; questo perchè, mentre il cucciolo sarà concentrato sul proprietario che cercherà di distrarlo con qualche gioco, il toelettatore potrà lavorare sul cane. Nel frattempo il proprietario lavorerà a casa con la spazzola e sulla manipolazione del cane, in modo da agevolare la seduta di spazzolatura. Nel momento in cui verrà eseguita la toeletta vera e propria per la prima volta, bisognerà tener conto dei bisogni psicofisici del cane, quindi si inizierà prima con un bagno per un primo approccio all’acqua e dopo con la tosatura o l’accorciamento del pelo tramite taglio a forbice. Quest’ultimo più facile da eseguire in quanto, il cane non avrà costantemente il rumore e il contatto della tosatrice addosso, ma risulterà difficile e pericoloso se il cane comincierà ad agitarsi. La permanenza del cane sul tavolo potrebbe durare circa un’ora; molti colleghi per praticità e sicurezza legano il cane al collo tramite una catenella; io sono solita non farlo, soprattutto se il cane non è abituato ad indossare il collare, ma nei casi in cui sia necessario all’incolumità del cane, tendo a trattenerlo con una pettorina, evitando così di “impiccarlo” ma allo stesso tempo non rischiare eventuali cadute. Se il cane verrà abituato sin da cucciolo sarà più facile per lui da adulto restare fermo conoscendo il contesto non gli resterà altro che pensare “ok, me ne sto buono qui e finiremo velocemente”.
La frequenza del lavaggio è soggettiva e varia a seconda della razza e delle modalità di vita del cane; di media un bagno al mese non fa mai male, anzi. Aiuta l’igiene, toglie il pelo morto e contribuisce a far respirare la pelle. A che età iniziare? Direi che le prime manipolazioni vanno benissimo intorno ai tre,quattro mesi, soprattutto se il cane necessiterà di una manutenzione mensile (maltesi, yorki, shitzu, terrier, ecc..,). E bene sapere che al cane non importa di avere profumi addosso, anzi, lozioni a base alcoolica irritano molto il loro olfatto, molti riescono a starnutire per un po’ prima di riuscire a liberarsi di quella ‘puzza’, per questo capita molto frequentemente che dopo il bagno, o una spruzzata di deodorante o dopo una passata di salviettina profumata, il cane vada a rotolarsi sull’erba, lo fa per togliersi di dosso quell’odore che non gli appartiene.
Ultimo consiglio da dare è quello di premiare sempre il cane dopo la seduta, con una bella passeggiata, un cibo che ama particolarmente o un gioco che adora fare, in modo da concludere positivamente un' ora di lavoro che per lui è stata intensa e sicuramente stressante.
Jessica

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