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lunedì 31 luglio 2017

PORTARE IN FERIE GLI ANIMALI? Si o no?

Sheena e Naily sono pronte per le vacanze!


Siamo ormai in estate inoltrata e sono in molti ad essere già partiti per le ferie oppure ad averle programmate. E come ogni anno iniziano gli abbandoni.
Ad essere dimenticati non ci sono solo cani, ma anche rettili, gatti, roditori, uccellini... purtroppo questi animali molto spesso sono condannati a morte certa. Le sguinzagliate aborrono chi abbandona un animale e ricordano che ci sono moltissime alternative: pensioni per cani, persone che vengono direttamente a casa vostra, allevatori che accolgono dietro un piccolo compenso i piccoli animali. Inoltre ci sono amici e parenti che ci possono aiutare a gestirli durante la nostra assenza. Se proprio non volete o non potete più occuparvi del vostro animaletto, ci sono molte associazioni che aiutano a trovare una sistemazione idonea, che sia uno stallo momentaneo o un adozione.
Aprire lo sportello della gabbia o della teca non è la soluzione, non stiamo dando libertà a quel animale, ma lo stiamo condannando a morte, e qualora sopravvivesse potrebbe arrecare un grosso danno alla fauna locale. Nell'eventualità che decidiate di trovare da soli una nuova sistemazione al vostro animaletto informatevi che chi lo sta ricevendo sia in grado di occuparsene e abbia l'esperienza necessaria, ed eventualmente le associazioni potrebbero aiutarvi anche a valutare il candidato ideale.

Finito il "pippone" sugli abbandoni che tanto solitamente lo legge solo chi non abbandona, vorrei parlarvi di chi sceglie di non separarsi neppure un giorno dal proprio 4 zampe e di portarlo in ferie con sé.
Sono moltissime le città "pet friendly", gli alberghi e i ristoranti che accettano i nostri 4 zampe e inoltre ci sono spiagge e piscine nate apposta per i cani.
Il mio tempo libero cerco di passarlo con le mie pelosone, quindi ho potuto testare personalmente questa ospitalità; noi preferiamo scegliere attività che possano far felici sia noi umani che loro.

Quanta fretta Sheena! Lasciaci almeno il tempo di caricare i bagagli.


Al mare
In estate non ho mai portato le pelosette in spiaggia. Anche se più volte mi è venuta la tentazione, mi sono resa conto che non era una decisione saggia. In spiaggia c'è molta confusione, la sabbia scotta, l'ombrellone non riesce a creare un ambiente abbastanza fresco e comunque dovrebbero restare legate tutto il tempo. Quelle rare volte in cui sono andata in spaggia da quando Greta fa parte della mia vita, mi sono concessa lunghe passeggiate in riva al mare ma senza di lei e non avrei potuto se fossi stata con lei o con le altre 4 zampe, perchè solitamente, escluse le aree dedicate ai cani, il resto della spiaggia è a loro vietato.
Durante queste camminate ho avuto la possibilità di notare le aree dog friendly, che spesso sono recintate e dotate di molti comfort (sdraio per i cani oltre a quello per gli umani, ciotola per l'acqua ) talvolta in queste spiagge vengono svolte attività con un educatore cinofilo. Purtroppo però ho spesso notato cani con il terrore per l'acqua essere trascinati dentro per farli rinfrescare (ricordiamo che tra i metodi per insegnare ai cani ad apprezzare l'acqua non è contemplato il trascinarli dentro a forza) oppure cani sotto l'ombrellone molto accaldati.
Se scegliete come meta delle vostre vacanze il mare e volete portare i vostri cani con voi, adottate le stesse accortezze che usereste con i bambini piccoli. Scegliete i mesi meno gettonati, optando per mesi come giugno e settembre in modo da avere meno confusione e caldo, inoltre potrete risparmiare e avere più scelta. Se purtroppo non potete scegliere quando andare in ferie sarebbe meglio trovare una meta diversa, come ad esempio il lago.
E se il mare in agosto dovesse essere l'unica opzione, fate maggiormente attenzione ai colpi di calore, tenete i cani freschi (anche con l'aiuto di tappetini refrigeranti), evitate di farli giocare a lungo soprattutto sotto il sole, fateli bere proponendogli più volte la ciotola con l'acqua fresca (se non sono cani abituati a bere molto) e non portateli in spiaggia o a passeggio nelle ore calde. Dopo i bagni in mare fate sempre una doccia con acqua dolce per evitare che il sale che permane a contatto con cute e zampe possa creare problemi. Fate attenzione anche ai pavimenti che sono sotto il sole perchè potrebbero diventare roventi (poggiate sempre la mano sul suolo per verificarne la temperatura); anche alla sera i pavimenti continuano ad emanare calore e i cani essendo più bassi di noi, e quindi vicini al suolo, patiranno maggiormente il caldo emanato dal pavimento.

Greta sulla battigia


Le città d'arte
Probabilmente le mete meno adatte per portare il nostro cane con noi sono le città d'arte, davvero troppo calde in estate (spesso anche per gli umani): il suolo diventa rovente , l'aria molto calda e il sole picchia. Le città normalmente sono una meta noiosa per i 4 zampe che si trovano costretti a stare al guinzaglio corto  tutto il giorno in mezzo alle gambe dei turisti, che spesso manipolano i cani  già infastiditi dalla situazione senza chiedere il permesso. Nei musei e nelle chiese solitamente gli animali non possono entrare e neppure in molti parchi cittadini per cui la vacanza limiterebbe molto anche il proprietario. Se volete visitare le città d'arte scegliete periodi non estivi e con meno turisti e ricordatevi di trovare attività interessanti anche per loro. Permettetegli di annusare, di fermarsi e di guardarsi intorno. Soprattutto se non sono abituati o non più giovani evitate di farli camminare troppo a lungo e fate molte soste.


Neve e Greta all'ora dell'aperitivo


La montagna e il lago
Sono probabilmente le mete più adatte a chi vuole portare il proprio 4 zampe con sé in vacanza in tutte le stagioni. I cani che non tornano facilmente al richiamo o dotati di un istinto predatorio molto alto evitate di scioglierli, ma teneteli al guinzaglio o con la longhina.
Ricordiamoci di portare con noi ciotola dell' acqua e qualche snack. In inverno potrebbe essere necessario adottare qualche precauzione in più per proteggere le zampe dal freddo, soprattutto se i cani dovranno camminare a lungo sulla neve e sul ghiaccio.
 Se volete far fare il bagno al cane e non è abituato a nuotare a lungo e in acqua fonda, utilizzate alcune precauzioni come longhina e salvagente (QUI alcuni consigli) .

Neve sulle rive del lago di Barcis (PN)


Per tutte le mete
Qualsiasi meta scegliate, se porterete i cani con voi mettete le loro esigenze al primo posto. Fate indossare sempre un collare con medaglietta e con il vostro numero di cellulare inciso sopra.
Portatevi guinzaglio e collare\pettorina di scorta, la sua coperta\cuscino preferito, qualche giochino e la sua pappa abituale sufficiente per tutti i giorni di permanenza (potreste avere difficoltà a trovare il suo cibo). Importante è avere sempre con sé il libretto delle vaccinazioni e se andate all'estero il passaporto. Inoltre ricordatevi la museruole (che per leggere è obbligatorio avere sempre con sé, da utilizzare solo in caso di necessità) e i sacchettini per raccogliere le deiezioni.
e vogliamo che i nostri cani siano accettati ovunque dobbiamo rispettare noi per primi le norme civili e il buon senso.

Greta e Naily


Prima di partire
Facciamo fare una visita di controllo dal nostro veterinario di fiducia e assicuriamoci di essere in pari con tutte le vaccinazioni e la somministrazione degli antiparassitari. Informiamoci anche attraverso il veterinario sui rischi ed eventuali patologie presenti nella zona in cui andremo ed eventualmente eseguiamo i vaccini  e la profilassi necessarie. Ricordatevi che in alcune zone d'Italia c'è il rischio filaria mentre in altre leishmaniosi quindi provvedete alla profilassi.
Se vogliamo andare all'estero è necessario il passaporto e il vaccino per la rabbia, che dovranno essere fatti con più di 20 giorni di anticipo (chiedete informazioni al vostro veterinario, le norme vigenti potrebbero subire variazioni).
Vi lascio il link con la lista di cose da inserire nella valigia "di Fido"

Greta è prontissima!!!


Erica

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mercoledì 1 marzo 2017

Perché scegliere il proprio cane in canile

Ci tengo a precisare che quello che scriverò in questo articoletto si basa sulla mia piccola esperienza di un anno e mezzo in un rifugio gestito da soli volontari. 
Per motivare il titolo forse per prima cosa sarebbe più semplice e immediato iniziare a parlare di quelli che, secondo me, sono i pochi motivi che ci possono spingere a fare una scelta diversa dall'adozione. Per me sono solo due: 
Amare una razza in particolare conoscendone pregi e difetti e desiderare un cucciolo della stessa. 
Per  lavoro, esempio, vi serve un paciosissimo Golden per la Pet Therapy.

Insomma, i motivi per scegliere di togliere un cane dal box sono veramente tantissimi e questa non dev'essere per forza una scelta "sacrificata", nel senso che non bisogna partire con l'idea che si va in canile solo per "salvare" un cane, per fargli un favore, per portarlo a casa e prepararsi a convivere con i suoi problemi. I cani problematici ci sono, però ne troverete altrettanti di normalissimi, equilibrati e in grado di vivere una normale vita in famiglia.  
Spesso si sente dire che in molti canili i cani vengono affidati superficialmente a famiglie poi non in grado di gestirli, determinando una convivenza infelice per entrambi. È vero, capita che con la scusa di toglierli dal box si spaccino cani con problemi per agnellini; ma non è così in tutti i posti. 

Anzi, personalmente conosco diversi canili in cui gli affidi sono molto meticolosi, compresi quello dove faccio la volontaria. Certo, bisogna tenere presente che anche chi si occupa delle adozioni è un essere umano e può sbagliare. È compito di chi vuole un cane tutelarsi quando arriva il momento di portarne uno a casa, soprattutto i neofiti devono avere la pazienza e la voglia di cercare il cane giusto, nel posto giusto (chi non si sente sicuro può sempre trovare una persona di fiducia che gli dia i consigli di cui ha bisogno).E non è che trovare l'allevamento serio sia più facile di mettersi a cercare fra le gabbie dei canili. Le probabilità di imbattersi in un truffatore, se si sceglie per l'acquisto di un cane e si fanno le cose in fretta e furia presi dall'entusiasmo, sono altissime.  
Chi vuole adottare ( o comprare) un cane si deve tutelare, è facile affidarsi agli altri per comodità e dopo dire "mi hanno imbrogliato" per fare la scelta giusta bisogna andare in canile più volte, vedere tanti cani, chiedere e informarsi.  
Altra cosa importante di cui parlare sono i cuccioli proveniente dai canili, sempre richiestissimi: è vero, sono carini, si possono educare fin da piccoli, ma certe mancanze di quel periodo rimangono e poi vengono fuori nel cane adulto. Spesso non si sa  cosa ci si sta portando a casa e  di questo bisogna esserne consapevoli.  
Io se ora come ora dovessi recarmi in un canile sconosciuto per adottare un  cane, ne sceglierei uno di almeno due o tre anni, età in cui il carattere è già formato. 
       

Ricapitolando, la scelta di adottare un cane non è assolutamente più difficoltosa di quella dell'acquisto di un cucciolo. 
Vorrei aprire una piccola parentesi per i cani problematici: sicuramente quella di portarsi a casa un cane in difficoltà dev'essere una scelta fatta con consapevolezza, ma io penso che, per chi ha voglia di mettersi in gioco, le soddisfazioni possano essere davvero grandissime. E soprattutto ricordiamoci che ciò che può essere un problema per gli altri magari non lo è per noi, o viceversa. Quindi un cane può essere "problematico" a seconda del posto in cui vive, penso ai così detti cani fobici, incapaci di vivere in un contesto cittadino ma che spesso in campagna non hanno nessun tipo di problema … 
Se volete un cane e non avete nessuna esigenza particolare, andate in un canile … potreste trovare quello cucito su misura per voi. La scelta è infinita, e farete anche un bel gesto. Qualsiasi sia il posto da cui arriverà il vostro compagno di vita, ricordatevi sempre la cosa più importante di tutte: i cani sono esseri viventi e  anche se tutto è fatto con la maggiore attenzione possibile, possono nascere con un carattere difficile (anche se i genitori sono i cani più docili del pianeta) possono avere dei traumi, farsi male o ammalarsi. Non esiste una garanzia per la vita, il nostro compito è quello di amare il nostro cane al di là delle nostre aspettative.



Serena.

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martedì 7 febbraio 2017

le sguinzagliate adozioni

Da oggi parte un nuovo blog che offre un po' di visibilità ai pelosetti in cerca di casa.
Per saperne di più venite a visitarlo!

http://lesguinzagliateadozioni.blogspot.it/


lunedì 6 febbraio 2017

Una nuova vita

Nell'ottobre del 2010 morì improvvisamente Lucky, il mio piccolo maltese con il quale ero cresciuta. Per tutta la famiglia fu un dolore immenso, insopportabile. Nel gennaio del 2011 io e mia sorella decidemmo di recarci in un canile per cercare un altro cucciolo che potesse riempire la nostra casa ormai così vuota.
Arrivate in canile trovammo 8 splendidi cuccioli insieme alla loro mamma. Erano tutti bellissimi e tremendamente dolci. Non sapendo quale prendere, scegliemmo la prima che ci venne incontro per farsi coccolare. Aspettammo con ansia che passassero i primi 60 giorni per poi separarla dalla mamma e dai fratellini e accoglierla in casa con noi.
Da quel giorno sono passati ben 5 anni, ormai lei è la regina di casa e tutti nutriamo un amore profondo per lei.

Ad ottobre 2015 andai a convivere con il mio ragazzo, i miei genitori mi supplicarono di lasciare a loro Kira, perché per loro è una terza figlia.
Nonostante cambiai casa lei stava spesso con me, e tuttora non passiamo più di 3 giorni senza vederci. Ero decisa a non prendere altri cani, non ero pronta a dedicarmi completamente ad un cucciolo, avevo bisogno di vivere tranquillamente senza dover rendere conto a nessuno.
Passò così un anno, durante il quale mi convincevo che non era ancora il momento, ma che prima o poi ne avrei preso uno tutto mio.
Durante l'estate un'amica di famiglia, sapendo del mio amore per i cani, condivise con me questa storia:
Il proprietario di una Beagle abbandonò tre cuccioli in quanto meticci. Erano due sorelline e un fratellino. Quest'ultimo era purtroppo deceduto mentre le due sorelline cercavano casa. 

Mi inviò le foto e dopo due minuti chiamai i responsabili dell'associazione che se ne stavano occupando. 
Avevo sempre sognato di avere due cani contemporaneamente, e decisi di chiedere l'adozione di entrambe. Non potevo assolutamente dividerle ne tanto meno scegliere una tra le due.
Alla fine, dopo aver inviato tutti i moduli mi dissero che era rimasta solo lei, la piccola dagli occhi azzurri. Rinunciai ad andare in vacanza, nonostante avessi già prenotato e pagato una caparra.  
Ad agosto arrivò lei, Zoe, un piccolo terremoto in grado di conquistare chiunque.
Ricordo ancora il primo giorno che arrivò, la volontaria la tirò fuori dalla gabbietta del furgone e lei si lanciò letteralmente tra le mie braccia riempendomi di baci. Fin dal primo giorno è stata affettuosissima con tutti, così dolce quanto allo stesso tempo tremenda.
Nel corso del tempo scoprii che soffriva di ansia da separazione, decisi a questo punto di adottare un altro cane. In questo modo potevo sia realizzare il mio sogno che cercare di aiutare lei a superare questo problema.
Tramite la stessa amica di famiglia che mi invogliò a prendere Zoe contattai una volontaria di un canile in provincia di Roma.
Volevo un cane di un paio di anni, ero un po scettica nel dover fare questa scelta a distanza. Ma poi tra tutti vidi lui, aveva uno sguardo tristissimo ma allo stesso tempo sembrava sorridesse.
Non si sapeva bene quale fosse stata la sua vita nei primi mesi dopo la nascita, lo trovarono da piccolo che vagava per le strade e lo misero in canile e da li non era più uscito.
Me lo descrissero anche caratterialmente e aveva tutti i requisiti che cercavo in un cane. Mi buttai e accettai di adottare lui.
Sono passati solo 3 mesi dal suo arrivo e giorno dopo giorno scopro un pezzetto in piu di lui e ogni giorno sono sempre più felice della scelta che ho fatto.
Nonostante la timidezza iniziale è un bel peperino anche lui ma è di una tenerezza infinita.
Ormai tra lui e Zoe c'è una complicità pazzesca. Come tutti i fratelli spesso litigano e si punzecchiano ma non possono fare a meno uno dell'altro. E soprattutto io non posso fare a meno di loro.

Francesca

Nemo e Zoe

Nemo e Zoe mentre gocano

Nemo e Zoe



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giovedì 2 febbraio 2017

L'adozione di Spitz Mark

Siamo nel dicembre del 2013, dopo dieci lunghi mesi i muratori stanno finendo di ristrutturare la nostra casa, in giardino abbiamo ancora roba ammucchiata e in casa non ci sono neppure le tende o i quadri appesi alle pareti. 
Il sabato mattina usciamo a comperare il pane e sul lungomare incontriamo un cucciolo tutto spettinato con un accenno di barbetta e baffo come piace a noi (mio marito è un appassionato dello Spinone Italiano) al guinzaglio con una ragazza. Lo guardiamo teneramente e ci diciamo: quando saremo a posto con la casa, vogliamo anche noi un cagnolino così! 




La mattina dopo è domenica, c'è il mercatino di Natale... che facciamo? Ci facciamo un salto? 

La cosa è strana: nessuno di noi si sogna mai di andare a un mercato, li detestiamo!! Eppure quella mattina siamo entrambi irresistibilmente attratti da quel mercatino...Ci avviamo a piedi, c'è il sole, non fa freddo, è una bella passeggiata. Distrattamente ci aggiriamo per le bancarelle. Ma quello non è il canino di ieri? Sì! E' lui! Andiamolo a salutare! Ci avviciniamo e scopriamo che è vicino alla bancarella del Rifugio di via Olmi, ha un cartello appeso al collo: IN ADOZIONE. Restiamo a bocca aperta, con gli occhi spalancati, la Signora Cecilia che gestisce il Rifugio ne approfitta subito, capisce che siamo interessati, si mette a parlare con noi, ci racconta come, solo un paio di giorni prima, Poldo (così gli avevano messo provvisoriamente nome) fosse stato ritrovato in mezzo ad una strada, ferito e insanguinato, spaventato e in compagnia di un cane morto investito da una macchina. Il cane è timido e timoroso, ma si capisce subito che ha un'indole buona e non è aggressivo. Chiediamo se possiamo portarlo a fare una passeggiata, per passare un po' di tempo con lui, per conoscerci. Cecilia è felice di consegnarlo alla nostra custodia: abbiamo avuto subito un bel feeling, ci siamo capite al volo. 
Così siamo andati un po' in giro con Poldo del quale ci siamo subito innamorati. Ma come si sa, un cane è per sempre, quindi l'abbiamo riconsegnato con la promessa che saremmo andati a prenderlo per portarlo fuori la settimana successiva e nel frattempo ci avremmo pensato su; non si prende un cane solo perchè lo abbiamo visto e ci è piaciuto. 
Dal momento in cui abbiamo riportato il cane al banchetto fino al giorno successivo all'ora di pranzo, mio marito ed io non abbiamo più sollevato l'argomento. Silenzio. Ognuno di noi ci pensava e ripensava, ognuno di noi soffriva al pensiero che lui fosse tornato in gabbia. Ci guardavamo intorno e la casa era un caos...come portare un cane qui dentro? Ma quello era il cane che volevamo, ma ne eravamo sicuri? Sembrava predestinato, ma sarà la cosa giusta da fare? Mille le domande e i pensieri. Finchè alle 13 mio marito domanda "allora, che si fa?" Ed io "si fa un piatto di pasta?"  "Noooo, dicevo del cane!!! Lo prendiamo??? Io telefono al Rifugio!!!" E prende il telefono e chiama la signora, dicendo che saremmo andati a rivederlo l'indomani. Nel frattempo mio marito è preso dal raptus della pulizia: svuota il garage, butta via tutta la roba inutile, pulisce il giardino, mette ordine in casa, fa spazio per una cuccia e organizza ogni cosa, chiama per farsi portare via i rifiuti ingombranti. E andiamo al Rifugio. E' un bel posto, in mezzo alla campagna, c'è pace e tranquillità, i box sono grandi e hanno molto spazio esterno, i cani vengono portati fuori quotidianamente, Cecilia li conosce uno per uno, ha con loro un rapporto molto stretto, come se fossero tutti cani suoi, il cibo che viene dato loro è di buona qualità, vengono curati e accuditi con amore e sollecitudine, ma non basta, questi piccoletti hanno bisogno di una casa e noi non intendiamo far aspettare Poldo ancora a lungo. Prendiamo accordi per il sabato successivo, il giardino è quasi a posto, lavoriamo alacremente. 
Il sabato mattina alle 9 siamo al Rifugio. Abbiamo un nome per "la belva": Mark Spitz. Il famoso nuotatore degli anni '70, uno di quelli che ha scritto la storia del nuoto, un personaggio importante per noi nuotatori. Si chiamerà così il nostro cane con la speranza che ami l'acqua e che ci segua nelle nostre traversate! (non sarà poi così, ma fa lo stesso, ci piace ugualmente!).





Cecilia ci ha preparato tutto: collare e guinzaglio di cuoio azzurro con applicazioni dall'aria bohemienne che tanto si addicono al personaggio, cuccia igloo da tenere all'esterno, due brandine di diverse dimensioni per interno, due ciotole di acciaio inox per la pappa, una confezione di mangime secco; poi ci accompagna dal veterinario di sua fiducia per le vaccinazioni e il microchip. Tutto a carico del Rifugio. 
L'arrivo a casa non è stato dei più entusiasmanti. Spitz Mark era molto timoroso, non entrava né in casa né nella cuccia. Cecilia si prodiga nell'aiutarci, ma ci vogliono diversi giorni perchè si abitui al nuovo ambiente e soprattutto impari a non scappare dal più piccolo buchino nella recinzione. Mio marito passa una settimana a installare reti dalla maglia sempre più fitta per proteggerlo dalla strada. Numerose volte i vicini vengono a suonarci il campanello per dirci che il nostro cane era nel loro giardino, ma poi, come per magia, un bel giorno si è rasserenato e ha deciso che anche lui abitava qui. E il resto lo conoscete... 
Devo dire che da questa esperienza è nata una bella amicizia con Cecilia che ci invita regolarmente alle festicciole che tiene presso il canile e a qualsiasi iniziativa che riguardi i cani adottati. Siamo inoltre in contatto per qualsiasi cosa riguardi Spitz, dall'abrasione alla zampa alla conquista per aver imparato il resta; spesso ci sentiamo per le adozioni, per controllare le famiglie alle quali vengono dati i cani, per scambiarci giudizi e impressioni. 
Sono contenta di avere adottato Spitz per il cane che era, per il cane che è diventato e per quello che rappresenta nella mia vita. 


Eleonora


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lunedì 23 gennaio 2017

Esperienze in canile a confronto

Viola è in cerca di casa! Per info clicca qui


Ho sentito spesso parlare bene di molti canili, ma allo stesso tempo mi sono state raccontate, ed ho vissuto in prima persona, altrettante esperienze estremamente negative.

Questo mi ha portato a pormi parecchie domande e perplessità sull'argomento e soprattutto mi sono chiesta se sia un bene consigliare a persone spesso neofite di rivolgersi ad un rifugio.

In un altro post - che potete trovare qui - Camilla ci poneva di fronte a un dilemma: se fosse o meno realmente più etico adottare un cane piuttosto che acquistarlo in un Allevamento serio.

Ho intenzione nei prossimi articoli di raccontare alcune esperienze, sia positive che negative, di persone che si sono rivolte ad un canile da cui spero possiate trarre alcuni consigli utili per aiutarvi nella scelta del rifugio più adatto alle vostre esigenze.

Capita sempre più frequentemente di sentir parlare - o leggere su forum e social network - di operazioni dal dubbio valore intitolate pomposamente "svuota canili" sulle quali, come avrete già intuito, sono assolutamente contraria in quanto fermamente convinta che sia meglio avere un numero minore di cani adottati ma per sempre piuttosto che svuotare un canile per un solo mese (o anche meno...) col bagaglio di esperienze negative e traumi più o meno gravi che questo provoca ai nostri amici pelosi al rientro nella struttura e che si ripercuoteranno inevitabilmente sulla loro futura adottabilità.

Tuttavia, anche quando i volontari scelgono con cura la famiglia per un cane e sembra che la storia non potrà che avere un lieto fine, possono crearsi delle situazioni imprevedibili che rendono quell'adozione non eterna e stesso dicasi per chi si rivolge ad un Allevamento serio, magari avendo anche seguito una adeguata preparazione informativa sui comportamenti, le abitudini e le complessità della razza scelta.

Non si può quindi fare di tutta l'erba un fascio e con questi articoli non vogliamo di certo sconsigliare l'adozione ma spingervi a scegliere con cura il vostro nuovo membro della famiglia.

Ci piacerebbe raccogliere anche le vostre esperienze, sia di volontariato in canile che di adottanti, potete inviarcele al nostro indirizzo mail lesguinzagliate@gmail.com


Erica.

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