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lunedì 31 luglio 2017

PORTARE IN FERIE GLI ANIMALI? Si o no?

Sheena e Naily sono pronte per le vacanze!


Siamo ormai in estate inoltrata e sono in molti ad essere già partiti per le ferie oppure ad averle programmate. E come ogni anno iniziano gli abbandoni.
Ad essere dimenticati non ci sono solo cani, ma anche rettili, gatti, roditori, uccellini... purtroppo questi animali molto spesso sono condannati a morte certa. Le sguinzagliate aborrono chi abbandona un animale e ricordano che ci sono moltissime alternative: pensioni per cani, persone che vengono direttamente a casa vostra, allevatori che accolgono dietro un piccolo compenso i piccoli animali. Inoltre ci sono amici e parenti che ci possono aiutare a gestirli durante la nostra assenza. Se proprio non volete o non potete più occuparvi del vostro animaletto, ci sono molte associazioni che aiutano a trovare una sistemazione idonea, che sia uno stallo momentaneo o un adozione.
Aprire lo sportello della gabbia o della teca non è la soluzione, non stiamo dando libertà a quel animale, ma lo stiamo condannando a morte, e qualora sopravvivesse potrebbe arrecare un grosso danno alla fauna locale. Nell'eventualità che decidiate di trovare da soli una nuova sistemazione al vostro animaletto informatevi che chi lo sta ricevendo sia in grado di occuparsene e abbia l'esperienza necessaria, ed eventualmente le associazioni potrebbero aiutarvi anche a valutare il candidato ideale.

Finito il "pippone" sugli abbandoni che tanto solitamente lo legge solo chi non abbandona, vorrei parlarvi di chi sceglie di non separarsi neppure un giorno dal proprio 4 zampe e di portarlo in ferie con sé.
Sono moltissime le città "pet friendly", gli alberghi e i ristoranti che accettano i nostri 4 zampe e inoltre ci sono spiagge e piscine nate apposta per i cani.
Il mio tempo libero cerco di passarlo con le mie pelosone, quindi ho potuto testare personalmente questa ospitalità; noi preferiamo scegliere attività che possano far felici sia noi umani che loro.

Quanta fretta Sheena! Lasciaci almeno il tempo di caricare i bagagli.


Al mare
In estate non ho mai portato le pelosette in spiaggia. Anche se più volte mi è venuta la tentazione, mi sono resa conto che non era una decisione saggia. In spiaggia c'è molta confusione, la sabbia scotta, l'ombrellone non riesce a creare un ambiente abbastanza fresco e comunque dovrebbero restare legate tutto il tempo. Quelle rare volte in cui sono andata in spaggia da quando Greta fa parte della mia vita, mi sono concessa lunghe passeggiate in riva al mare ma senza di lei e non avrei potuto se fossi stata con lei o con le altre 4 zampe, perchè solitamente, escluse le aree dedicate ai cani, il resto della spiaggia è a loro vietato.
Durante queste camminate ho avuto la possibilità di notare le aree dog friendly, che spesso sono recintate e dotate di molti comfort (sdraio per i cani oltre a quello per gli umani, ciotola per l'acqua ) talvolta in queste spiagge vengono svolte attività con un educatore cinofilo. Purtroppo però ho spesso notato cani con il terrore per l'acqua essere trascinati dentro per farli rinfrescare (ricordiamo che tra i metodi per insegnare ai cani ad apprezzare l'acqua non è contemplato il trascinarli dentro a forza) oppure cani sotto l'ombrellone molto accaldati.
Se scegliete come meta delle vostre vacanze il mare e volete portare i vostri cani con voi, adottate le stesse accortezze che usereste con i bambini piccoli. Scegliete i mesi meno gettonati, optando per mesi come giugno e settembre in modo da avere meno confusione e caldo, inoltre potrete risparmiare e avere più scelta. Se purtroppo non potete scegliere quando andare in ferie sarebbe meglio trovare una meta diversa, come ad esempio il lago.
E se il mare in agosto dovesse essere l'unica opzione, fate maggiormente attenzione ai colpi di calore, tenete i cani freschi (anche con l'aiuto di tappetini refrigeranti), evitate di farli giocare a lungo soprattutto sotto il sole, fateli bere proponendogli più volte la ciotola con l'acqua fresca (se non sono cani abituati a bere molto) e non portateli in spiaggia o a passeggio nelle ore calde. Dopo i bagni in mare fate sempre una doccia con acqua dolce per evitare che il sale che permane a contatto con cute e zampe possa creare problemi. Fate attenzione anche ai pavimenti che sono sotto il sole perchè potrebbero diventare roventi (poggiate sempre la mano sul suolo per verificarne la temperatura); anche alla sera i pavimenti continuano ad emanare calore e i cani essendo più bassi di noi, e quindi vicini al suolo, patiranno maggiormente il caldo emanato dal pavimento.

Greta sulla battigia


Le città d'arte
Probabilmente le mete meno adatte per portare il nostro cane con noi sono le città d'arte, davvero troppo calde in estate (spesso anche per gli umani): il suolo diventa rovente , l'aria molto calda e il sole picchia. Le città normalmente sono una meta noiosa per i 4 zampe che si trovano costretti a stare al guinzaglio corto  tutto il giorno in mezzo alle gambe dei turisti, che spesso manipolano i cani  già infastiditi dalla situazione senza chiedere il permesso. Nei musei e nelle chiese solitamente gli animali non possono entrare e neppure in molti parchi cittadini per cui la vacanza limiterebbe molto anche il proprietario. Se volete visitare le città d'arte scegliete periodi non estivi e con meno turisti e ricordatevi di trovare attività interessanti anche per loro. Permettetegli di annusare, di fermarsi e di guardarsi intorno. Soprattutto se non sono abituati o non più giovani evitate di farli camminare troppo a lungo e fate molte soste.


Neve e Greta all'ora dell'aperitivo


La montagna e il lago
Sono probabilmente le mete più adatte a chi vuole portare il proprio 4 zampe con sé in vacanza in tutte le stagioni. I cani che non tornano facilmente al richiamo o dotati di un istinto predatorio molto alto evitate di scioglierli, ma teneteli al guinzaglio o con la longhina.
Ricordiamoci di portare con noi ciotola dell' acqua e qualche snack. In inverno potrebbe essere necessario adottare qualche precauzione in più per proteggere le zampe dal freddo, soprattutto se i cani dovranno camminare a lungo sulla neve e sul ghiaccio.
 Se volete far fare il bagno al cane e non è abituato a nuotare a lungo e in acqua fonda, utilizzate alcune precauzioni come longhina e salvagente (QUI alcuni consigli) .

Neve sulle rive del lago di Barcis (PN)


Per tutte le mete
Qualsiasi meta scegliate, se porterete i cani con voi mettete le loro esigenze al primo posto. Fate indossare sempre un collare con medaglietta e con il vostro numero di cellulare inciso sopra.
Portatevi guinzaglio e collare\pettorina di scorta, la sua coperta\cuscino preferito, qualche giochino e la sua pappa abituale sufficiente per tutti i giorni di permanenza (potreste avere difficoltà a trovare il suo cibo). Importante è avere sempre con sé il libretto delle vaccinazioni e se andate all'estero il passaporto. Inoltre ricordatevi la museruole (che per leggere è obbligatorio avere sempre con sé, da utilizzare solo in caso di necessità) e i sacchettini per raccogliere le deiezioni.
e vogliamo che i nostri cani siano accettati ovunque dobbiamo rispettare noi per primi le norme civili e il buon senso.

Greta e Naily


Prima di partire
Facciamo fare una visita di controllo dal nostro veterinario di fiducia e assicuriamoci di essere in pari con tutte le vaccinazioni e la somministrazione degli antiparassitari. Informiamoci anche attraverso il veterinario sui rischi ed eventuali patologie presenti nella zona in cui andremo ed eventualmente eseguiamo i vaccini  e la profilassi necessarie. Ricordatevi che in alcune zone d'Italia c'è il rischio filaria mentre in altre leishmaniosi quindi provvedete alla profilassi.
Se vogliamo andare all'estero è necessario il passaporto e il vaccino per la rabbia, che dovranno essere fatti con più di 20 giorni di anticipo (chiedete informazioni al vostro veterinario, le norme vigenti potrebbero subire variazioni).
Vi lascio il link con la lista di cose da inserire nella valigia "di Fido"

Greta è prontissima!!!


Erica

E' vietata la riproduzione del testo, o parti di esso, e delle immagini, senza riportarne la fonte o chiederne il consenso.

martedì 20 giugno 2017

Come far felici i nostri cani

Molti cani trascorrono una vita protetta nelle nostre case, con alimentazione di qualità e un sacco di attenzioni ma non sempre questo corrisponde a renderli felici. Questo perchè per esserlo hanno bisogno di allenare mente e corpo. 
A seconda dell'età, della taglia e della razza i cani hanno esigenze diverse ed è nostro compito capire quali sono e fare del nostro meglio per esprimerle. Molti cani hanno bisogno di stimoli e compiti da eseguire.       


Greta annusa in libertà


Essenziali sono le passeggiate quotidiane;  questa regola vale anche per chi ha a disposizione un grande giardino! Anche i cuccioli e i cani anziani devono fare la loro passeggiata quotidiana, anche se questa deve essere più lenta e breve. 
Per i cani è molto importante poter annusare, quindi in zone sicure allunghiamo il guinzaglio e permettiamo loro di annusare liberamente (prestando sempre attenzione ad eventuali pericoli come insetti o bocconi avvelenati).Di volta in volta cerchiamo di modificare il percorso per evitare che la passeggiata diventi monotona. Evitiamo di camminare e basta, ma portiamo il cane in luoghi interessanti, come un parco, il mare e nella bella stagione permettiamogli di fare il bagno. 
Importante è anche il contatto con altri cani, soprattutto nei cuccioli che devono imparare a sviluppare le competenze sociali. Cerchiamo il più possibile di farli socializzare con cani equilibrati per evitare che esperienze negative possano in futuro influire sul carattere. In questo compito delicato possiamo farci aiutare da un educatore e frequentare una puppy class e le classi di socializzazione. Non tutti i cani amano stare con i loro simili, soprattutto se non hanno ricevuto da cuccioli la giusta socializzazione. Quindi non obblighiamoli a fare amicizia per forza con chiunque, i risultati sarebbero catastrofici con il rischio di zuffe e morsi. 


Momenti di gioco per Neve e Zoe


Condividere esperienze crea un legame forte, per cui oltre alle passeggiate quotidiane facciamo partecipare il cane anche alle attività della famiglia (quando possibile) e per farlo dobbiamo ricordarci dell'importanza di una buona educazione da impartire sin da cuccioli: un cane ben educato potrà venire con noi in molti più posti senza creare disturbo a noi o ad altri. Il fine settimana al posto di chiuderci in un centro commerciale organizziamo delle gite a misura di fido, farete felice lui, ma anche il resto della famiglia. E se proprio dobbiamo andare a fare la spesa il cane lasciamolo a casa e al nostro rientro portiamolo a fare una bella corsa, per loro  non è sempre meglio venire a tutti i costi con noi, ci sono luoghi per loro molto stressanti per luci, rumori, odori, troppa gente, caldo, ecc.



Ci sono molti giochi che possiamo fare insieme: cerchiamo di sfruttare le attitudini del singolo cane, ad esempio per i cani da riporto la pallina può essere un gioco molto divertente, per le razze da caccia organizziamo dei giochi di ricerca in cui debbano usare il fiuto, per i cani da difesa il tira e molla è l'ideale, ma non fermiamoci solo alla razza ma scopriamo l'indole e le attitudini del singolo soggetto, anche i cani da compagnia si divertono molto in queste attività.



Naily mentre si esercita nel obedience 


Non dimentichiamoci dei numerosi sport cinofili , tra i più comuni c'è il disk dog, l'agility dog, gli sport da traino, Dog-trekking & canicrossBike-Joring e il Dog-Scooteringski-joring e la pulka, per praticare questi e gli altri sport è opportuno far fare una visita specifica dal nostro veterinario di fiducia per assicurarci che il cane sia in condizioni di salute ottimali. Evitiamo il fai da te, lo sport è una cosa seria, facciamo seguire ,almeno inizialmente da un buon centro cinofilo.


Erica

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martedì 2 maggio 2017

LA MIA VITA CON UN CHINESE CRESTED DOG DI NOME GRETA


La prima volta che ho visto un CCD avevo 17 anni. Non conoscevo questa razza se non attraverso qualche film ("La carica dei 102" e "Una pazza giornata a New York"), ma appena accarezzai la loro pelle tiepida me ne innamorai.
Sei mesi dopo, in un allevamento amatoriale di chihuahua, incontrai Greta, una CCD powder puff (con il pelo) con cui nacque fin da subito un rapporto speciale: quando potevo andavo a trovarla e la portavo a passeggio. Cominciai quindi a documentarmi sui chinese crested perché mi piacevano davvero molto e sapevo che un giorno (probabilmente molto lontano) ne avrei avuto anche io uno. Ma la ricerca di notizie era davvero molto difficile, era una razza poco conosciuta in Italia e in rete si trovavano solo informazioni vaghe e non esistevano libri in italiano.

Greta quando ancora non era mia



Una sera di agosto, mentre eravamo fuori a cena con tutta la famiglia, quello che all'epoca era il mio ragazzo approfittò della presenza di tutti per chiedere il permesso di regalarmi Greta, che ormai era diventata adulta, in occasione del mio compleanno. L'allevamento in cui viveva aveva deciso, che i chinese crested non facevano per loro, quindi quando il mio ex gli aveva proposto di prenderla lui per donarmela ne furono molto felici essendo a conoscenza del nostro splendido rapporto.

Io ero senza parole perchè non me lo aspettavo davvero che lui mi facesse una proposta simile, e ancora più grande fu lo stupore nel sentire i miei acconsentire purchè la responsabilità fosse solo mia. Loro infatti non volevano altri cani, ma si erano resi conto che ormai ero grande e non potevano continuare ad impedirmi di averne uno tutto mio. Non smetterò mai di essere grata ad A per avermi fatto il regalo più bello della mia vita.

Primo giorno a casa


Alla fine di agosto siamo andati a prenderla: ero emozionatissima ed entusiasta e non mi aspettavo minimamente che qualcosa potesse andare storto.
Ma Greta era sottopeso e si rifiutava di mangiare. Era apatica non voleva seguirmi, e io mi sentivo in colpa perchè lei non era felice di venire con me. Non era il cane che conoscevo ed eravamo tristi entrambe e se non fosse stato per il mio ex l'avrei riportata indietro. Mi sentivo io la causa di tutto, anche se la realtà è che già non era più lei mentre era in allevamento. Il suo pelo era terribile, la settimana prima era fuggita per l'ennesima volta ed era finita in una trappola con il vischio messa dai cacciatori di frodo per gli uccelletti.

Dopo la toelettatura


Appena arrivata a casa mia ha cominciato a dipendere totalmente da me, a manifestare tutta una serie di problemi comportamentali tra cui l'ansia da separazione. Il legame che si era creato quando la andavo a trovare e portare a passeggio si era intensificato in maniera morbosa: si dimostrava chiusa verso chiunque altro, non accettava la mia famiglia in particolar modo mio padre, eppure i miei parenti erano tutti abituati ad avere cani e si comportavano egregiamente ma lei aveva innalzato delle barriere, dimostrandosi aggressiva anche verso gli altri cani e le altre persone. Nessuno tranne me poteva avvicinarsi a lei. Era improvvisamente diventata terrorizzata da tutto, non voleva starmi distante neppure all'interno della stessa stanza e doveva seguirmi anche in bagno. Questa situazione mi frustrava, mi chiedevo chi me lo avesse fatto fare, iniziavo a pentirmi di averla presa con me, sapevo però che non potevo abbandonarla. Lei ormai viveva per me, ne sarebbe morta se l'avessi cacciata pure io. Ero disperata, lei non era più per me il cagnolino da amare che tanto avevo desiderato, ma una grossa palla al piede, un grosso ostacolo per la mia felicità, non potevo più uscire, andavo solo al lavoro e rientravo in tutta fretta perchè sebbene fosse a casa con qualche parente sapevo che stava soffrendo. Portarla con me era un problema, mi faceva fare figuracce, dovevo sempre avere mille occhi per evitare facesse qualche sciocchezza, però quando andavamo in posti isolati la lasciavo sciolta e ci godevamo le passeggiate fianco a fianco.


Primo natale in famiglia


Mi sono rivolta a diversi educatori, e sembravano concordi nel dirmi di non aspettarmi molti miglioramenti, che il cane aveva già due anni e mezzo ed era tardi per lavorare con lei. Non volevo arrendermi, ho cominciato a frequentare forum cinofili, leggere libri, partecipare a seminari e presentazione di corsi, chiedere informazioni a tutte quelle persone che frequentavano il mondo della cinofilia da un pezzo e è così che è nata la mia passione!
Questo è stato solo l'inizio del nostro viaggio, io e Greta lavoravamo quotidianamente, e piano a piano si cominciavano a vedere piccolissimi progressi, che lentamente diventavano grandi miglioramenti, ci abbiamo impiegato degli anni a diventare la coppia che siamo oggi, e  nonostante ora abbia 10 anni riesce a sorprendermi con le sue grandi conquiste, come fare il bagno ala lago, oppure apprendere nuovi comandi o risolvere giochi di attivazione mentale complessi. In tutto questo percorso le devo molto anche io, mi ha insegnato molte cose, come il significato di Amore incondizionato, a credere in me, a essere determinata, mi ha fatto maturare molto, per lei ho fatto cose che mai avrei creduto sarei riuscita.

Gita in treno


Ora Greta riesce a convivere con altri cani, capita che inviti al gioco qualche cagnolino, con le persone non ha più avuto problemi, anche se continuo a fare in modo che gli altri compresi i bambini la rispettino e si pongano correttamente nei suoi confronti. La porto con me tutte le volte che posso e si dimostra entusiasta di vivere. Il nostro rapporto è diventato ancora più forte, ma non è più ossessivo, riesce anche a passare delle ore a casa da sola.

Aperitivo con Neve e Greta


Quando ho iniziato a scrivere questo post volevo farlo per parlare dei problemi che può avere questa razza, perchè non volevo le persone si fermassero all'apparenza, che scegliessero questo buffo cane per i suoi atteggiamenti da giullare ma capissero quanto può essere impegnativo, in realtà mentre scrivevo mi sono resa conto che sono gli stessi problemi che può avere qualsiasi cane trascurato o gestito scorrettamente.
Questo post lo dedico a tutti coloro che hanno bisogno di un incoraggiamento per un cane con problemi comportamentali, aspingerli a continuare nel percorso con un educatore, a non fermarsi di fronte a chi vi dice "è un caso irrecuperabile", a tutti quelli che pensano che adottando un cane adulto non potranno mai creare un legame forte perchè non è così, tra me è Greta c'è senza dubbio un rapporto migliore di quello che io sia mai riuscita a creare con qualsiasi altro cane (da qualche anno fa parte della famiglia anche una pastore australiana) sebbene gli altri cani fossero arrivati da cuccioli e fossero dei cani senza problemi comportamentali.

Erica &Greta

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sabato 17 settembre 2016

Quando un'adozione ti cambia la vita : King



Ti ho visto in una foto in cui non eri neanche venuto bene,eri sporco ed eri tutta testa...ma ti abbiamo scelto...quel musone nero dietro una rete...
Quel giorno non sapevo che saresti riuscito a donarmi tanto amore, a farmi vivere stupende esperienze, a lottare con te per degli obiettivi, a farmi conoscere nuove persone meravigliose, non credevo neanche che saremmo riusciti a comunicare....
È stata la scelta giusta...una di quelle che mi hanno stravolto la vita e resa più felice di prima...Sei il mio kingolino dorato ❤️




Frase e foto "rubate" ad Ilenia Saragosa, che ringraziamo per la gentile concessione!

E vietata la riproduzione del testo, parti di esso, e della foto.

domenica 14 agosto 2016

"Prima non conoscevo le stagioni."

Oggi vogliamo riproporvi il post di " Cose da V " , buona lettura!




Impressioni da cani.



Prima non conoscevo le stagioni.
Dico davvero.
Non erano altro che un cambiamento che io non percepivo e che qualche chiacchiera mi ricordava. Passavo dal caldo al freddo senza neppure coglierne le sfumature, sottili e quasi impalpabili. I colori vivi sbiadivano, le foglie bagnate farsi poltiglia e poi seccarsi, si sgretolavano sotto ai miei piedi e io noncurante vivevo, non ne capivo la meraviglia, se piangevo era solo per i miei problemi, mai per l’incanto.
I rumori non riuscivano a scuotermi, semplicemente li ignoravo, assuefatta com’ero dalla mia sola presenza, soffocavo nel mio ego, nella noia di quattro mura. Uscivo ma non capivo, la bellezza c’era e io ci passavo sopra, con una sgarbata indifferenza.
Passavano le giornate di una monotonia che mi opprimeva, non concedevo aria buona ai miei polmoni e quando lo facevo non riuscivo ad apprezzare.
Preferivo la città, il paese era una realtà stupida, l’odore dell’estate in campagna mi faceva arricciare il naso.
Se pioveva di certo non mettevo il naso fuori, se calava il gelo come un manto, fuori, ricopriva il giardino e se lo teneva stretto, una coltre di ghiaccio che neppure notavo, me ne stavo appiccicata alla stufa, il caldo dell’ozio che quasi mi dava la nausea e io non me ne accorgevo.
Ora ho imparato a bearmi del vento, non ho neppure bisogno di abiti troppo pesanti se esco d’inverno, perché mi muovo veloce, lascio che l’aria gelida graffi le guance, quasi buca la pelle quel freddo invernale, sotto i rami nudi che pulsano, me ne sto al centro, fisso il cielo con incredulità, tutto mi stupisce, lacrime rigano il mio volto che appena si arrossa per il gelo e l’emozione.
Sono io e riesco a sentirmi, mi ascolto e non mi basto, i miei occhi divorano ogni angolo, mai sazi, rifaccio la stessa strada mille volte, d’estate, d’inverno, non è mai la stessa e questo mi rassicura.
Ho sprecato tempo e ora ricompenso i vuoti che ho creato in passato con immagini che mozzano il fiato, che quasi fanno male per la forza con cui si scontrano, sono lì, mi vedo, mi muovo, sono più viva che mai.
Perché ci sono, finalmente? Perché mi sento?
Piove, dove vai? Esci con questo tempo?
Non aspettavo altro che la pioggia, per uscire da qui. Vedi? Non c’è nessuno da raggiungere, ci sono io, porto in giro la mia umanità, la mischio al passo veloce della bestia, quasi farei a cambio per potenziare i miei sensi.
E giorni fa c’era il sole e io l’ho visto, ho visto l’acqua brillare e chissà che cosa ci sarà domani? Farò attenzione al cambiamento, giorni fa il sole, poi il diluvio e potrò dire di esserne stata protagonista.
Prima ero cieca, annoiata da quei luoghi. Ora ho una scusa per non restare ferma, per accelerare il passo e godere la pace che cambia colore ad ogni stagione. Oggi è il fresco a darmi sollievo, domani saranno i raggi del sole quando si scappa dall’ombra.
Devo ringraziare il mio cane, sembra stupido e forzato ma è così, prima le stagioni si alternavano e io non lo sapevo, ora ci sono dentro del tutto, ieri c’era la frutta domani gli alberi saranno spogli e soli, ieri grondavo di sudore, domani avrò la pelle d’oca per il freddo, ora ci sono dentro del tutto.
Perché devo ringraziarlo?
Perché devo portarlo fuori per forza, perché non parla, sono da sola in quei posti magici ma non del tutto, la sua presenza non mi impedisce di ascoltarmi. Che faccia freddo o caldo non fa differenza, mi concedo e gli concedo uno spazio in quei posti, ogni stagione la vivo con un’intensità di cui prima ero all'oscuro.


E' vietata la riproduzione del testo, o parti di esso, e delle immagini, questa volta non sono di nostra proprietà ma ci sono state gentilmente concesse da " Cose da V".

martedì 24 novembre 2015

Bike-Joring e il Dog-Scootering

Come il Dog-trekking & canicross, anche il Bike-Joring e il Dog-Scootering sono inizialmente nati per mantenere in forma i cani da slitta durante i periodi di penuria nevosa.
Si tratta delle discipline di traino che prevedono l'uso di MTB e scooter.
Per praticare queste attività il cane dovrà già aver imparato i comandi con il DT.
L'addestramento e i comandi sono quelli che abbiamo descritto nel precedente post, va però ricordato che, date le maggiori velocità che si raggiungono su due ruote, il cane deve avere una certa reattività ai comandi, e il musher deve prestare maggior attenzione durante le uscite. Precisiamo che in questi sport è ancora più importante la scelta dei percorsi: obbligatorio condurre il cane su tracciati rigorosamente sterrati!
N.B: i booties salvano le zampe del cane dalle lacerazioni causate dallo sfregamento col cemento, ma non proteggono dalla durezza del terreno asfaltato che potrebbe danneggiare le articolazioni del cane in corsa.
(Se avete mai provato la differenza tra correre in città e correre sullo sterrato capirete di cosa sto parlando.)
Anche per queste discipline esistono competizioni agonistiche.


Attrezzatura


L'equipaggiamento resta pressoché invariato, si aggiungono:
Antenna: si tratta di un'antenna flessibile, universale per scooter e biciclette, che mantiene sospesa la linea di traino, al di sopra della ruota anteriore, assecondando la direzione di corsa del cane.




MTB/Scooter: dal momento questi sport si praticano su percorsi sterrati è necessario prestare attenzione alla scelta del mezzo: l'ideale è una robusta MTB o uno scooter adatto a percorsi fuori strada o al mushing. Freni validi e cambio efficiente sono essenziali, e ci permetteranno di aiutare il nostro cane collaborando attivamente nei tratti più impegnativi.
Il musher ha tre opzioni: attaccare la linea alla cintura da DT e montare in sella, attaccare la linea direttamente al manubrio della MTB o dello scooter o munirsi di "antenna" da attaccare al manubrio dello/a scooter/MTB.
Personalmente consiglio la terza soluzione, la più sicura, secondo me.




Se alla bici e allo scooter preferite lo skate e i roller potete cimentarvi nelloskate-joring e nel roller-joring munendovi di una mountainboard (o A.T.B.) o di un paio di pattini da fuoristrada e dell'attrezzatura per il DT e... buon divertimento!




Addestramento


Come abbiamo già detto è indispensabile che il cane che ci accompagna in questa attività conosca già le regole fondamentali richieste per il lavoro di traino (non abbandonare il sentiero, non fermarsi o deviare dal percorso scelto, ecc.) e che sia reattivo ai comandi, almeno a quelli base (go, haw, gee, stop).
Per cominciare sarà bene evitare salite e discese troppo impegnative o pericolose. Un sopralluogo preventivo può essere molto utile per controllare lo stato del percorso e l'eventuale presenza di case coloniche/pascoli con cani o animali da cortile liberi.
Dopo il comando di partenza va prestata la massima attenzione per assicurarsi che la linea sia ben tesa.
Inizialmente i percorsi saranno brevi e il nostro contributo sui pedali sarà molto sostanzioso: con questa precauzione il cane imparerà ad amare la corsa e diventerà ogni giorno più forte e resistente. Questo metodo "senza sforzo" può essere impiegato anche con cani senza particolare preparazione fisica. Col tempo il nostro contributo sui pedali diminuirà, permettendo così al cane di sviluppare la sua capacità di traino.
In prossimità di una curva è necessario aumentare la velocità del mezzo rispetto a quella del cane: eviteremo così di essere bruscamente deviati verso la nuova direzione.
Il vero rischio di questa attività è quello della caduta, consiglio quindi di munirsi di un abbigliamento adeguato completo di guanti e casco.


Lee

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martedì 22 settembre 2015

The Yellow Dog Project

Vorrei parlarvi di questa iniziativa alla quale, da un po' di tempo, anche io e Greta abbiamo aderito.
Avrete notato che da qualche mese girano sui social network vari articoli riguardanti i fiocchi gialli attaccati guinzaglio; se non avete avuto l'occasione di approfondire l'argomento vi spiego brevemente di cosa si tratta.



Fiocco giallo al guinzaglio = ho bisogno di spazio.


E' un idea molto semplice che serve per comunicare alle persone che incontriamo durante la passeggiata che il nostro cane ha bisogno di spazio e che non dobbiamo fiondarci su di lui a coccolarlo o farlo "socializzare" con gli altri cani in quanto potrebbe non gradire. 
Già da molti anni viene adottato un fiocco rosso applicato alla coda dei cavalli che scalciano per comunicare che è meglio non avvicinarsi troppo alle sue zampe posteriori.
L'obiettivo è quello di informare più gente possibile (anche i bambini), in modo che tutti siano a conoscenza di questa iniziativa: un cane con un fiocco attaccato al guinzaglio è meglio lasciarlo tranquillo perché potrebbe mordere,spaventarsi o sentirsi eccessivamente a disagio.





Erica

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martedì 25 agosto 2015

V Esposizione nazionale di Treviso 6 settembre 2015

Premessa: dato che faccio parte del Gruppo Cinofilo Trevigiano, dovete permettermi un po' di spam. Che poi non è vero e proprio spam.. insomma.. che voi veniate o meno non ci guadagno niente. Ma il posto è bello, si sta in mezzo a cani e altri cinofili, ci sono un sacco di altre attività al di là dell'esposizione vera e propria.. quindi magari ci guadagnate voi! Ok, premessa terminata, ora inizia lo spam vero e proprio.

Domenica 6 settembre si svolgerà la quinta esposizione nazionale canina di Treviso.
Il Parco Sant'Artemio è una delle migliori location in Italia per quanto riguarda le manifestazioni cinofile.
Oltre ai consueti giudizi di razza, che inizieranno alle 10:00, ci saranno un sacchissimo di altre attività correlate alla cinofilia: si parlerà di pet therapy, ci sarà un laboratorio creativo finalizzato ad avvicinare bambini e ragazzi al mondo della cinofilia, una dimostrazione dei cani da soccorso, alcuni istruttori cinofili ENCI saranno a disposizione per dimostrazioni e informazioni, ed infine vi sarà anche la premiazione del vincitore al concorso fotografico on-line "4 zampe in vacanza con noi".
L'ingresso e libero e all'interno del parco ci saranno numerosi stand dove si potrà mangiare e bere.


Ecco invece la locandina con il programma completo:

Questo invece è l'evento creato su facebook: https://www.facebook.com/events/591390074334510/

Camilla

mercoledì 22 aprile 2015

Naily e Camilla.. CAE-1 superato!

Domenica 12 aprile io e Naily siamo riuscite a superare il test CAE-1, e lo stesso vale per tutti gli altri bravissimi binomi del corso per addestratori ENCI che sto frequentando.
Se siete interessati a conoscere questo tipo di test caratteriale ne trovate la definizione nel nostro dizionario cinofilo e potete leggerne il regolamento all'interno del sito dell'ENCI e che vi linko anche qua (scorrete la pagina, troverete il pdf da scaricare).

Ecco un po' di foto (perdonate la qualità, sono state scattate da cellulare) che mostrano alcuni degli esercizi previsti nel test.






Cane in terra-resta.. che poi non ha fatto, dato che ha deciso di mettersi seduta, ma poco importa ai fini del superamento! al massimo possono togliere dei punti, ma a noi va benissimo comunque :)











Passaggio di una bicicletta e di passeggino










Passaggio di persona che fa jogging e di            
cane estraneo di sesso opposto  







Poi il cane si deve alzare e ci deve seguire passando  
in mezzo ad un gruppo di persone, uno dei quali indossa
qualcosa di "particolare", come un cappello o una
mantellina e deve sfiorare il cane















                                                                 
Passare in fianco ad un
operatore con giornale e
ad un altro con
ombrello,
il quale si avvicina
picchiettandolo
a terra e poi aprendolo
vicino al cane




Altri passaggi importanti sono la sociabilità di fronte al giudice e dimostrare che siamo in grado di accudire il cane, riuscendo senza difficoltà a spazzolarlo e a controllargli zampe, denti e orecchie.



















Alcune considerazioni: pur essendo un test relativamente semplice e facile da superare per un cane equilibrato, necessita comunque di una certa preparazione e attenzione nell'approccio ai vari passaggi. E' un test che consiglierei a tutti i proprietari di cani, proprio perchè, pur essendo semplice, li "obbliga" comunque ad avere una certa attenzione nell'educazione del cane.
Al termine del test, se superato, viene rilasciato un patentino dall'ENCI. Rendere questo patentino obbligatorio per tutti i proprietari di cani sarebbe già un bel passo avanti per la diffusione di una migliore cultura cinofila.

Camilla

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lunedì 9 febbraio 2015

La relazione

Tutti noi vorremmo un cane perfetto. Questa è la verità. Un cane equilibrato in ogni situazione, che non dia mai un problema, che ascolti ogni nostra parola con adorazione, che torni al richiamo, che interagisca con gli altri animali con educazione e con razionalità. Quando questo non succede, però, c’è una forte tendenza a dare la colpa al cane, a ritenerlo sbagliato e quasi mai si punta il dito contro noi stessi. Domande come “ Dove ho tappato?” “cosa posso fare per rimediare?” “ Sono stato superficiale in qualcosa?” difficilmente le sento. Anche perché c’è ancora la convinzione che basti una sberla e una sgridata per sistemare un comportamento sbagliato, che per ottenere rispetto dal nostro amico a 4 zampe basta imporsi con la forza, tanto è solo un cane e il cane DEVE obbedire, a priori, perché l’essere umano è superiore in fondo, per cui se questo non succede ad essere sbagliato è, appunto, il cane.
 Io la penso molto diversamente. Per il semplice fatto che quello che è, semplicemente, un cane è forse l’essere vivente che mi dà di più senza chiedere nulla in cambio, che è felice anche solo di starmi vicino, che sorride e scodinzola sempre, ogni volta che mi vede e questo elenco potrebbe essere davvero lungo. Io credo, come per tutte le cose in fondo, che se voglio ottenere un risultato, qualsiasi esso sia, devo impegnarmi, impegnarmi a fondo e applico lo stesso concetto nel mio rapporto coi miei cani. 
Se io dedico parte del mio tempo a soddisfare i loro bisogni e le loro necessità e se mi preoccupo per capire perché emettono determinati comportamenti che non mi piacciono e mi prodigo per aiutarli a superare il loro disagio, crescerà il rapporto tra me e loro. Entra in gioco, quindi, la RELAZIONE. Parola importantissima che racchiude al suo interno tutto ciò che di più importante esiste in un rapporto col proprio cane. Più forte sarà la relazione più intensi e emozionanti saranno i momenti insieme al mio amico a 4 zampe. 
Qual’è il primo fattore indispensabile per creare relazione? Semplicemente, il tempo. Anzi scusate: il Tempo. Non ci vuole molto a capirne il perché: se dedico al mio cane venti minuti della mia giornata sarà difficile creare qualcosa, costruire qualcosa. Se invece ci passo insieme delle ore, il discorso sarà ben diverso. Molte volte mi sento rispondere “ma io lavoro 10 ore al giorno”, “ho la palestra, gli amici, il corso di yoga” e nessuno mette in dubbio gli impegni di ognuno di noi, ci mancherebbe. Io ricordo solo che prendere un cane non ce l’ha consigliato il medico, è stata una nostra scelta e ora che l’abbiamo fatta nostra è la responsabilità della sua salute fisica, mentale e della sua felicità. Quando cominceremo a dedicare più tempo al nostro amico naturali sorgeranno le domande: “ma cosa faccio insieme a lui?”. Ed ecco che si apre un mondo…perché oltre al Tempo vi è anche, importantissima, la Qualità del tempo.
Come prima cosa avremo bisogno di capire il nostro cane, di comprendere perché, per esempio, quando siamo in passeggiata si comporta in certe maniere, quindi la Comunicazione. Senza quest’ultima, non potremmo vivere insieme a qualcuno e quando si è in grado di comunicare, di comprendere e farsi comprendere, ogni relazione diventa speciale. 
Poi sarà necessario e importante che il nostro cane ci ascolti, ci rispetti e ci veda come una guida da seguire. Questa è forse la parte più difficile, perché bisogna staccarsi dalla mentalità che il nostro peloso deve ascoltarci per forza, solo perché noi siamo umani. La Leadership o, se preferite, la figura di capobranco, va conquistata, giorno dopo giorno. Bisogna accreditarsi ai suoi occhi. Ci sono molti modi per farlo: soddisfare i suoi bisogni, mettere in mostra le nostre abilità, proteggere ed essere fonte di sicurezza, sapendo comunicare, rendendo interessanti le iniziative che gli proponiamo. Significa non usare mai la forza per imporci, gli animali sociali non seguono un leader punitivo, egoista e autoritario ma un individuo che dia sicurezza, attorno al quale sembra stia per accadere qualcosa di speciale…”La Leadership è la capacità di creare un mondo al quale il cane voglia appartenere.”



Essenziale è quindi il gioco, attraverso il quale possiamo insegnare qualsiasi cosa divertendo il nostro amico e divertendoci noi. Qualsiasi iniziativa che gli proponiamo, se associata al divertimento, sarà più interessante e entusiasmante. 
Se siamo costretti a casa, non possiamo uscire e di conseguenza neanche il nostro amico potrà divertirsi con le attività che fa di solito all’aperto, ricordiamoci di un’altra cosa importantissima e cioè che il nostro cane ha una testa e anche piuttosto intelligente e sempre nostra è la responsabilità della sua crescita mentale. Tener attiva la mente del nostro cane è un’attività essenziale, perché innanzitutto sarà più sana riducendo la possibilità che compaiano problemi comportamentali, senza contare che si stancherà moltissimo e sarà felice e appagato.
Come ultima cosa metto la Socializzazione, anche se dovrebbe stare all’inizio, per svariati motivi. Un cane che ha la possibilità di socializzare con cuccioli e adulti equilibrati sarà un cane che apprenderà i comportamenti corretti nelle varie occasioni e che quindi saprà rapportarsi con equilibrio. 
Tutto questo solo per dare qualche spunto e per far riflettere su quante sono le cose a cui si dovrebbe pensare per rendere felice il nostro amico a 4 zampe. Tutto questo solo per far capire che la maggior parte delle volte, se il nostro cane sarà perfetto o meno, dipende solo ed esclusivamente da noi, da quanto tempo e dedizione metteremo per farlo crescere in una certa maniera. Tutto questo sperando che qualcuno, leggendo, guardi il proprio cane negli occhi e gli prenda la voglia di andare a farsi una lunga passeggiata con lui, lo faccia giocare e ci si diverta insieme, vada a cercare in internet qualche attività divertente da fargli fare in casa, per tenergli allenata la mente.
Tutto questo per ricordare che in fondo, dentro di noi, tutti siamo potenzialmente dei fantastici proprietari e che con un po’ di impegno potremmo davvero creare un rapporto unico col nostro cane e di cui mai potremmo fare a meno. Tutto questo vuol dire Relazione che ha un unico sinonimo: Amore…



Gabriele

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