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venerdì 30 marzo 2018

Come riciclare il pelo dei vostri cani e gatti

Tutti noi felici proprietari di animali stiamo per iniziare un periodo impegnativo: quello della muta del pelo.
In un altro post, che potete trovare a questo LINK, vi ho spiegato che cos'è la muta e in che modo affrontarla; oggi invece vi voglio dare qualche idea su come riciclare il pelo che viene via spazzolando i vostri cani e gatti.

Dove smaltirlo.
Purtroppo nella maggior parte dei comuni non è possibile gettare il pelo degli animali (e neppure i capelli) nel bidone del rifiuto organico, perchè entrambi impiegano moltissimo tempo a decomporsi; vi invito quindi a controllare il loro corretto smaltimento recandovi presso il vostro Comune o nei calendari della raccolta differenziata che vengono distribuiti dalle aziende incaricate.

Lana di pelo.
Avendo a che fare con la muta di una samoiedo, oltre a quella di una pastore australiano, mi sono spesso interrogata su come poter impiegare tutto il pelo che raccogliamo ogni anno durante questo periodo. Cercando in rete ho trovato diversi siti che filano il pelo di cane trasformandolo in lana; il filato ottenuto pare essere migliore anche della lana di pecora, il problema è che ha costi decisamente poco accessibili.

Aiutiamo gli uccellini.
Un altra idea che mi è stata data durante una trasmissione televisiva è quello di fornirlo agli uccellini selvatici come materiale per costruire i propri nidi. Parrebbe infatti essere particolarmente indicato per tale scopo perchè rende il nido soffice e crea una sorta di isolamento termico, mantenendone la temperatura. Basti pensare che i cani non vanno tosati proprio perchè il pelo serve come termoregolatore.


Potete appallottolare leggermente il pelo una volta tolto da cardatore e spazzole e appenderlo ai rami di un albero con una molletta da bucato, legnetti, pezzetti di spago, pezzetti di lana e via dicendo; in questo modo gli uccellini avranno il materiale per costruire i loro nidi.

Il pelo di Greta appeso a un ramo.





Vicino a questi materiali, per attirarli gli uccellini, potete fornire loro anche del cibo; in commercio esistono delle palline create appositamente per i volatili insettivori come le cinciallegre, meglio toglierli dalle confezioni fatte in rete perchè potrebbero restare impigliati con le zampette . Potete anche mettere delle mangiatoie in cui lasciare le briciole provenienti dalle vostre tavole (di biscotti, torte, pane, grissini...) e sementi varie . Io acquisto il mangime sfuso per pappagalli di grandi dimensioni, non è molto caro ed è apprezzato maggiormente di quello apposito per uccellini selvatici, inoltre potrebbe attrarre anche gli scoiattoli.


Per arginare le perdite di petrolio.
Durante disastro ambientale del 24 aprile 2010 in cui una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico dopo un incidente ha riversato in mare milioni di barili di petrolio, l'associazione Matter of Trust ha raccolto tonnellate di pelo,  capelli, le ha infilate in calze  nylon che ha utilizzato poi per circondare le aree interessate per arginare l'espandersi del petrolio.

Voi conoscete altri metodi alternativi per utilizzare il pelo dei nostri beniamini?

Erica

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lunedì 19 marzo 2018

Recensione pettorina ad H e guinzaglio d'addestramento Trixie

In commercio sono disponibili un' infinità di accessori per cani per poterli portare a passeggio in tutta sicurezza e praticità. 
Ne avevamo già parlato anche in un altro post (che potete trovare a questo LINK) in cui mettevamo a confronto collari e pettorine.

Quando adottai Greta decisi di acquistare, oltre al classico collare fisso e guinzaglio semplice, anche una pettorina ad H e un guinzaglio d'addestramento (quello con due moschettoni che permettono di modificare la lunghezza del guinzaglio stesso).
Tuttavia, essendo lei molto esile, faticavo a trovare una pettorina che le andasse bene, e anche i guinzagli forniti di moschettoni risultavano tutti molto pesanti per lei.
Dopo varie ricerche, mi sono vennero proposti quelli della Trixie, che produce anche la misura xs.


Immagine presa dal web
Alcune considerazioni

Sia per quanto riguarda le pettorine, sia per quanto riguarda i guinzagli, vi era la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di colori e fantasie. Sono inoltre abbastanza economici e facili da reperire. In particolare, dei guinzagli mi sono piaciute le rifiniture, senza zone "pungenti" o ruvide che potrebbero irritare le mani (problema che ho avuto con altri guinzagli) né irritano la cute del cane. 
Sono inoltre stati lavati diverse volte anche in lavatrice (avendo l'accortezza di inserirle dentro un sacchetto di stoffa annodato per evitare sbattessero troppo sul cestello), e si sono solamente sbiaditi un po' i colori (dopo diversi lavaggi e mesi di utilizzo) ma sono ancora perfettamente integri e funzionanti. Inoltre, le zone metalliche non si sono arrugginite né ossidate. 
Il guinzaglio l'ho usato moltissimo e nonostante abbia ormai circa 6/7 anni è ancora in ottime condizioni. 
Quando è arrivata Zoe abbiamo acquistato una pettorina ad H della stessa marca anche per lei. Temevo che non avrebbe resistito,dato che la nuova arrivata era una vera combina guai, e invece è sopravvissuto anche se con qualche segno (lei si mordicchiava la pettorina). 
Per i cani di piccola taglia la consiglio assolutamente, per quelli di grossa taglia, invece, non sono sicura che le chiusure di plastica possano resistere. Tempo fa mi si è rotto un collare con chiusura in plastica (di un altro marchio), quindi per Zoe preferisco utilizzare pettorine molto più imbottite e resistenti con chiusure di sicurezza e collari con chiusure metalliche. 



Quale misura scegliere

La misura xs va bene per i cani molto molto piccoli e comunque esili (dire sotto i 3,5 kg), mentre la misura S-M lo usata con Zoe (pastore australiano) quando era cucciola.
Il guinzaglio d'addestramento nella taglia xs non lo consiglio per i cani molto molto piccoli perchè i moschettoni lo rendono pesante, e già per Greta che pesa 3,5 kg è al limite.




Voi li avete utilizzati? Raccontateci le vostre esperienze

Erica

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lunedì 3 aprile 2017

L'etica falsificata

Inizialmente questo sarebbe dovuto essere un semplice post di facebook. 
Poi però i pensieri hanno cominciato a sommarsi e le parole ad accumularsi, così alla fine ne è uscito un testo ben più lungo di quanto valga la pena pubblicare in una pagina personale. Molto meglio inserirlo nel blog, mi sono detta, perché partendo da un'esperienza personale (anche lavorativa) ne sono usciti importanti spunti di riflessione per quanti desiderino acquistare un cucciolo di razza, o un cucciolone già cresciuto, o addirittura stiano pensando di iniziare ad allevare.

Tra le tante foto scattate ma mai pubblicate c'è anche questa.

E se a suo tempo mi ero rifiutata di pubblicarla c'è un motivo: guardate che disastro c'è sul piano cucina. E si vede solo una parte della stanza, ma vi assicuro che il resto era, per quanto possibile, ancora peggio.
Ma a distanza di mesi questa è la foto che più di tutte rievoca un sacco di bei ricordi.
Come sapete, salvo la notte, i cuccioli erano praticamente sempre liberi con noi. E la parte migliore era il dopo cena, loro e nostra, perchè si scatenava letteralmente l'inferno. Tutti e sette (sei più la mamma) correvano come pazzi su e giù, ringhiando, abbaiando, mordicchiando. E c'era un tale casino che io e Alberto facevamo quasi fatica a capire cosa l'altro stava dicendo.
Ti sembrava quasi che la testa o la casa stessero per esplodere.

In realtà era tutto molto divertente, estremamente caotico, ma divertente. E ne è valsa la pena. Accidenti se ne è valsa la pena! Perché ora vedo 6 cuccioli che (comunque facilitati dalla genetica, sia per i due genitori sia in generale per la razza a cui appartengono) vivono con serenità le situazioni nuove, perché hanno una sicurezza di base a livello caratteriale che glielo permette.
Non so se sono riuscita a fare un buon lavoro in quei pochi mesi. Ma accidenti, lo posso dire con quel briciolo di autostima che ho, mi sono certamente presa la RESPONSABILITA' (prima e dopo) di una cucciolata che IO avevo deciso di mettere al mondo. Con tutto ciò che ne consegue, non solo le parti positive.
Non sono allevatrice, ma lavoro con gli allevatori, quindi permettetemi di dire che conosco relativamente bene questo mondo.
E mi girano le scatole tantissimo quando mi ritrovo in pensione cani pagati fior fior di quattrini (perchè teoricamente "superselezionati"), comprati da allevatori che si definiscono "il top", che non sanno stare al mondo. Non mi riferisco a semplice timidezza. Mi riferisco a disagio costante ed estrema diffidenza, se non addirittura paura. In razze, come certe da compagnia, in cui la diffidenza non dovrebbero neanche sapere cosa sia.
Lo so che autodefinirsi "cagnari" è brutto e difficile, ma definitevi "allevatori", punto. Se proprio dovete darvi un nome che non sia quello che vi affibbierei io...
E non sto sproloquiando su chissà quali concetti astratti.
La cosa è invece molto pratica: se vi avvicinate ad un cucciolo di un mese e mezzo e questo si schiaccia a terra spaventato, domandatevi se state facendo un buon lavoro.
Sarà che io passo il tempo ad autocriticarmi, domandandomi se ciò che sto facendo in quel dato momento sia giusto o sbagliato, e solitamente la risposta definitiva è "cretina, potevi fare meglio". E sarà per questo che mi è sempre difficile avere a che fare con gente che non accetta i propri errori e non riesce a cambiare strada.
Quindi ti rispondo io, sedicente allevatore etico.
No, stai facendo un lavoro schifoso. Perché quel cane che tu hai venduto, e grazie alla quale hai intascato una bella somma, ha creato e continua a creare piccoli e grandi disagi alla sua famiglia. Che per lui ha dovuto spendere ulteriori quattrini, e non pochi, per portarlo da tutta una serie di educatori (e anche qua ci sarebbe da scrivere un libro, su quanti si prendono il diplomino e iniziano subito a lavorare con cani altrui) per cercare di garantirgli un'esistenza più tranquilla e serena.

Questo è soprattutto uno sfogo personale. Sinceramente non saprei con certezza come risolvere il problema degli allevatori "che si credono etici e che lo sembrano ma non lo sono". E io non sono proprio nessuno per poter cambiare le cose. D'altronde c'è ancora molta gente che acquista cani nei negozi o su internet, quindi quello il finto allevatore etico è un problema ancora più difficile da sradicare, almeno per il momento.
E non credo che l'ENCI sia pronto a lavorare in questo senso. E non credo neppure che sia interessato a farlo.
Probabilmente l'acquirente dovrebbe interessarsi maggiormente al carattere dei genitori, e come ho già scritto in altri post, l'unico modo per poterlo verificare con certezza ed oggettività è il passaggio di almeno uno dei tanti test caratteriali che la cinofilia ufficiale mette a disposizione. Il CAE-1 per esempio, ma non solo. Esistono il TANC (di cui abbiamo parlato in questo articolo), il BH, ma anche istituito dallo CSEN c'è il Buon Cittadino a 4 zampe (BC4Z).
Quando compriamo una macchina ci informiamo moltissimo e confrontiamo non solo i vari modelli, ma ci rechiamo anche in più concessionarie. Perchè non dovremmo fare lo stesso con l'acquisto di un essere vivente? Nel 2017 i mezzi per informarsi con facilità ormai ci sono, e ci sono anche molti educatori che fanno consulenze pre-adozione. Sarebbe utile sfruttare queste opportunità per permetterci di portare a casa un compagno di vita che, si spera, resterà con noi per più di un decennio.
Purtroppo di furbi se ne trova ad ogni angolo, ma proprio per questo è necessario istruirsi il più possibile per evitare di farsi prendere per il naso.

Camilla

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lunedì 23 gennaio 2017

Esperienze in canile a confronto

Viola è in cerca di casa! Per info clicca qui


Ho sentito spesso parlare bene di molti canili, ma allo stesso tempo mi sono state raccontate, ed ho vissuto in prima persona, altrettante esperienze estremamente negative.

Questo mi ha portato a pormi parecchie domande e perplessità sull'argomento e soprattutto mi sono chiesta se sia un bene consigliare a persone spesso neofite di rivolgersi ad un rifugio.

In un altro post - che potete trovare qui - Camilla ci poneva di fronte a un dilemma: se fosse o meno realmente più etico adottare un cane piuttosto che acquistarlo in un Allevamento serio.

Ho intenzione nei prossimi articoli di raccontare alcune esperienze, sia positive che negative, di persone che si sono rivolte ad un canile da cui spero possiate trarre alcuni consigli utili per aiutarvi nella scelta del rifugio più adatto alle vostre esigenze.

Capita sempre più frequentemente di sentir parlare - o leggere su forum e social network - di operazioni dal dubbio valore intitolate pomposamente "svuota canili" sulle quali, come avrete già intuito, sono assolutamente contraria in quanto fermamente convinta che sia meglio avere un numero minore di cani adottati ma per sempre piuttosto che svuotare un canile per un solo mese (o anche meno...) col bagaglio di esperienze negative e traumi più o meno gravi che questo provoca ai nostri amici pelosi al rientro nella struttura e che si ripercuoteranno inevitabilmente sulla loro futura adottabilità.

Tuttavia, anche quando i volontari scelgono con cura la famiglia per un cane e sembra che la storia non potrà che avere un lieto fine, possono crearsi delle situazioni imprevedibili che rendono quell'adozione non eterna e stesso dicasi per chi si rivolge ad un Allevamento serio, magari avendo anche seguito una adeguata preparazione informativa sui comportamenti, le abitudini e le complessità della razza scelta.

Non si può quindi fare di tutta l'erba un fascio e con questi articoli non vogliamo di certo sconsigliare l'adozione ma spingervi a scegliere con cura il vostro nuovo membro della famiglia.

Ci piacerebbe raccogliere anche le vostre esperienze, sia di volontariato in canile che di adottanti, potete inviarcele al nostro indirizzo mail lesguinzagliate@gmail.com


Erica.

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martedì 10 gennaio 2017

Come scegliere il nome del cane



La scelta d un nome per il nostro futuro nuovo amico va fatta con attenzione perchè lo accompagnerà per tutta la vita; vi suggerirò alcuni consigli per fare una buona scelta.

  • Preferite nomi corti, in questo modo sarà più semplice per lui memorizzarlo e per noi utilizzarlo: nell'addestramento del cane nomi troppo lunghi diventano più difficili.
  • Tutti i famigliari dovranno utilizzare quel nome.
  • Non utilizzatelo solo quando lo rimproverate o impartite ordini altrimenti lo assocerà a qualcosa di negativo.
  • Se il cane ha già un nome e lo riconosce meglio (magari perchè adottato già da adulto) mantenerlo per non creargli confusione o al massimo possiamo modificarlo con un nome che abbia lo stesso suono, soprattutto nelle vocali che sono quelle che riconoscono meglio (es Milly → Lilli, Tommi → Jonny). Questo vale anche per i cani con il pedigree, che solitamente hanno nomi lunghi e complessi con l'affisso; se prenotiamo il cucciolo solitamente magari si può accordare sul nome da dargli.
  • Se riuscite evitate nomi molto comuni, potreste ritrovarvi al parco con altri omonimi e rendere più complesso il richiamo.
  • Scegliere un nome di persona può essere rischioso: facilmente troverete omonimi bipedi e e incorrerete in qualche momento imbarazzante.
  • Fate delle prove per accertare che sia facile da pronunciare da tutti i membri della famiglia (nonni e bimbi compresi) e che "suoni bene" anche pronunciato con toni più decisi e dolci.
  • Evitate nomi che assomiglino ai comandi (es. Vesta → Resta ).
  • Scegliete un nome che si adatti anche una volta che il cane sarà diventato adulto e proporzionato alla razza\taglia del cane (es. Briciola eviterei di darlo a un Doberman)
  • Se avete più cani evitate nomi simili.
Erica.

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lunedì 26 settembre 2016

Quando lo psicologo consiglia di adottare un cane...

Questo post era in "bozze" ormai da qualche settimana e cercavo il tempo per completarlo, tra un impegno lavorativo, un progetto per il blog e il tempo che dedico ai miei cani. Ma nel momento in cui una mia conoscente ha preso la decisione di adottare un cucciolo sotto consiglio della psicologa di suo figlio, ho creduto che fosse il caso di terminarlo e pubblicarlo. 
Questa non è la prima volta che sento consigli di questo genere. In alcuni casi l'adozione ha funzionato per tutta la famiglia, in altri invece, come in quest'ultimo caso, il cucciolo è stato costretto a cambiare famiglia (mi sto mobilitando attivamente per cercarne una di adatta, e spero di riuscirci). Mi scuso quindi se potrò apparire un po' cinica, ma scrivo d'impulso, spinta da emozioni molto forti (disappunto, dispiacere, e un pò di rabbia).

Ultimamente mi sono imbattuta in più persone che mi hanno raccontato che lo psicologo ha consigliato loro di prendere un cane per migliorare la situazione del figlio, e con questo post vorrei cercare di farvi valutare se questa è veramente la scelta più adatta alla vostra famiglia.

Abbiamo già trattato nel nostro blog dei benefici che comporta avere un animale ( Vedi anche  Animali che aiutano l’uomo con problemi psicologici.) e dell' ippoterapia  (con l'intervista a Giulia Moretto ) e abbiamo già in programma di parlarvi della pet therapy con l'aiuto di un amica che lavora proprio in questo ambito con i suoi cani.
Questo però vuole essere un post che va un po' controcorrente rispetto a quanto scritto precedentemente: se è vero che gli animali possono essere un valido aiuto, possono anche peggiorare la situazione in famiglia, in particolare se il nuovo arrivo non è gestito correttamente.
Io non credo che portare a casa un cane (soprattutto se non abbiamo esperienza ) possa essere sempre la soluzione migliore: la maggior parte delle persone che mi hanno parlato del consiglio da parte dello psicologo, ha ammesso di non desiderare in realtà un cane, di avere molte perplessità e di essersi trovati in disaccordo con il proprio partner.

Valutiamo quindi quando è meglio non prendere un cane:

  • Se non siete tutti d'accordo in famiglia sull' arrivo del nuovo cucciolo, questo potrebbe creare astio e discussioni .
  • Se non siete in grado di dedicare abbastanza tempo (attivo) al cane. (Il cane non potrà stare solo 8\10 ore al giorno)
  • Se volete una casa sempre pulita ordinata, senza peli e silenziosa.
  • Se volete tenerlo solo in giardino. (Niente accesso in casa, poche passeggiate)
  • Se non avete intenzione di far seguire un percorso al cucciolo insieme ad un educatore che sappia aiutarvi in caso di necessità.
  • Se non avete grosse disponibilità economiche (capiamo quanto costa)
  • Se non siete convinti: non è una decisione che può essere presa con leggerezza ma bisogna pensarci a lungo ed esserne certi, il cane condizionerà i vostri prossimi 10\17 anni a seconda del soggetto e della razza, e una volta preso non sarà possibile tornare indietro.
  • Se pensate che sarà un perfetto cane da pet therapy: i cani che svolgono questo ruolo vengono educati per farlo e seguono un percorso che dura anni insieme al proprio accompagnatore, e al termine di questo non tutti i cani si rivelano adatti.
  • Se pensate che prendere un cane farà superare a voi o a qualche vostro familiare la paura di questo animale (se noi ci poniamo in maniera sbagliata con lui, aumenterà il rischio di incidenti)
  • Se non siete abbastanza pazienti, sereni e costanti.
  • Se non siete disposti a fare sacrifici , come alzarvi all'alba per portare fuori il cane sotto il diluvio, fare una lunga passeggiata anche se siete stanchi morti, rinunciare a una vacanza perchè in molti alberghi i cani non sono ancora ammessi.
  • Se qualcuno in famiglia è allergico al pelo di cane.
  • Se pensi che i tuoi figli se ne occuperanno (sappiate che dopo un po' si stuferanno e le responsabilità ricadranno tutte su di voi).
  • Se pensi che il cane sarà in grado di risolvere gran parte dei problemi di tuo figlio, potrebbe non aiutarlo per nulla.
  • Se non siete disposti a soffrire per la sua perdita, perchè quando sarà diventato un membro della famiglia, lo amerete alla follia, e non vi peserà più fare sacrifici per lui; vi accorgerete che il musetto è sbiancato e che sono già parecchi anni che condividete la vita (dovrete preparare a questa evenienza anche i vostri figli) 


E' importante che se deciderete alla fine di adottare un cucciolo o un cane adulto vi facciate seguire da un educatore, che vi guiderà nella scelta del cane più adatto alla vostra famiglia.
Ecco alcuni consigli per trovare l'allevamento giusto qualora opterete per un cane di razza. 
Se vorrete che il cane porti benefici a vostro figlio frequentate insieme a lui e al nuovo arrivato dei corsi con degli specialisti che sapranno aiutarvi a rendere il loro rapporto speciale, imparando a comunicare: ci sono un sacco di centri cinofili che fanno dei corsi mirati ai bimbi e ai loro amici a 4 zampe.


Erica

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giovedì 15 settembre 2016

Arriva il cucciolo: le prime notti

Fino a qualche anno fa ai nuovi proprietari veniva consigliato di lasciare il cucciolo in una determinata stanza a lui destinata e nel caso il piccolo avesse pianto, di lasciarlo fare senza dargli il minimo conforto, perchè assecondare quelli che venivano considerati semplici capricci avrebbe potuto compromettere la sua educazione futura, viziandolo.
In realtà questa è una modalità assai crudele di iniziare il rapporto con il nuovo arrivato.
In natura il distacco dalla madre e dal resto del gruppo avverrebbe molto più gradualmente e anche più tardi, non poco dopo i 60 giorni come avviene normalmente per i cuccioli presi in allevamento (ricordiamo che 60 giorni è il limite minimo imposto per legge, e vale per qualsiasi cucciolo, sia esso comprato in allevamento o adottato).
I suoi pianti non sono semplici capricci, ma la reazione ad una situazione che per lui potrebbe essere potenzialmente pericolosa. Lasciato solo in un ambiente sconosciuto, il cucciolo si sente vulnerabile e certamente in pericolo, e il suo pianto serve a chiamare la madre che accorrerebbe subito a proteggerlo.


Mamma Naily rassicura il piccolo Ramiro

Inizialmente, quindi, fornirgli una base sicura in un posto per lui completamente sconosciuto è fondamentale per lo sviluppo del cucciolo e per rinsaldare da subito la nostra relazione con lui.
Dargli sicurezza, contatto fisico e amorevoli cure permettono al cucciolo di accrescere anche la sicurezza in sé stesso, oltre che lo sviluppo del processo di attaccamento nei nostri confronti, e non certo a "viziarlo".
Successivamente, quando il cucciolo avrà ormai raggiunto un certo grado di sicurezza, potremmo poi lavorare sulla sua capacità di autogestione. Ma questo dovrà avvenire in seguito e quando l'attaccamento si sarà già ben sviluppato, e le tempistiche variano da cucciolo a cucciolo.
Non perdiamoci in inutili e antiquate regolette, viviamo il nostro cucciolo prima e il nostro cane adulto poi con istintualità. Questo garantirà con lui uno stretto rapporto e un'ottimale relazione, che certamente apporterà un grande beneficio ad entrambi, andando così a formare un'armoniosa famiglia.

Camilla

N.B. Lo spunto per l'articolo mi è stato dato, oltre che dai miei adorati cuccioli che tra qualche settimana si dirigeranno verso le loro nuove famiglie, anche dal libro 
"Dalla parte del Cucciolo" a cura di M. Antoni e D.Tarricone; Editoriale Olimpia

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martedì 6 settembre 2016

Continuano le presentazioni dei piccolini!

Accipicchia! quanto lavoro danno questi cuccioli! Mi son pure dimenticata di terminare le presentazioni... cerchiamo subito di rimediare!

RAMIRO



Per veneti e friulani non sarà difficile capire a chi mi riferisco: Ramiro Besa è un simpaticissimo comico che fa parte del duo dei "Papu". In uno dei loro sketch, Ramiro si arrabbia con l'oste che cerca di versargli del vino bianco, quando lui accetta solo vino rosso. Nei suoi primi giorni di vita, continuavamo a riferirci al piccolo Ramiro come "no bianco"... quindi poi nella scelta dei nomi il collegamento è stato inevitabile. Lui è la star del gruppo, il prediletto di tutti anche su facebook. Il cucciolo Ramiro spacca di brutto. 


FRED


Chiamato così perchè già a pochi giorni dalla nascita mi ricordò subito un dolce cavalier che conosco, un bel cavalier grande (per la sua razza certo, non sto mica parlando di un pastore tedesco), buono e pacioccone. 
Raramente Fred si fa sentire, si attiva veramente solo quando c'è del cibo, e in questo caso non ce n'è più per nessuno: non assomiglia più ad un adorabile cucciolo di corgi, potrebbe essere paragonato più facilmente ad un'idrovora.
Lui è certamente il tranquillone del gruppo e dimostra grande calma e sicurezza in ogni situazione.


IAN


Se Fred è il più tranquillo e pacifico di tutti, Ian è certamente il più frignone. Non che abbia particolari paure o timidezze, anzi; ha un carattere decisamente forte. E' solo che vuole farsi sentire e guardare da tutti, sempre e comunque. Altro che Lita, l'unica femminuccia della cucciolata.. la prima donna è lui!
Quando stavamo dando i nomi ai piccoli, ci mancava solo il suo e Alberto ha pensato di chiamarlo Ian come il ragazzino rosso di capelli dei 6 fratelli Gallagher nella serie televisiva Shameless.

JOHNNY

Anche Johnny si chiama così proprio grazie ad un altro fantastico cane che conosco, un simpatico basset hound. Johnnyno Thunders è un piccolo concentrato di energia e vitalità e ha anche un'incredibile voglia di interagire. Quando nacque era piccino, e il veterinario si raccomandò di tenerlo sott'occhio. Noi pensavamo si riferisse al peso, e non certo alla sua esplosione di vivacità. Un vero personaggio, separarsi da lui non sarà per niente facile.


Camilla

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giovedì 25 agosto 2016

L'amore non si compra, si adotta! ... ne siamo veramente sicuri?

"L'amore non si compra, si adotta!"
Ho una bella maglietta che uso ancora che mi ricorda come nella vita si può cambiare idea, basta aver voglia di capire e analizzare le diverse situazioni. 
Cambiare idea non significa essere delle banderuole prive di qualsivoglia capacità di prendere decisioni. I principi devono restare gli stessi, e in questo caso il principio è il benessere del cane. Il cambiamento di idea sta nel fatto del capire COME rendere possibile questo benessere, ampliandolo a quanti più soggetti possibili.
Quando ho iniziato questa meravigliosa avventura cinofila, ero dell'idea che la continua "produzione" di cani e l'attività di allevamento fossero quanto più di deleterio ci può essere per la piaga del randagismo. "Più cani si fanno riprodurre e più i canili si riempiono" era il mio punto di partenza. Ora mi ritrovo in famiglia con una femmina sterilizzata presa in canile, una femmina intera comprata e i suoi 6 meravigliosi cuccioli.
Cos'è avvenuto nel mezzo?      
Tutta una serie di meravigliosi incontri, e altri invece un po' meno positivi,  ma comunque illuminanti, utili a farmi cambiare idea sul concetto di allevamento canino collegato alla riduzione del randagismo. Vi sembra un controsenso? A me no, e ora vi spiegherò il perché.


Premetto che non faccio assolutamente riferimento ad allevatori che producono una cucciolata dietro l'altra senza nessun tipo di selezione e senza nessun tipo di impegno nella ricerca della crescita ottimale dei cuccioli, in tutti i suoi aspetti. Quelli non andrebbero neppure più presi in considerazione nel 2016: la cultura cinofila è ora accessibile a tutti, basta volerlo.
D'ora innanzi farò riferimento solamente ad allevatori con la A maiuscola, che per l'appunto mettono in atto tutto un programma di selezione e di corretta crescita del cucciolo.

Andate in un canile qualsiasi e valutate la percentuale di cani di razza presenti (esclusi i cani da caccia, perché per molti cacciatori bisognerebbe fare un discorso a parte). Parlo di cani di razza in cui è palese la produzione in allevamento, e non di quelli presi in saldo e provenienti dall'Est Europa o fatti nascere ad capocchiam da privati. La percentuale di meticci è elevatissima. 
Parlate poi con qualche volontario e domandate quante telefonate ricevono al giorno per uno di questi bastardini e quante ne ricevono invece per quei pochi cani di razza. Magari quei cani di razza hanno pure un carattere molto difficile, probabilmente sono paurosi se non addirittura aggressivi; poco importa: le chiamate saranno sempre e comunque più numerose per loro.
Per non parlare poi di quando avviene qualche sequestro di cuccioli provenienti dall'Est: l'idea di potersi portare a casa gratis un cucciolino di razza fa gola a molti, e poco importa che quel cane si porti dietro le peggiori malattie, anche infettive, o che possa risultare completamente deprivato a livello comportamentale. E' di razza ed è gratis, questo basta e avanza. Salvo poi se ci sono problemi, lamentare il fatto che i cani di razza sono tutti delicati e hanno tutti un carattere orrendo. 
Grazie al cavolo.

Prendete ora un cane di razza nato in un Allevamento serio, a cui sia stato concesso nei primi mesi di vita di crescere serenamente e di essere stato stimolato adeguatamente, oltre ad avere assunto un'alimentazione adeguata. Il cane sarà non solo bello (che ai fini della compagnia importa fino ad un certo punto), ma sarà ben educato e sano. In caso di problemi, quanto ci metterà quel cane ad essere piazzato da un'altra parte? Difficilmente finirà in canile, ma molto più probabilmente entrerà a far parte di un'altra famiglia che saprà garantirgli un'esistenza felice. 
Un allevatore serio, in caso di problemi, si riprende il cane e non se ne dimentica dopo averlo venduto. Questo garantisce una base sicura non solo per i proprietari, ma anche per il cane stesso. Inoltre si accerterà anche di affidare i suoi cuccioli a famiglie adatte, e non solo a coloro che son bravi solo a metter mano al portafoglio. Poi, per carità, l'errore di valutazione è sempre possibile.. ma diciamo che uno fa di tutto per trovare il meglio. 

Ecco spiegato il motivo per cui, con il tempo, ho capito che l'allevamento etico, accompagnato da una diffusione della cultura cinofila nel territorio, potrebbero portare ad una riduzione drastica del randagismo.  I canili non sono pieni di cani prodotti da Allevatori, i canili sono pieni di ignoranza. 

Camilla



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martedì 9 agosto 2016

I cuccioli crescono: iniziamo le presentazioni!


Ormai hanno 4 settimane: hanno già fatto la prima sverminazione, hanno iniziato lo svezzamento (primi pasti a base di trippa verde) e hanno fatto le loro prime uscite all'aria aperta in giardino.
Naily mi stupisce ogni giorno di più, sono entusiasta di lei. Protettiva, ma non troppo, e rispettosa del pasto dei piccolini: non si avvicina alla loro ciotola se non dopo mia esplicita richiesta. 
Inizierò oggi le presentazioni!


"Sweet" Lita Ford

Una bella tipetta in mezzo a 5 fratellini. Se fosse stata tricolore l'avrei chiamata Joan Jett, ma con tutto 'sto biondo avrebbe stonato. Quindi Lita mi sembrava il nome adatto. Un tornado biondo




Tommy Lee

Chiamato così perché moro e il più longilineo della cucciolata (sempre che un corgi si possa definire "longilineo"...) beh, non potevo non chiamarlo come il mitico batterista dei Motley! Un gran simpaticone e chiacchierone.  Si batte spesso con Ramiro per decidere chi dei due sia il capetto. Non so chi dei due sia effettivamente più forte, ma le lotte finiscono spesso con Ramiro che rotola sulla sua stessa ciccia con Tommy sopra soddisfatto.


Camilla

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mercoledì 27 luglio 2016

Sono nati i cuccioli di Naily e Jeff!

Giovedì 14 luglio sono nati i cucciolini di Naily (Funky but chic) e di Jeff (Pemcader light my fire)!

Sono 6, 5 maschietti e 1 femminuccia (che verrà su con un bel caratterino, in mezzo a tutti questi fratellini!). La cucciolata è in co-allevamento con Elisabetta Antoniazzi, titolare del Double Creek.

Grazie mille a Esther Ferrari (Pem's life kennel) e al suo bellissimo Jeff:

I cucciolini saranno tutti svezzati a BARF, grazie al preziosissimo aiuto della Dott.ssa Nicoletta Pizzuti, e saranno svezzati al naturale di seconda generazione; questo perchè mamma Naily segue questa dieta da quando la portai a casa ormai 3 anni fa. 
Particolare attenzione verrà data non solo all'alimentazione dei piccolini, ma anche alla loro socializzazione, per la quale seguiranno un percorso specifico per poterli preparare al meglio all'ingresso nelle nuove famiglie e alla vita di tutti i giorni.

Per conoscere l'allevamento Double Creek, da cui proviene la mamma, questo è il sito:
Per conoscere il papà dei cuccioli, il sito dell'allevamento Pem's life è http://www.corgilife.com

Condividerò questa meravigliosa esperienza nel blog, e potrete seguire i progressi anche nella nostra pagina Facebook oppure nella pagina facebook di Naily.

Camilla

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lunedì 27 ottobre 2014

rescue, cani di razza da adottare

Abbiamo un blog parallelo a questo dove potete trovare molti cani di razza in adozione:
le sguinzagliate adozioni


- Alani alani rescue

- Amstaff pitbull & amstaff rescue italia

-Akita akita rescue

-'Australian Shepherd 'Australian Shepherd Rescue Italia

- Bassethound rescue center

- Bobtail progetto magico

- Boxer aiutami boxer rescue team
adotta un boxer per la vita

- Bulldog inglese rescue englishbulldog

-Border Collie Border Collie Rescue Italia

- Border Collie , Collie e razze simili Border's Angels & collie rescue 

- Bouledogue francese  rescue center

- Cane da montagna dei Pirenei e razze simili Rescue Montagna dei Pirenei Italia

- Cirneco dell'Etna Cirneco dell'Etna adozioni

- Doberman dobermanns angels

- Labrador labrador rescue page

- Levrieri GACI
european greyhound network

- Pastore maremmano abruzzese adotta un maremmano

- Mastino napoletano rescue center

- Pittbull pitbull & amstaff rescue italia

- Rhodesian ridgeback Rhodesian Ridgebacks club

- Rottweiler rottweiler rescue

- Siberian Husky siberian husky rescue
siberian husky rescue italia

(in costante aggiornamento)
Se siete a conoscenza di altre associazioni comunicatecele, saremo liete di aggiungerle alla lista!



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martedì 21 ottobre 2014

Cani e gatti allo specchio

Ci sono stati molti studi in proposito e tramite essi si è arrivati alla conclusione che cani e gatti non sono in grado di riconoscere la loro immagine riflessa nello specchio.
Si è giunti a due conclusioni:
- i nostri 4 zampe si orientano principalmente con il fiuto;
- a cani e gatti pare manchi il concetto di “se stessi”.
Generalmente quando vedono l’immagine riflessa cercano di socializzare con l’altro animale, una reazione molto simile a quella dei bambini (i quali iniziano a riconoscersi dopo i 18\24 mesi).

Altri animali

I maiali non nutrono nessun interesse per lo specchio.
Scimmie, gazze, delfini, orche ed elefanti invece sono in grado di riconoscersi.
I pappagalli credono che a riflettersi ci sia un altro animale; ed è proprio per questo motivo che, essendo loro animali sociali, si tende a mettere uno specchietto nella gabbia per farlo sentire meno solo (attenzione però perché possono sviluppare comportamenti ossessivi, meglio un amichetto in carne e piume).


Erica

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mercoledì 2 luglio 2014

Tako il carlino


Fin da piccola sono cresciuta con cani e gatti, ma ho sempre desiderato un cagnolino che potesse essere tutto per me.

Con la scusa dei miei 18 anni, andando anche contro la volontà di mio padre, riuscii a farmi regalare un carlino (razza che scelsi dopo 2 mesi di ricerca). Così il 28 maggio andai a 2 ore dalla mia città per prendere il cuccioletto: non stavo più in me dalla gioia! Sembrava così piccolo e indifeso! Decisi di chiamarlo Tako.
La prima settimana passò tranquillamente; poi nelle settimane successive, non appena il cucciolo prese confidenza con la casa e gli altri membri della famiglia, si dimostrò un vero pazzo! Io e lui siamo diventati una cosa sola!

Può sembrare un cane "inutile", come molti l'hanno definito, ma io con lui mi sento al sicuro: non lascia avvicinare nessun estraneo. Per esempio, se di notte entra qualcuno in camera mia, lui, che dorme ai piedi del mio letto, abbaia fino a quando non capisce che è una persona conosciuta.
 Può sembrare strano, ma al di là del suo musetto simpatico, si nasconde anche un cane pieno d'amore e di dolcezza. Non so come farei senza di lui, che mi fa sorridere quando sono giù di morale.
Ora Tako ha 3 anni e 2 mesi.
Perchè ho deciso di prendere un carlino?
Un giorno una mia amica mi disse che aveva preso un cane, e mi fece vedere una sua foto; fu in quel momento che mi innamorai dei carlini! Tornai a casa e cercai informazioni su internet su questa razza, e decisi che se un giorno avressi preso un cane sarebbe stato proprio un carlino..

Prima di prendere il cane molti mi chiedevano "ma sei sicura?" "Poi te ne prenderai cura?"  "Sai che ha bisogno di attenzione?" E io testarda dicevo "si si cosa sarà mai..".  Poi dopo le prime settimane che tako era a casa iniziai a realizzare quando fosse " difficile" gestire un cane..specialmente da cucciolo, la parte più difficile (e credo lo sia per tutti, non solo per me) è stato insegnare a fare i bisogni fuori; non pensavo fosse così difficile. . Poi il carlino è amorevole ma anche molto testardo. . Realizzai anche che aveva bisogno di me, che non poteva stare molto tempo solo. .Ma Piu cresce e piu Realizzo che ha bisogno di più educazione, che da cucciolo non ha avuto..Ho realizzato che per averr un cane bisogna avere un po' di soldi, non molti ma quando basta. Quindi se quei pochi soldi che si hanno, si preferisce spenderli ad esempio in sigarette, consiglio di non prendere un cane.
Ma la difficoltà più grande e stata scoprire che il mio piccolo soffre di crisi epilettiche, che si manifestano quando ha una forte emozione e durano meno di un minuto. La prima volta che ebbe una crisi non sapevo ancora nulla e scoppiai a piangere: il mio cuore si fermo per qualche secondo; vedevo lui in difficoltà e io non sapevo cosa dovevo fare o come dovevo prenderlo. Fortunatamente ora viene controllato da un veterinario ed è tutto sotto controllo.. Comunque sia non è sempre facile vivere con un pelosetto, bisogna avere tempo e avere molta pazienza, non bastano una carezza e un po' di cibo, bisogna vedere le cose con obiettività, non è sempre tutto facile..

Chiara


martedì 3 giugno 2014

Un nuovo cane, tutto ciò che serve

La decisione di prender un cane deve essere ben ponderata; e anche dopo aver deciso (e aver deciso la razza) , spesso ci ritroviamo a dover attendere ancora un po' prima che il cucciolo o il cane adulto siano adottabili...l'attesa spesso è difficile, perché dopo tanto tempo vorremmo poter già avere il cagnolone in casa nostra... nel frattempo che l'aspettiamo possiamo occupare il tempo in maniera costruttiva, procurandoci già ciò che che serve, e prendendo alcune decisioni importanti!

cuccioli meticci, Tequila e il suo fratellino


- decidere gli spazi: vi conviene già decidere dove dormirà il cucciolo, dove sistemare le ciotole, dove potrà giocare ecc. perché una volta scelti i suoi spazi è opportuno non modificarli: i cani sono abitudinari e spostare continuamente le cucce e ciotole potrebbe essere destabilizzante per loro, e dato che ha subito già un cambiamento importante meglio non confonderlo ulteriormente.
Destinate uno spazietto o una stanza a lui, dove potrà restare quando è solo senza far danni o farsi male, quindi scegliete una stanza possibilmente vuota, senza mobili da rosicchiare, senza divani su cui salire, e soprattutto senza oggetti piccoli che potrebbe ingoiare. Fate particolare attenzione a piante e prese elettriche (non lasciate spine attaccate); potreste procurarvi un recintino per cani, vanno bene anche quelli per roditori, nel caso di un cucciolo o un cane di piccola taglia.

-ad ognuno i suoi spazi, almeno finché sarà cucciolo (vale anche per il cane adulto)  e non avrà imparato bene le gerarchie e a rispettarvi, è opportuno il cane rispetti i vostri spazi, che sappia cosa è concesso e cosa no, senza eccezioni.
Quindi, dovrà imparare fin da subito a dormire nella sua cuccia (inizialmente meglio non farlo dormire nel nostro letto) e a mangiare dalla sua ciotola; non deve essere dato cibo da tavola e dovrà imparare a rispettare le nostre cose (quindi non si possono rosicchiare le nostre scarpe).

-alimentazione: è corretto documentarsi dall'allevatore (o dal precedente proprietario) sull'alimentazione del cucciolo al momento dell'adozione, e procuravi lo stesso alimento; non cambiate repentinamente, ma aspettate almeno un paio di settimane. Il cambio andrà fatto gradualmente mischiando la nuova alimentazione con quella vecchia; cambi improvvisi, e fatti da subito, potrebbero creare dei problemi intestinali, e soprattutto non riuscirete a capire da cosa sono dovuti.

-giaciglio: procuratevi un cuscinone o una cuccia morbida che sistemerete in un posticino tranquillo, ma non troppo isolato. Per far sentire meno solo e disorientato il cucciolo fatevi lasciare una copertina  (va bene anche uno straccio) dall'allevatore che avrà tenuto per un paio di giorni nella precedente cuccia: il cane sentirà i profumi di mamma e fratellini e della vecchia casa. Se non è possibile mettete nella cuccia un vostro maglione vecchio (usato) in modo che il cane senta almeno il vostro odore.

-ciotole: procuratevi delle ciotole semplici (senza troppi fronzoli) facili da lavare, meglio quelle in acciaio perché il cucciolo non potrà distruggerle giocandoci. compratene 2, una per l'acqua e una per la pappa, e potere anche prendere una tovaglietta da mettere sotto le ciotole, ma fate attenzione aderisca bene al pavimento altrimenti il cane potrebbe giocarci rovesciando il contenuto delle ciotole a terra.

- collare, guinzaglio, pettorina: questi è meglio acquistarli andando con il cane per prendere le misure corrette, facendogliele provare. Tenete in considerazione che il cucciolo cresce quindi pendete un collare o una pettorina che si possano poi allargare.

- giochi: non riempite la casa di giochi; acquistatene uno o due, e fate attenzione siano giochi sicuri e abbastanza grandi da non essere ingoiati e senza parti che si stacchino o che si rompano.

-tappetini assorbenti se il cane vivrà in casa, soprattutto se è cucciolo, potrebbero tornarvi utili (ma non è indispensabile usarli, potreste insegnare fin da subito al cane a sporcare fuori).

- spazzole: dovrete acquistarne una o più in base al tipo di pelo del cane, ma vi consiglio, soprattutto se il cane non è abituato a farsi spazzolare, di procurarvene una a setole morbide da utilizzare più che altro per accarezzare il cane ed abituarlo così al nuovo oggetto, in modo che lo associ a qualcosa di piacevole.

-salviettine per cani: per pulire il cane...vi serviranno sicuramente, e inizialmente sarà meglio non fargli il bagno.

-detersivo per pavimenti sembra una cosa banale, ma è meglio utilizzarne uno igienizzante (inizialmente avrete molte pupù e pipì da raccogliere) senza ammoniaca (perchè li stimolerebbe a sporcare ancora di più in quanto ha componenti simili alla pipì); se non trovate un prodotto "naturale" meglio risciacquare il pavimento dopo il normale lavaggio.

-trasporto in auto: visto che il primo viaggio verso casa lo farà proprio in auto, il consiglio è decidere fin da subito come trasportare il cane, il metodo migliore è senza dubbio il kennel. Quando lo acquisterete prendetelo già della misura che servirà quando sarà adulto. Vi rimando a questo articolo per chiarirvi le idee riguardo al trasporto in auto

Erica

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giovedì 29 maggio 2014

Il cane attore sociale, secondo appuntamento: la riproduzione responsabile

Questa sera, presso l'aula magna della Scuola Enologica di Conegliano, si terrà la seconda conferenza del ciclo "il cane attore sociale", dedicata questa volta al tema della "riproduzione responsabile".
Etica della riproduzione, con particolare attenzione ai temi della sovrappopolazione, dell'allevamento del cane di razza e del suo significato, e delle regole e requisiti indispensabili per questa attività.




Camilla