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martedì 20 giugno 2017

Come far felici i nostri cani

Molti cani trascorrono una vita protetta nelle nostre case, con alimentazione di qualità e un sacco di attenzioni ma non sempre questo corrisponde a renderli felici. Questo perchè per esserlo hanno bisogno di allenare mente e corpo. 
A seconda dell'età, della taglia e della razza i cani hanno esigenze diverse ed è nostro compito capire quali sono e fare del nostro meglio per esprimerle. Molti cani hanno bisogno di stimoli e compiti da eseguire.       


Greta annusa in libertà


Essenziali sono le passeggiate quotidiane;  questa regola vale anche per chi ha a disposizione un grande giardino! Anche i cuccioli e i cani anziani devono fare la loro passeggiata quotidiana, anche se questa deve essere più lenta e breve. 
Per i cani è molto importante poter annusare, quindi in zone sicure allunghiamo il guinzaglio e permettiamo loro di annusare liberamente (prestando sempre attenzione ad eventuali pericoli come insetti o bocconi avvelenati).Di volta in volta cerchiamo di modificare il percorso per evitare che la passeggiata diventi monotona. Evitiamo di camminare e basta, ma portiamo il cane in luoghi interessanti, come un parco, il mare e nella bella stagione permettiamogli di fare il bagno. 
Importante è anche il contatto con altri cani, soprattutto nei cuccioli che devono imparare a sviluppare le competenze sociali. Cerchiamo il più possibile di farli socializzare con cani equilibrati per evitare che esperienze negative possano in futuro influire sul carattere. In questo compito delicato possiamo farci aiutare da un educatore e frequentare una puppy class e le classi di socializzazione. Non tutti i cani amano stare con i loro simili, soprattutto se non hanno ricevuto da cuccioli la giusta socializzazione. Quindi non obblighiamoli a fare amicizia per forza con chiunque, i risultati sarebbero catastrofici con il rischio di zuffe e morsi. 


Momenti di gioco per Neve e Zoe


Condividere esperienze crea un legame forte, per cui oltre alle passeggiate quotidiane facciamo partecipare il cane anche alle attività della famiglia (quando possibile) e per farlo dobbiamo ricordarci dell'importanza di una buona educazione da impartire sin da cuccioli: un cane ben educato potrà venire con noi in molti più posti senza creare disturbo a noi o ad altri. Il fine settimana al posto di chiuderci in un centro commerciale organizziamo delle gite a misura di fido, farete felice lui, ma anche il resto della famiglia. E se proprio dobbiamo andare a fare la spesa il cane lasciamolo a casa e al nostro rientro portiamolo a fare una bella corsa, per loro  non è sempre meglio venire a tutti i costi con noi, ci sono luoghi per loro molto stressanti per luci, rumori, odori, troppa gente, caldo, ecc.



Ci sono molti giochi che possiamo fare insieme: cerchiamo di sfruttare le attitudini del singolo cane, ad esempio per i cani da riporto la pallina può essere un gioco molto divertente, per le razze da caccia organizziamo dei giochi di ricerca in cui debbano usare il fiuto, per i cani da difesa il tira e molla è l'ideale, ma non fermiamoci solo alla razza ma scopriamo l'indole e le attitudini del singolo soggetto, anche i cani da compagnia si divertono molto in queste attività.



Naily mentre si esercita nel obedience 


Non dimentichiamoci dei numerosi sport cinofili , tra i più comuni c'è il disk dog, l'agility dog, gli sport da traino, Dog-trekking & canicrossBike-Joring e il Dog-Scooteringski-joring e la pulka, per praticare questi e gli altri sport è opportuno far fare una visita specifica dal nostro veterinario di fiducia per assicurarci che il cane sia in condizioni di salute ottimali. Evitiamo il fai da te, lo sport è una cosa seria, facciamo seguire ,almeno inizialmente da un buon centro cinofilo.


Erica

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giovedì 14 gennaio 2016

ski-joring e la pulka

Nel post precedente abbiamo concluso le discipline di traino dryland, ovvero quelle che si corrono su piste sterrate; da qui in poi tratteremo delle attività wetland, che si possono svolgere solo in presenza di neve.


Come per gli altri sport anche per praticare lo ski-joring e la pulka è necessario che il cane abbia già imparato i comandi con il 
dog-trekking ; è inoltre indispensabile che il musher sia un abile fondista, poichè, in queste attività, il conduttore si sposta munito di sci. 
Lo SJ è l’omologo su neve del dog trekking; il musher, che indossa gli sci da fondo ha il proprio cane legato in vita; il cane è dotato di imbragatura e corre davanti al musher aiutandolo specialmente nelle salite.
La pulka è una specialità caratteristica del nord Europa (Norvegia): il cane, tramite delle tirelle rigide, traina un piccolo slittino al quale è collegato il musher, che, anche in questo caso, indossa gli sci da fondo.
Se però lo SJ è nato per scopi puramente sportivi, la pulka ha invece origini più antiche e pragmatiche: questa disciplina nasce, infatti, nei paesi della Scandinavia e trae origine dalla vita quotidiana dei popoli scandinavi che si servivano della pulka (lo slittino) per andare a caccia: davanti ad essa venivano attaccati uno o due cani da caccia, nella pulka venivano caricate armi, viveri, equipaggiamento di sopravvivenza e, finita la caccia, la preda. Solo in tempi recenti questa attività è stata trasformata in uno sport.

Attrezzatura

Sci a parte, l’attrezzatura necessaria per lo SJ è la stessa del DT: cintura, linea ammortizzata e imbrago da traino. L’unico accorgimento è quello di prendere una linea più lunga per evitare di urtare il cane con gli sci; in caso di incidente infatti, il cane ne risentirebbe sia fisicamente che psicologicamente.
Per la pulka le cose cambiano, alla linea ammortizzata e alla cintura si aggiungono:
Pulka: ovvero lo slittino; nelle competizioni viene zavorrato per simulare un carico;





Tirelle: finimenti rigidi che collegano il cane alla pulka, evitano che, durante le discese, la pulka vada a finire addosso al cane;






Imbrago da pulka: solitamente differisce dal normale imbrago da traino poichè, a differenza di quest’ultimo, ha due punti di attacco situati ai lati del torace del cane invece che uno solo alla base della coda;






P.S: Essendo uno sport molto poco conosciuto all'infuori del Paese d'origine è piuttosto difficile reperire il necessario, sono però riuscita a trovare siti stranieri che spediscono in Italia.


Lee

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martedì 24 novembre 2015

Bike-Joring e il Dog-Scootering

Come il Dog-trekking & canicross, anche il Bike-Joring e il Dog-Scootering sono inizialmente nati per mantenere in forma i cani da slitta durante i periodi di penuria nevosa.
Si tratta delle discipline di traino che prevedono l'uso di MTB e scooter.
Per praticare queste attività il cane dovrà già aver imparato i comandi con il DT.
L'addestramento e i comandi sono quelli che abbiamo descritto nel precedente post, va però ricordato che, date le maggiori velocità che si raggiungono su due ruote, il cane deve avere una certa reattività ai comandi, e il musher deve prestare maggior attenzione durante le uscite. Precisiamo che in questi sport è ancora più importante la scelta dei percorsi: obbligatorio condurre il cane su tracciati rigorosamente sterrati!
N.B: i booties salvano le zampe del cane dalle lacerazioni causate dallo sfregamento col cemento, ma non proteggono dalla durezza del terreno asfaltato che potrebbe danneggiare le articolazioni del cane in corsa.
(Se avete mai provato la differenza tra correre in città e correre sullo sterrato capirete di cosa sto parlando.)
Anche per queste discipline esistono competizioni agonistiche.


Attrezzatura


L'equipaggiamento resta pressoché invariato, si aggiungono:
Antenna: si tratta di un'antenna flessibile, universale per scooter e biciclette, che mantiene sospesa la linea di traino, al di sopra della ruota anteriore, assecondando la direzione di corsa del cane.




MTB/Scooter: dal momento questi sport si praticano su percorsi sterrati è necessario prestare attenzione alla scelta del mezzo: l'ideale è una robusta MTB o uno scooter adatto a percorsi fuori strada o al mushing. Freni validi e cambio efficiente sono essenziali, e ci permetteranno di aiutare il nostro cane collaborando attivamente nei tratti più impegnativi.
Il musher ha tre opzioni: attaccare la linea alla cintura da DT e montare in sella, attaccare la linea direttamente al manubrio della MTB o dello scooter o munirsi di "antenna" da attaccare al manubrio dello/a scooter/MTB.
Personalmente consiglio la terza soluzione, la più sicura, secondo me.




Se alla bici e allo scooter preferite lo skate e i roller potete cimentarvi nelloskate-joring e nel roller-joring munendovi di una mountainboard (o A.T.B.) o di un paio di pattini da fuoristrada e dell'attrezzatura per il DT e... buon divertimento!




Addestramento


Come abbiamo già detto è indispensabile che il cane che ci accompagna in questa attività conosca già le regole fondamentali richieste per il lavoro di traino (non abbandonare il sentiero, non fermarsi o deviare dal percorso scelto, ecc.) e che sia reattivo ai comandi, almeno a quelli base (go, haw, gee, stop).
Per cominciare sarà bene evitare salite e discese troppo impegnative o pericolose. Un sopralluogo preventivo può essere molto utile per controllare lo stato del percorso e l'eventuale presenza di case coloniche/pascoli con cani o animali da cortile liberi.
Dopo il comando di partenza va prestata la massima attenzione per assicurarsi che la linea sia ben tesa.
Inizialmente i percorsi saranno brevi e il nostro contributo sui pedali sarà molto sostanzioso: con questa precauzione il cane imparerà ad amare la corsa e diventerà ogni giorno più forte e resistente. Questo metodo "senza sforzo" può essere impiegato anche con cani senza particolare preparazione fisica. Col tempo il nostro contributo sui pedali diminuirà, permettendo così al cane di sviluppare la sua capacità di traino.
In prossimità di una curva è necessario aumentare la velocità del mezzo rispetto a quella del cane: eviteremo così di essere bruscamente deviati verso la nuova direzione.
Il vero rischio di questa attività è quello della caduta, consiglio quindi di munirsi di un abbigliamento adeguato completo di guanti e casco.


Lee

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giovedì 4 giugno 2015

Obedience: una disciplina tutta da scoprire!

Con questo post vorrei dare inizio ad una serie di articoli in cui potermi addentrare all'interno di questa meravigliosa disciplina cinofila.
L'obedience consiste in una serie di esercizi, inizialmente più semplici, poi più difficili a mano a mano che la classe avanza, che il cane dovrà eseguire su comando del conduttore. 
Ecco cosa ci dice l'ENCI all'art. 2 del documento "norme tecniche e organizzative delle prove di obedience":

"Art. 2 - Scopo 
1. L’Obedience, disciplina aperta a tutti i cani, ha come fine l’insegnamento al cane di un comportamento controllato e collaborativo. 
2. Si tratta di una disciplina sportiva che favorisce la sua buona integrazione nella società. 
Questa disciplina implica una buona armonia tra il cane e il suo conduttore che porta ad una intesa perfetta tra i due anche quando il cane si trovi distante dal conduttore."

Nell'allegato n.2 dello stesso documento troviamo inoltre scritto:
"L’addestramento in Obedience (OB) insegna al cane ad agire in modo controllato e cooperativo. Si deve porre enfasi sulla capacità si stabilire un buon contatto tra cane e conduttore e sulla propensione del cane ad obbedire anche a distanza dal conduttore. Conduttore e cane dovrebbero dimostrare un buon rapporto complessivo."

Questa disciplina prevede 5 classi: predebuttanti, debuttanti, classe 1, classe 2, classe 3.

In questo articolo ci occuperemo di descrivere la classe predebuttanti, di recente introduzione.
Questa classe non è obbligatoria e non vi possono partecipare conduttori che abbiano già presentato soggetti in classe 3. L'età minima prevista per il cane è di 10 mesi e sono ammessi tutti coloro che non abbiano ricevuto già 3 eccellenti in questa classe.
Gli esercizi previsti sono 7, a cui si deve aggiungere la "sociabilità", che viene valutata all'inizio della gara, quando il conduttore si avvia verso il giudice per presentarsi.
Ad ogni esercizio corrisponde un coefficiente di valutazione. Per quanto riguarda la sociabilità il coefficiente è 1.
Vi è poi la condotta al guinzaglio, il seduto fermo con andata e ritorno del conduttore, il richiamo semplice e il richiamo con salto di una barriera e infine il terra in vista da solo per 30 secondi,
L'ordine degli esercizi è a discrezione del giudice che, dopo averlo deciso, terrà lo stesso per tutti i binomi in gara.

In nessuna delle classi è possibile utilizzare il cibo o il gioco per premiare il cane, pena la squalifica. Può essere dato un rinforzo sociale al termine di ogni esercizio, senza però esagerare.
I giudizi posso essere eccellente, molto buono o buono (quest'ultimo per chi ha raggiunto almeno i 75 punti).

Camilla

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lunedì 9 febbraio 2015

La relazione

Tutti noi vorremmo un cane perfetto. Questa è la verità. Un cane equilibrato in ogni situazione, che non dia mai un problema, che ascolti ogni nostra parola con adorazione, che torni al richiamo, che interagisca con gli altri animali con educazione e con razionalità. Quando questo non succede, però, c’è una forte tendenza a dare la colpa al cane, a ritenerlo sbagliato e quasi mai si punta il dito contro noi stessi. Domande come “ Dove ho tappato?” “cosa posso fare per rimediare?” “ Sono stato superficiale in qualcosa?” difficilmente le sento. Anche perché c’è ancora la convinzione che basti una sberla e una sgridata per sistemare un comportamento sbagliato, che per ottenere rispetto dal nostro amico a 4 zampe basta imporsi con la forza, tanto è solo un cane e il cane DEVE obbedire, a priori, perché l’essere umano è superiore in fondo, per cui se questo non succede ad essere sbagliato è, appunto, il cane.
 Io la penso molto diversamente. Per il semplice fatto che quello che è, semplicemente, un cane è forse l’essere vivente che mi dà di più senza chiedere nulla in cambio, che è felice anche solo di starmi vicino, che sorride e scodinzola sempre, ogni volta che mi vede e questo elenco potrebbe essere davvero lungo. Io credo, come per tutte le cose in fondo, che se voglio ottenere un risultato, qualsiasi esso sia, devo impegnarmi, impegnarmi a fondo e applico lo stesso concetto nel mio rapporto coi miei cani. 
Se io dedico parte del mio tempo a soddisfare i loro bisogni e le loro necessità e se mi preoccupo per capire perché emettono determinati comportamenti che non mi piacciono e mi prodigo per aiutarli a superare il loro disagio, crescerà il rapporto tra me e loro. Entra in gioco, quindi, la RELAZIONE. Parola importantissima che racchiude al suo interno tutto ciò che di più importante esiste in un rapporto col proprio cane. Più forte sarà la relazione più intensi e emozionanti saranno i momenti insieme al mio amico a 4 zampe. 
Qual’è il primo fattore indispensabile per creare relazione? Semplicemente, il tempo. Anzi scusate: il Tempo. Non ci vuole molto a capirne il perché: se dedico al mio cane venti minuti della mia giornata sarà difficile creare qualcosa, costruire qualcosa. Se invece ci passo insieme delle ore, il discorso sarà ben diverso. Molte volte mi sento rispondere “ma io lavoro 10 ore al giorno”, “ho la palestra, gli amici, il corso di yoga” e nessuno mette in dubbio gli impegni di ognuno di noi, ci mancherebbe. Io ricordo solo che prendere un cane non ce l’ha consigliato il medico, è stata una nostra scelta e ora che l’abbiamo fatta nostra è la responsabilità della sua salute fisica, mentale e della sua felicità. Quando cominceremo a dedicare più tempo al nostro amico naturali sorgeranno le domande: “ma cosa faccio insieme a lui?”. Ed ecco che si apre un mondo…perché oltre al Tempo vi è anche, importantissima, la Qualità del tempo.
Come prima cosa avremo bisogno di capire il nostro cane, di comprendere perché, per esempio, quando siamo in passeggiata si comporta in certe maniere, quindi la Comunicazione. Senza quest’ultima, non potremmo vivere insieme a qualcuno e quando si è in grado di comunicare, di comprendere e farsi comprendere, ogni relazione diventa speciale. 
Poi sarà necessario e importante che il nostro cane ci ascolti, ci rispetti e ci veda come una guida da seguire. Questa è forse la parte più difficile, perché bisogna staccarsi dalla mentalità che il nostro peloso deve ascoltarci per forza, solo perché noi siamo umani. La Leadership o, se preferite, la figura di capobranco, va conquistata, giorno dopo giorno. Bisogna accreditarsi ai suoi occhi. Ci sono molti modi per farlo: soddisfare i suoi bisogni, mettere in mostra le nostre abilità, proteggere ed essere fonte di sicurezza, sapendo comunicare, rendendo interessanti le iniziative che gli proponiamo. Significa non usare mai la forza per imporci, gli animali sociali non seguono un leader punitivo, egoista e autoritario ma un individuo che dia sicurezza, attorno al quale sembra stia per accadere qualcosa di speciale…”La Leadership è la capacità di creare un mondo al quale il cane voglia appartenere.”



Essenziale è quindi il gioco, attraverso il quale possiamo insegnare qualsiasi cosa divertendo il nostro amico e divertendoci noi. Qualsiasi iniziativa che gli proponiamo, se associata al divertimento, sarà più interessante e entusiasmante. 
Se siamo costretti a casa, non possiamo uscire e di conseguenza neanche il nostro amico potrà divertirsi con le attività che fa di solito all’aperto, ricordiamoci di un’altra cosa importantissima e cioè che il nostro cane ha una testa e anche piuttosto intelligente e sempre nostra è la responsabilità della sua crescita mentale. Tener attiva la mente del nostro cane è un’attività essenziale, perché innanzitutto sarà più sana riducendo la possibilità che compaiano problemi comportamentali, senza contare che si stancherà moltissimo e sarà felice e appagato.
Come ultima cosa metto la Socializzazione, anche se dovrebbe stare all’inizio, per svariati motivi. Un cane che ha la possibilità di socializzare con cuccioli e adulti equilibrati sarà un cane che apprenderà i comportamenti corretti nelle varie occasioni e che quindi saprà rapportarsi con equilibrio. 
Tutto questo solo per dare qualche spunto e per far riflettere su quante sono le cose a cui si dovrebbe pensare per rendere felice il nostro amico a 4 zampe. Tutto questo solo per far capire che la maggior parte delle volte, se il nostro cane sarà perfetto o meno, dipende solo ed esclusivamente da noi, da quanto tempo e dedizione metteremo per farlo crescere in una certa maniera. Tutto questo sperando che qualcuno, leggendo, guardi il proprio cane negli occhi e gli prenda la voglia di andare a farsi una lunga passeggiata con lui, lo faccia giocare e ci si diverta insieme, vada a cercare in internet qualche attività divertente da fargli fare in casa, per tenergli allenata la mente.
Tutto questo per ricordare che in fondo, dentro di noi, tutti siamo potenzialmente dei fantastici proprietari e che con un po’ di impegno potremmo davvero creare un rapporto unico col nostro cane e di cui mai potremmo fare a meno. Tutto questo vuol dire Relazione che ha un unico sinonimo: Amore…



Gabriele

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venerdì 30 gennaio 2015

Dog-trekking & canicross

Prima di iniziare vorrei però precisare che scrivo senza nessuna presunzione: non sono una musher (magari!), non mi definisco neanche una “sportiva”, pratico solo il dog-trekking e un po’ di canicross - per ora - e degli altri sport che citerò ho solo letto libri, visto video e ascoltato le esperienze di chi questi sport li pratica da anni e li ha ormai nel cuore.
Sono sport cinofili un po’ “esotici”, poco conosciuti - nel nostro Paese - e ancor meno praticati: si tratta delle discipline di traino, attività in cui il musher - a piedi, in bici, sugli sci o su slitta - conduce uno o più cani.




Il Dog-Trekking e il CaniCross nascono sia per mantenere in allenamento i cani da slitta in assenza di neve, sia per iniziare i nuovi cani, cuccioli o adulti, al traino. Questi sport si svolgono su sentieri montani a stretto contatto con la natura e sono adatti a tutti i cani in salute, anche se non appartengono alle razze “da traino”; se però il DT è un’attività più rilassante e di contemplazione della natura, il CC è un vero e proprio sport agonistico.
Sono attività alla portata di tutti ma da non improvvisare!

Attrezzatura

L’equipaggiamento utilizzato è lo stesso in entrambe le attività ed è composto da:

Cintura da DT: cintura indossata dal conduttore, realizzata in materiale sintetico e imbottita nella zona lombare in modo da attutire eventuali contraccolpi; può essere sostituita con un imbrago da roccia;




Imbrago da traino: imbrago appositamente studiato, da non confondere con le comuni pettorine. Pensato per distribuire al meglio la forza dell’animale senza provocare pericolosi attriti sulla pelle e senza ostacolare la respirazione e il movimento degli arti. Realizzato in materiale sintetico imbottito nella zone del collo e del torace, per garantire un confort ottimale durante il traino.


N.B: l’errore più comune per chi inizia a praticare questi sport è quello di portare il cane a correre col collare o con la normale pettorina in attesa di comperare l’attrezzatura adatta. Questo, oltre a essere sbagliato (il semplice jogging con il cane non è CC, così come il semplice trekking col cane non è DT), è anche pericoloso per la salute del nostro peloso; quindi, per fare le cose in sicurezza è bene non essere troppo smaniosi di iniziare prima di munirsi dell’attrezzatura adatta.

Becks

Linea ammortizzata: corda in materiale sintetico che collega, tramite moschettoni, la cintura all’imbrago. Ha la particolarità di avere una prima parte elastica (ammortizzatore) così da attutire eventuali strattoni. Nella versione con due attacchi è possibile collegarla a due imbraghi per allenare due cani contemporaneamente.





Booties: sono le “scarpette” per i cani; non sono obbligatorie (a meno che i cani non abbiano già piccole ferite alle zampe) ma sono utili nel caso di percorsi sterrati e per cani con polpastrelli delicati.

N.B: da trekker vi do un consiglio spassionato. Per praticare questi sport - o anche solo per fare un’escursione - due cose sono indispensabili:scarpe adatte e scorte d’acqua per voi e per il vostro cane.



Comandi

Essendo veri e propri sport e non semplici passeggiate/corse nella natura, il cane deve rispondere a ben precisi comandi - gli stessi utilizzati nello sleddog - che permettano al conduttore di guidarlo lungo il percorso scelto.
Generalmente, si utilizzano i comandi internazionali, anche se va benissimo anche il semplice “destra”, “sinistra”, ecc. Il vantaggio dei comandi internazionali è che, se il cane dovrà stare in team con altri cani abituati a quella tipologia di comando, non avrà difficoltà a capire l’ordine. Inoltre, il comando internazionale è verbalmente corto e incisivo, quindi di rapido apprendimento e difficilmente fraintendibile.
I comandi internazionali sono:

Stay: (pron. stèi) perché il cane stia fermo al suo posto, ad esempio, per imbragarlo;
Line: (pron. làin) stare in linea col muso rivolto in avanti, tenendo la linea ben tesa, sia in corsa che da fermo;
Hike/mush/go: (pron. hàik/màsh/go) via, partenza;
Ahead: (pron. ehèd) diritto, avanti (in caso di incroci o sorpassi);
Gee: (pron. gi) destra; - Come gee: (pron. cam gi) inversione a 180° a destra;
Haw: (pron. ha) sinistra; - Come haw: (pron. cam ha) inversione a 180° a sinistra;
Easy: (pron. ìsi, con la “s” di “rosa”) rallentare;
Whoa/Stop/Alt: (pron. uooò) fermo.

Addestramento

Prima di iniziare a spiegare questa fase vorrei fare una piccola considerazione personale.
E’ possibile iniziare ad approcciare i cani a questi sport anche da cuccioli; il mio consiglio però è aspettare. Dal momento che iniziamo questi sport per scopi puramente ludici, a mio parere ci sono altre attività da fare insieme per imparare a conoscersi e instaurare un giusto e solido rapporto; sarebbe quindi opportuno dedicarsi alle regole basilari, alla socializzazione del cucciolo, alla condotta al guinzaglio, all’ obbedienza di base, ecc. prima di iniziare a praticare un qualsiasi sport cinofilo.

Detto questo, vediamo come iniziare l’approccio a questi sport.

Il primo passo per iniziare questi sport è far familiarizzare il nostro cane con l’imbrago da traino: per infilare l’imbragatura al cane bisogna metterlo in piedi e tenerlo saldamente con le ginocchia all’altezza delle reni. Quindi, afferrata l’imbragatura con due mani, va infilata prima dalla testa e successivamente dalle zampe anteriori una per volta.
Se il cane si mostra spaventato dall’imbrago è importante non forzarlo ed aspettare che sia tranquillo, a costo di compiere l'azione in più fasi. Indossato l'imbrago premiare sempre il cane sia verbalmente che con tante coccole.
Il cane, soprattutto se adulto, potrebbe non trovarsi a suo agio con l’imbrago e potrebbe quindi tentare di sfilarselo o di morderlo. Questi comportamenti sono normali: il mio consiglio è di lasciarlo fare, di accarezzarlo, lodarlo e invitarlo al gioco così che si abitui all’imbragatura senza “traumi”, ammonendolo con un semplice “no” solo se e quando cerca di morderla.

L’addestramento inizia con l’insegnamento dei comandi che deve avvenire su percorsi poco frequentati (in modo che il cane abbia poche distrazioni), a temperature non elevate, su percorsi aventi bivi e che non presentino salite ripide o discese scoscese.
Il cane deve imparare a mantenere un’andatura costante, perciò se si mostrerà troppo esuberante sarà compito nostro avere pazienza e dissuaderlo dal mantenere questo comportamento fermandoci e ripartendo solo quando si sarà calmato. Dovrà anche imparare a tenere il sentiero, senza cedere alla tentazione di esplorare i dintorni: per abituarlo sarà sufficiente ammonirlo quando abbandonerà il percorso.
Per insegnare i comandi di partenza e di arresto è sufficiente associarli all’azione: “Go!” e inizio a camminare/correre, “Stop!” e mi fermo. 
Per i comandi direzionali consiglio questa procedura: ad una decina di metri prima di un bivio rallentare l’andatura e iniziare a dare il comando ritmicamente; in procinto della svolta, continuando a dare il comando ritmicamente, osservare dove svolta il cane: se svolta correttamente (anche se per puro caso), elogiare e ricompensare; se sta per sbagliare direzione, fermarsi prima del bivio, correggere con un secco “no” seguito dal comando corretto che si desidera venga eseguito. Nel momento in cui il cane prende la giusta direzione riempire il cane di lodi e incoraggiamenti.
Alcuni nelle fasi iniziali trovano utile usare, insieme all’attrezzatura da DT, un guinzaglio lungo da tenere in mano agganciato al collare del cane, in modo da suggerirgli manualmente la direzione prima del bivio.
Ovviamente i comandi vanno ripetuti più volte in modo che il cane li assimili: inizialmente consiglio percorsi brevi, soprattutto se il cane non è abituato. Le prime sessioni non devono superare i 30 minuti. Durante le uscite è consigliabile effettuare alcune soste per abbeverare il cane e premiarlo anche con dei bocconcini. Sarebbe utile abituare il cane a espletare i propri bisogni nei primi 5 minuti di passeggiata ma, soprattutto durante le prime uscite, non rimproveratelo se si ferma a marcare a ad annusare.
Soprattutto in caso di uscite particolarmente impegnative e in presenza terreni aspri o nevosi è bene controllare lo stato di salute generale del cane facendo particolare attenzione alle zampe, ai cuscinetti e agli spazi interdigitali sia durante che dopo la sessione di allenamento.
Se il cane risulta svogliato o stanco interrompete l’addestramento.
Conclusa l'uscita è importante togliere l'imbrago al cane e rimetterlo al guinzaglio: il ripetere tale situazione porterà in breve tempo il cane a scindere le due tipologie di passeggiata.


Lee

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giovedì 30 gennaio 2014

Riflessioni di una novellina: la motivazione in obedience

Da qualche mese ho iniziato a praticare obedience con Naily.
L'obedience è una disciplina affascinante che valorizza la precisione e il rapporto che il cane ha con il suo conduttore. Ed è proprio da questa ultima caratteristica che parte il mio ragionamento.
Attualmente seguo le lezioni in un campo in cui non viene quasi per niente valutato l'aspetto della motivazione del cane, anzi. Partono proprio dal concetto che il cane deve fare quello che gli viene richiesto senza discutere, per il semplice motivo che siamo noi a chiederlo. Ecco.. questo concetto lo vedo corretto se applicato all'educazione di un cane nella vita quotidiana: noi non possiamo chiedere ad un cane di non attraversare una strada trafficata o di non mordere un passante, noi lo dobbiamo pretendere. 
Ma non riesco ad applicare questo concetto all'ambito sportivo.
L'obedience (come l'agility, il disc dog, il mondioring, e via dicendo) è uno sport che noi, e solo noi, abbiamo deciso di praticare; quindi il minimo sarebbe cercare di rendere piacevole questa attività anche per il nostro cane. Convincerlo che una condotta è più divertente dell'andare ad annusare in giro, convincerlo che un salto o un riporto possono essere belli quanto osservare i passanti o scorrazzare per i prati. Non è facile, per niente. Ma il bello è anche questo.. la sfida per me è proprio questa!
Troppi consigliano la deprivazione: "non farlo giocare con gli altri cani", "non farlo interagire con altre persone", "non interagire con lui se non per chiedergli qualcosa", "se lo porti fuori tienilo sempre a guinzaglio in modo che non possa scorrazzare troppo in giro". Di queste frasi ne ho sentite troppe, e non riesco più ad accettarle. Con che coraggio dovrei impedire a qualcun'altro di vivere (perchè di questo si tratta) solamente per rispondere al mio ego personale?
Ma cosa scatta nella testa di certe persone per spingerle a certi ragionamenti?
Anche a livello di autostima personale, non è meglio sapere che qualcuno resta con noi per scelta, perchè ci reputa interessanti e importanti per lui, invece che stia con noi esclusivamente perchè costretto a farlo?
Questa è ovviamente la modesta riflessione di una pivellina che si affaccia solo ora a questa bellissima disciplina; non ho la più pallida idea di dove arriverò e se ci arriverò.
L'unica cosa di cui sono certa e in cui mai smetterò di credere è una sola: voglio che Naily scelga me e scelga di gareggiare con me perchè mi reputa una persona interessante e importante per lei, capace di renderle piacevole un sport difficile e di precisione come l'obedience.

Camilla