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mercoledì 1 marzo 2017

Perché scegliere il proprio cane in canile

Ci tengo a precisare che quello che scriverò in questo articoletto si basa sulla mia piccola esperienza di un anno e mezzo in un rifugio gestito da soli volontari. 
Per motivare il titolo forse per prima cosa sarebbe più semplice e immediato iniziare a parlare di quelli che, secondo me, sono i pochi motivi che ci possono spingere a fare una scelta diversa dall'adozione. Per me sono solo due: 
Amare una razza in particolare conoscendone pregi e difetti e desiderare un cucciolo della stessa. 
Per  lavoro, esempio, vi serve un paciosissimo Golden per la Pet Therapy.

Insomma, i motivi per scegliere di togliere un cane dal box sono veramente tantissimi e questa non dev'essere per forza una scelta "sacrificata", nel senso che non bisogna partire con l'idea che si va in canile solo per "salvare" un cane, per fargli un favore, per portarlo a casa e prepararsi a convivere con i suoi problemi. I cani problematici ci sono, però ne troverete altrettanti di normalissimi, equilibrati e in grado di vivere una normale vita in famiglia.  
Spesso si sente dire che in molti canili i cani vengono affidati superficialmente a famiglie poi non in grado di gestirli, determinando una convivenza infelice per entrambi. È vero, capita che con la scusa di toglierli dal box si spaccino cani con problemi per agnellini; ma non è così in tutti i posti. 

Anzi, personalmente conosco diversi canili in cui gli affidi sono molto meticolosi, compresi quello dove faccio la volontaria. Certo, bisogna tenere presente che anche chi si occupa delle adozioni è un essere umano e può sbagliare. È compito di chi vuole un cane tutelarsi quando arriva il momento di portarne uno a casa, soprattutto i neofiti devono avere la pazienza e la voglia di cercare il cane giusto, nel posto giusto (chi non si sente sicuro può sempre trovare una persona di fiducia che gli dia i consigli di cui ha bisogno).E non è che trovare l'allevamento serio sia più facile di mettersi a cercare fra le gabbie dei canili. Le probabilità di imbattersi in un truffatore, se si sceglie per l'acquisto di un cane e si fanno le cose in fretta e furia presi dall'entusiasmo, sono altissime.  
Chi vuole adottare ( o comprare) un cane si deve tutelare, è facile affidarsi agli altri per comodità e dopo dire "mi hanno imbrogliato" per fare la scelta giusta bisogna andare in canile più volte, vedere tanti cani, chiedere e informarsi.  
Altra cosa importante di cui parlare sono i cuccioli proveniente dai canili, sempre richiestissimi: è vero, sono carini, si possono educare fin da piccoli, ma certe mancanze di quel periodo rimangono e poi vengono fuori nel cane adulto. Spesso non si sa  cosa ci si sta portando a casa e  di questo bisogna esserne consapevoli.  
Io se ora come ora dovessi recarmi in un canile sconosciuto per adottare un  cane, ne sceglierei uno di almeno due o tre anni, età in cui il carattere è già formato. 
       

Ricapitolando, la scelta di adottare un cane non è assolutamente più difficoltosa di quella dell'acquisto di un cucciolo. 
Vorrei aprire una piccola parentesi per i cani problematici: sicuramente quella di portarsi a casa un cane in difficoltà dev'essere una scelta fatta con consapevolezza, ma io penso che, per chi ha voglia di mettersi in gioco, le soddisfazioni possano essere davvero grandissime. E soprattutto ricordiamoci che ciò che può essere un problema per gli altri magari non lo è per noi, o viceversa. Quindi un cane può essere "problematico" a seconda del posto in cui vive, penso ai così detti cani fobici, incapaci di vivere in un contesto cittadino ma che spesso in campagna non hanno nessun tipo di problema … 
Se volete un cane e non avete nessuna esigenza particolare, andate in un canile … potreste trovare quello cucito su misura per voi. La scelta è infinita, e farete anche un bel gesto. Qualsiasi sia il posto da cui arriverà il vostro compagno di vita, ricordatevi sempre la cosa più importante di tutte: i cani sono esseri viventi e  anche se tutto è fatto con la maggiore attenzione possibile, possono nascere con un carattere difficile (anche se i genitori sono i cani più docili del pianeta) possono avere dei traumi, farsi male o ammalarsi. Non esiste una garanzia per la vita, il nostro compito è quello di amare il nostro cane al di là delle nostre aspettative.



Serena.

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mercoledì 16 novembre 2016

ENCI contro la tassa sui cani non sterilizzati

Ci teniamo a condividere anche sul blog il comunicato che l'ENCI ha trasmesso in riferimento all'emendamento alla nuova legge di bilancio. La proposta sarebbe quella di tassare i proprietari o detentori di cani non sterilizzati e questo servirebbe ipoteticamente per finanziare le attività dei comuni contro il randagismo (ricordiamo che i Comuni pagano un tot al giorno per ogni cane accalappiato nel loro territorio e inserito in un canile convenzionato).

Il comunicato ENCI potete ritrovarlo a questo link.

L'opinione mia e di Erica coincide con quella dell'Ente della cinofilia italiana. 
Tassare i proprietari di cani non sterilizzati non è la soluzione ad un problema che ha che vedere con una cultura cinofila praticamente inesistente sul territorio nazionale e non certo con quell'una o due cucciolate all'anno che vengono fatte da molti piccoli allevatori amatoriali.
Ci sono inoltre cani che per motivi di salute non posso essere sterilizzati e che quindi sarebbero anch'essi, assieme ai loro proprietari, penalizzati da questa ulteriore tassazione. 
Per di più si potrebbe pensare ad un deleterio disincentivo alla microchippatura.

In questo post ho spiegato qual è il mio pensiero riguardo all'allevamento del cane di razza collegato al fenomeno del randagismo.

Attendiamo ora di vedere se anche altri enti, ad esempio l'ANMVI, esprimeranno il loro parere in merito e se questa proposta verrà o meno malauguratamente applicata.

Camilla

giovedì 25 agosto 2016

L'amore non si compra, si adotta! ... ne siamo veramente sicuri?

"L'amore non si compra, si adotta!"
Ho una bella maglietta che uso ancora che mi ricorda come nella vita si può cambiare idea, basta aver voglia di capire e analizzare le diverse situazioni. 
Cambiare idea non significa essere delle banderuole prive di qualsivoglia capacità di prendere decisioni. I principi devono restare gli stessi, e in questo caso il principio è il benessere del cane. Il cambiamento di idea sta nel fatto del capire COME rendere possibile questo benessere, ampliandolo a quanti più soggetti possibili.
Quando ho iniziato questa meravigliosa avventura cinofila, ero dell'idea che la continua "produzione" di cani e l'attività di allevamento fossero quanto più di deleterio ci può essere per la piaga del randagismo. "Più cani si fanno riprodurre e più i canili si riempiono" era il mio punto di partenza. Ora mi ritrovo in famiglia con una femmina sterilizzata presa in canile, una femmina intera comprata e i suoi 6 meravigliosi cuccioli.
Cos'è avvenuto nel mezzo?      
Tutta una serie di meravigliosi incontri, e altri invece un po' meno positivi,  ma comunque illuminanti, utili a farmi cambiare idea sul concetto di allevamento canino collegato alla riduzione del randagismo. Vi sembra un controsenso? A me no, e ora vi spiegherò il perché.


Premetto che non faccio assolutamente riferimento ad allevatori che producono una cucciolata dietro l'altra senza nessun tipo di selezione e senza nessun tipo di impegno nella ricerca della crescita ottimale dei cuccioli, in tutti i suoi aspetti. Quelli non andrebbero neppure più presi in considerazione nel 2016: la cultura cinofila è ora accessibile a tutti, basta volerlo.
D'ora innanzi farò riferimento solamente ad allevatori con la A maiuscola, che per l'appunto mettono in atto tutto un programma di selezione e di corretta crescita del cucciolo.

Andate in un canile qualsiasi e valutate la percentuale di cani di razza presenti (esclusi i cani da caccia, perché per molti cacciatori bisognerebbe fare un discorso a parte). Parlo di cani di razza in cui è palese la produzione in allevamento, e non di quelli presi in saldo e provenienti dall'Est Europa o fatti nascere ad capocchiam da privati. La percentuale di meticci è elevatissima. 
Parlate poi con qualche volontario e domandate quante telefonate ricevono al giorno per uno di questi bastardini e quante ne ricevono invece per quei pochi cani di razza. Magari quei cani di razza hanno pure un carattere molto difficile, probabilmente sono paurosi se non addirittura aggressivi; poco importa: le chiamate saranno sempre e comunque più numerose per loro.
Per non parlare poi di quando avviene qualche sequestro di cuccioli provenienti dall'Est: l'idea di potersi portare a casa gratis un cucciolino di razza fa gola a molti, e poco importa che quel cane si porti dietro le peggiori malattie, anche infettive, o che possa risultare completamente deprivato a livello comportamentale. E' di razza ed è gratis, questo basta e avanza. Salvo poi se ci sono problemi, lamentare il fatto che i cani di razza sono tutti delicati e hanno tutti un carattere orrendo. 
Grazie al cavolo.

Prendete ora un cane di razza nato in un Allevamento serio, a cui sia stato concesso nei primi mesi di vita di crescere serenamente e di essere stato stimolato adeguatamente, oltre ad avere assunto un'alimentazione adeguata. Il cane sarà non solo bello (che ai fini della compagnia importa fino ad un certo punto), ma sarà ben educato e sano. In caso di problemi, quanto ci metterà quel cane ad essere piazzato da un'altra parte? Difficilmente finirà in canile, ma molto più probabilmente entrerà a far parte di un'altra famiglia che saprà garantirgli un'esistenza felice. 
Un allevatore serio, in caso di problemi, si riprende il cane e non se ne dimentica dopo averlo venduto. Questo garantisce una base sicura non solo per i proprietari, ma anche per il cane stesso. Inoltre si accerterà anche di affidare i suoi cuccioli a famiglie adatte, e non solo a coloro che son bravi solo a metter mano al portafoglio. Poi, per carità, l'errore di valutazione è sempre possibile.. ma diciamo che uno fa di tutto per trovare il meglio. 

Ecco spiegato il motivo per cui, con il tempo, ho capito che l'allevamento etico, accompagnato da una diffusione della cultura cinofila nel territorio, potrebbero portare ad una riduzione drastica del randagismo.  I canili non sono pieni di cani prodotti da Allevatori, i canili sono pieni di ignoranza. 

Camilla



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