Tutti noi felici proprietari di animali stiamo per iniziare un periodo impegnativo: quello della muta del pelo.
In un altro post, che potete trovare a questo LINK, vi ho spiegato che cos'è la muta e in che modo affrontarla; oggi invece vi voglio dare qualche idea su come riciclare il pelo che viene via spazzolando i vostri cani e gatti.
Dove smaltirlo.
Purtroppo nella maggior parte dei comuni non è possibile gettare il pelo degli animali (e neppure i capelli) nel bidone del rifiuto organico, perchè entrambi impiegano moltissimo tempo a decomporsi; vi invito quindi a controllare il loro corretto smaltimento recandovi presso il vostro Comune o nei calendari della raccolta differenziata che vengono distribuiti dalle aziende incaricate.
Lana di pelo.
Avendo a che fare con la muta di una samoiedo, oltre a quella di una pastore australiano, mi sono spesso interrogata su come poter impiegare tutto il pelo che raccogliamo ogni anno durante questo periodo. Cercando in rete ho trovato diversi siti che filano il pelo di cane trasformandolo in lana; il filato ottenuto pare essere migliore anche della lana di pecora, il problema è che ha costi decisamente poco accessibili.
Aiutiamo gli uccellini.
Un altra idea che mi è stata data durante una trasmissione televisiva è quello di fornirlo agli uccellini selvatici come materiale per costruire i propri nidi. Parrebbe infatti essere particolarmente indicato per tale scopo perchè rende il nido soffice e crea una sorta di isolamento termico, mantenendone la temperatura. Basti pensare che i cani non vanno tosati proprio perchè il pelo serve come termoregolatore.
Potete appallottolare leggermente il pelo una volta tolto da cardatore e spazzole e appenderlo ai rami di un albero con una molletta da bucato, legnetti, pezzetti di spago, pezzetti di lana e via dicendo; in questo modo gli uccellini avranno il materiale per costruire i loro nidi.
Il pelo di Greta appeso a un ramo.
Vicino a questi materiali, per attirarli gli uccellini, potete fornire loro anche del cibo; in commercio esistono delle palline create appositamente per i volatili insettivori come le cinciallegre, meglio toglierli dalle confezioni fatte in rete perchè potrebbero restare impigliati con le zampette . Potete anche mettere delle mangiatoie in cui lasciare le briciole provenienti dalle vostre tavole (di biscotti, torte, pane, grissini...) e sementi varie . Io acquisto il mangime sfuso per pappagalli di grandi dimensioni, non è molto caro ed è apprezzato maggiormente di quello apposito per uccellini selvatici, inoltre potrebbe attrarre anche gli scoiattoli.
Per arginare le perdite di petrolio.
Durante disastro ambientale del 24 aprile 2010 in cui una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico dopo un incidente ha riversato in mare milioni di barili di petrolio, l'associazione Matter of Trust ha raccolto tonnellate di pelo, capelli, le ha infilate in calze nylon che ha utilizzato poi per circondare le aree interessate per arginare l'espandersi del petrolio.
Voi conoscete altri metodi alternativi per utilizzare il pelo dei nostri beniamini?
Erica
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Lunedì 1 Maggio, approfittando del giorno di festa, abbiamo deciso di fare una gita non impegnativa, dato il tempo incerto, e di portare solo Greta, che date le sue dimensioni ridotte è facile da gestire in caso di pioggia.
Erica e Greta vicino ai mulini di Portogruaro
Brevi cenni sul paese.
Portogruaro è un comune in provincia di Venezia; posizionaro nelle vicinanze di Concordia Sagittaria, cittadina famosa per essere stata un importante centro romano ed è di passaggio per giungere le località balneari di Caorle, Bibione e Lignano.
Passeggiando per il centro.
Ci sono molti monumenti e palazzi che vale la pena visitare e fotografare. Va assolutamente preso un aperitivo in uno dei bar con i tavolini all'esterno. Quasi tutti i locali sono amici degli animali e non si fanno problemi ad accogliere anche all'interno i cani. Il centro non è grandissimo ma merita una passeggiata. Ci sono molti scorci particolari come i Mulini di Sant'Andrea, che spesso accolgono mostre con ingresso libero. Se oggi i mulini sono scenografici nel Medioevo erano di primaria importanza perché, essendo gli unici all'interno della cerchia muraria assicuravano agli abitanti il sostentamento anche in caso di assedio.
Lì vicino c'è anche una piccola passeggiata lungo un sentiero sterrato che costeggia il fiume Lemene.
Parco della Pace.
Facilmente raggiungibile dal centro o dalla stazione delle corriere, c'è questo bel parco, in cui è consentito l'accesso anche ai cani purchè tenuti al guinzaglio. C'è anche un area giochi per i bambini, il parco è ombreggiato, quindi è piacevole passeggiarci anche in estate.
Greta vicino alla mappa del Parco
Nei dintorni.
Se volete continuare a visitare altri mulini vi consiglio quello di Stallis. Non è semplicissimo da trovare, meglio utilizzare il navigatore (volendo c'è un percorso da fare in bicicletta) e si trova in via Stalis 2, Gruaro -Ve-. E' interamente immerso nel verde e c'è una strada bianca a basso traffico in cui è piacevole fare una camminata. Questi mulini hanno la particolarità di trovarsi esattamente tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.
Pier e Greta vicino a un mulino.
Erica E' vietata la riproduzione del testo, o parti di esso, e delle immagini, senza riportarne la fonte o chiederne il consenso.
Secondo una ricerca condotta sui consumi in 22 paesi il 65% della popolazione ha almeno un animale domestico. In vetta alle classifiche con il 33% c'è il nostro amato cane, al secondo posto c'è con il 23% il gatto e, al terzo posto con il 12% il pesce rosso. In Italia, in seguito alle statistiche stilate dall' Iri Information Resources, pare che nel 55,6 per cento delle case ci sia almeno un cane e nel 49,7 % almeno un gatto, a seguire ci sarebbero uccelli, pesci, rettili e piccoli roditori. Sembrerebbe che i single per il 65% preferiscano i gatti rispetto ai cani , e questo non ci è difficile da capire visto il maggiore impegno che comporta avere i secondi. Ovviamente anche nelle case delle Sguinzagliate il cane è l'animale più presente. E voi quanti e quali animali avete? Erica
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Nell'ottobre del 2010 morì improvvisamente Lucky, il mio piccolo maltese con il quale ero cresciuta. Per tutta la famiglia fu un dolore immenso, insopportabile. Nel gennaio del 2011 io e mia sorella decidemmo di recarci in un canile per cercare un altro cucciolo che potesse riempire la nostra casa ormai così vuota.
Arrivate in canile trovammo 8 splendidi cuccioli insieme alla loro mamma. Erano tutti bellissimi e tremendamente dolci. Non sapendo quale prendere, scegliemmo la prima che ci venne incontro per farsi coccolare. Aspettammo con ansia che passassero i primi 60 giorni per poi separarla dalla mamma e dai fratellini e accoglierla in casa con noi.
Da quel giorno sono passati ben 5 anni, ormai lei è la regina di casa e tutti nutriamo un amore profondo per lei.
Ad ottobre 2015 andai a convivere con il mio ragazzo, i miei genitori mi supplicarono di lasciare a loro Kira, perché per loro è una terza figlia.
Nonostante cambiai casa lei stava spesso con me, e tuttora non passiamo più di 3 giorni senza vederci. Ero decisa a non prendere altri cani, non ero pronta a dedicarmi completamente ad un cucciolo, avevo bisogno di vivere tranquillamente senza dover rendere conto a nessuno.
Passò così un anno, durante il quale mi convincevo che non era ancora il momento, ma che prima o poi ne avrei preso uno tutto mio.
Durante l'estate un'amica di famiglia, sapendo del mio amore per i cani, condivise con me questa storia:
Il proprietario di una Beagle abbandonò tre cuccioli in quanto meticci. Erano due sorelline e un fratellino. Quest'ultimo era purtroppo deceduto mentre le due sorelline cercavano casa.
Mi inviò le foto e dopo due minuti chiamai i responsabili dell'associazione che se ne stavano occupando.
Avevo sempre sognato di avere due cani contemporaneamente, e decisi di chiedere l'adozione di entrambe. Non potevo assolutamente dividerle ne tanto meno scegliere una tra le due.
Alla fine, dopo aver inviato tutti i moduli mi dissero che era rimasta solo lei, la piccola dagli occhi azzurri. Rinunciai ad andare in vacanza, nonostante avessi già prenotato e pagato una caparra. Ad agosto arrivò lei, Zoe, un piccolo terremoto in grado di conquistare chiunque.
Ricordo ancora il primo giorno che arrivò, la volontaria la tirò fuori dalla gabbietta del furgone e lei si lanciò letteralmente tra le mie braccia riempendomi di baci. Fin dal primo giorno è stata affettuosissima con tutti, così dolce quanto allo stesso tempo tremenda.
Nel corso del tempo scoprii che soffriva di ansia da separazione, decisi a questo punto di adottare un altro cane. In questo modo potevo sia realizzare il mio sogno che cercare di aiutare lei a superare questo problema.
Tramite la stessa amica di famiglia che mi invogliò a prendere Zoe contattai una volontaria di un canile in provincia di Roma.
Volevo un cane di un paio di anni, ero un po scettica nel dover fare questa scelta a distanza. Ma poi tra tutti vidi lui, aveva uno sguardo tristissimo ma allo stesso tempo sembrava sorridesse.
Non si sapeva bene quale fosse stata la sua vita nei primi mesi dopo la nascita, lo trovarono da piccolo che vagava per le strade e lo misero in canile e da li non era più uscito. Me lo descrissero anche caratterialmente e aveva tutti i requisiti che cercavo in un cane. Mi buttai e accettai di adottare lui.
Sono passati solo 3 mesi dal suo arrivo e giorno dopo giorno scopro un pezzetto in piu di lui e ogni giorno sono sempre più felice della scelta che ho fatto.
Nonostante la timidezza iniziale è un bel peperino anche lui ma è di una tenerezza infinita.
Ormai tra lui e Zoe c'è una complicità pazzesca. Come tutti i fratelli spesso litigano e si punzecchiano ma non possono fare a meno uno dell'altro. E soprattutto io non posso fare a meno di loro.
Francesca
Nemo e Zoe
Nemo e Zoe mentre gocano
Nemo e Zoe
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Ho sentito spesso parlare bene di molti canili, ma allo stesso tempo mi sono state raccontate, ed ho vissuto in prima persona, altrettante esperienze estremamente negative.
Questo mi ha portato a pormi parecchie domande e perplessità sull'argomento e soprattutto mi sono chiesta se sia un bene consigliare a persone spesso neofite di rivolgersi ad un rifugio.
In un altro post - che potete trovare qui - Camilla ci poneva di fronte a un dilemma: se fosse o meno realmente più etico adottare un cane piuttosto che acquistarlo in un Allevamento serio.
Ho intenzione nei prossimi articoli di raccontare alcune esperienze, sia positive che negative, di persone che si sono rivolte ad un canile da cui spero possiate trarre alcuni consigli utili per aiutarvi nella scelta del rifugio più adatto alle vostre esigenze.
Capita sempre più frequentemente di sentir parlare - o leggere su forum e social network - di operazioni dal dubbio valore intitolate pomposamente "svuota canili" sulle quali, come avrete già intuito, sono assolutamente contraria in quanto fermamente convinta che sia meglio avere un numero minore di cani adottati ma per sempre piuttosto che svuotare un canile per un solo mese (o anche meno...) col bagaglio di esperienze negative e traumi più o meno gravi che questo provoca ai nostri amici pelosi al rientro nella struttura e che si ripercuoteranno inevitabilmente sulla loro futura adottabilità.
Tuttavia, anche quando i volontari scelgono con cura la famiglia per un cane e sembra che la storia non potrà che avere un lieto fine, possono crearsi delle situazioni imprevedibili che rendono quell'adozione non eterna e stesso dicasi per chi si rivolge ad un Allevamento serio, magari avendo anche seguito una adeguata preparazione informativa sui comportamenti, le abitudini e le complessità della razza scelta.
Non si può quindi fare di tutta l'erba un fascio e con questi articoli non vogliamo di certo sconsigliare l'adozione ma spingervi a scegliere con cura il vostro nuovo membro della famiglia.
Ci piacerebbe raccogliere anche le vostre esperienze, sia di volontariato in canile che di adottanti, potete inviarcele al nostro indirizzo mail lesguinzagliate@gmail.com
Erica.
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Recentemente ho affrontato una discussione sulle
normative in vigore riguardanti la registrazione del cane in anagrafe canina e
dell’immissione del microchip. Queste norme non sono le stesse in
tutta Italia, io vi riporto quelle riguardanti il Friuli Venezia Giulia, regione
in cui risiedo.
Sul sito della regione trovate comunque tutte le
informazioni utili ( regione.fvg ).
Il regolamento è entrato in vigore il 9 luglio 2015 e la Regione Autonoma Friuli Venezia
Giulia è la prima ad aver fissato delle normative dettagliate riguardanti la
tutela degli animali domestici.
Qui di seguito una piccola sintesi con le norme:
I cani detenuti in appartamento devono uscire in
passeggiata almeno due volte; i cani custoditi in recinto,
almeno una volta [...]
I recinti per i cani non devono essere inferiori a 15mq.
Ogni cane in più presuppone l'aggiunta di 6mq.
I cani e i gatti non possono essere lasciati in terrazze
o balconi senza possibilità di accesso all'interno
dell'abitazione; non possono essere chiusi in rimesse o
cantine.
I cani non devono essere tenuti a catena fissa. E' ammessa
la catena scorrevole solo nel caso in cui non sia possibile in
altro modo evitare la fuga , ma solo per otto ore al giorno;
il restante tempo il proprietario deve acconsentire al cane
l'accesso nell'abitazione.
I gatti che vivono all'esterno, devono poter accedere ad
un riparo durante la notte e condizioni meteorologiche
avverse; in caso di malattia deve essere garantito un
ricovero sufficientemente riscaldato all'interno della casa.
Va assicurata la pulizia giornaliera della lettiera.
Devono essere garantite ai cani e ai gatti la cure sanitarie
dal veterinario sia preventive (vaccini e antiparassitari) sia
in caso in cui l'animale le necessiti per malessere.
E' vietato
detenere i pesci rossi nelle bocce sferiche.
E’ vietato tenere qualsiasi tipo di uccello legato con la
catena o con altro mezzo di contenzione che impedisca
loro il volo libero.
Nota Bene
Per chi non si attiene
a queste ed altre
disposizioni previste dalla
legge e dal regolamento
sono previste sanzioni e
nei casi più gravi il ritiro
d’autorità dell’animale.
Ora cerchiamo di capire come vanno iscritti cani, gatti e furetti nella banca dati regionale (BDR).
Cani:
Chi detiene un cane è tenuto, pena sanzione (da 100 a
600 euro), a registrarlo alla Banca dati regionale (BDR)
dell'anagrafe canina:
da parte del detentore della fattrice: entro il sessantesimo
giorno di vita dell'animale
entro dieci giorni dalla data di acquisto o dell'inizio della
detenzione per gli esemplari che non siano già registrati
alla BDR o che siano di provenienza estera.
Una volta registrato alla BDR, il detentore del cane ha
l'obbligo di denunciare, pena sanzione (da 100 a 600 euro), al
Comune di residenza:
lo smarrimento del cane entro 5 giorni;
la sottrazione del cane, allegando copia della denuncia
all'autorità giudiziaria entro 5 giorni;
la cessione del cane a titolo oneroso o gratuito,
comunicando contestualmente le generalità e l'indirizzo
del nuovo proprietario entro 10 giorni;
la morte del cane, allegando il certificato veterinario o
quello del servizio pubblico o privato che ha curato il ritiro
dell’animale entro trenta giorni, a meno che il veterinario
libero professionista accreditato abbia provveduto alla
registrazione del decesso per via telematica;
la variazione di residenza entro 30 giorni;
la comunicazione nel caso in cui il detentore non possa per
seri e comprovati motivi continuare a detenere il proprio
animale d’affezione entro 10 giorni.
Gatti e furetti:
La registrazione all'apposita anagrafe di
gatti e furetti è obbligatoria solo per ottenere il rilascio del
Passaporto Europeo e per i gatti delle colonie/oasi feline
censite.
La registrazione di gatti e furetti può comunque essere
effettuata su base volontaria da parte del detentore. In
questi casi la registrazione comporta gli stessi obblighi e
sanzioni previsti per la registrazione dei cani.
Il passaporto:
Il rilascio del passaporto per cani, gatti e furetti avviene al
compimento del 3° mese di età.
Per poter andare all’estero, cani, gatti e furetti devono
essere vaccinati contro la rabbia da almeno 21 giorni e tale
vaccinazione deve essere riportata sul passaporto.
Accesso dei cani negli esercizi pubblici, commerciali e
locali e uffici aperti al pubblico:
Il responsabile di un esercizio pubblico o commerciale o di
un locale o ufficio aperto al pubblico può decidere di far
accedere l’animale oppure di vietarne l’accesso. [...]
In caso di divieto di accesso ai cani il Responsabile deve
inviare una comunicazione al Sindaco [...] (a mezzo di
fax, raccomandata o posta certificata) e deve essere esposta
all’entrata in modo ben visibile. Senza l’affissione della comunicazione al Sindaco il
divieto di accesso effettuato con adesivi o altri metodi
non è opponibile al pubblico ossia non può essere negato
l’accesso.
L’accesso dei cani guida delle persone non vedenti,
ipovedenti e ai diversamente abili è garantito negli esercizi
pubblici, commerciali e locali e uffici aperti al pubblico.
Mezzi di trasporto pubblici:
E' consentito il libero accesso degli animali di affezione su
tutti i mezzi di trasporto pubblico operanti nel territorio
regionale; i detentori di cani sono obbligati a usare
sia il guinzaglio che la museruola, a eccezione di quelli
destinati all'assistenza delle persone prive di vista. E'
concesso comunque l'utilizzo del trasportino in alternativa
alla museruola. I gatti e i cani con particolari condizioni
anatomiche, fisiologiche o patologiche che non possono
far uso della museruola devono viaggiare all'interno di
trasportini.
Il detentore che conduce animali di affezione
sui mezzi di trasporto pubblico deve avere cura che gli
stessi non sporchino o creino disturbo o danno alcuno agli
altri passeggeri o alla vettura, pena risarcimento del danno
causato.
Non è ammesso il trasporto di più di due cani per
autobus.
L'animale può essere allontanato, senza diritto al
rimborso del biglietto, a insindacabile giudizio del personale
aziendale, in caso di notevole affollamento e qualora arrechi
disturbo ai viaggiatori.
Negli ultimi anni sempre più spiagge e laghi acconsentono l'accesso ai nostri amici pelosi, ma contemporaneamente stanno nascendo anche delle piscine a loro dedicate che svolgono dei veri e propri corsi per il binomio oltre che di fisioterapia.
In questo articolo vedremo come avvicinare i cani al nuoto.
Alcune razze canine amano particolarmente l'acqua, come ad esempio barboni, labrador e terranova (in particolare le razze appartenenti al gruppo 8), e alcune di queste vengo impiegate anche nel come cani da salvataggio: in alcune nostre spiagge li potremmo ammirare all'opera come cani bagnino.
Non tutti i cani però amano naturalmente questo elemento, alcuni potrebbero esserne intimoriti, altri invece hanno una struttura fisica che non permette un facile galleggiamento, come ad esempio il bulldog.
Il nuoto fa bene a muscoli e articolazioni, ma proprio come per noi umani, se il cane non è abituato a fare questo sforzo potrebbe avere dolori muscolari da sovraccarico, quindi è bene non farli esagerare.
Possiamo abituare il cane all'acqua munendoci di una piscinetta o andando in un lago con la sponda molto dole e lunga. Non dobbiamo mai sforzare il cane ad entrare in acqua né tanto meno trainarcelo dentro.
In piscinetta:
Procuriamoci una piscinetta resistente con le sponde non troppo alte (quelle gonfiabili non vanno bene perché si potrebbero bucare con le unghie); per sicurezza potremmo comprarne di apposite: ne esistono in commercio anche per cani. Dobbiamo scegliere la misura più adatta al nostro amico, se abbiamo un cane molto piccolo sarà più semplice trovare dei recipienti adatti a questo scopo (come ad esempio dei piccoli catini in plastica).
Mettiamoci poca acqua a temperatura ambiente, in modo che immergano solo le zampine.
Possiamo invitarlo ad entrare ad esempio lanciandoci dentro la sua pallina preferita, e una volta che sarà entrato non dovremmo dimenticarci di lodarlo moltissimo.
Non tutti i cani però saranno così coraggiosi da entrare ai primi tentativi, in quel caso potremo sederci noi all'interno della piscinetta e giocare con palline e altri giochini mostrandoci divertiti.
Una volta che il cane avrà preso confidenza con l'acqua, aumentate gradualmente la quantità del liquido presente al suo interno.
E' importante non obbligare mai il cane ad entrare spingendolo dentro e non dobbiamo spruzzargli acqua addosso, in quanto gli creeremo solo inutili paure.
Al lago \ mare.
Dobbiamo trovare un lago o una spiaggia che abbiano la sponda bassa; vanno bene anche torrenti e fiumi, purché l'acqua non sia turbolenta. Vi consiglio di munirvi di pettorina e longhina, il cane potrebbe inoltrarsi in acqua più fonda e non riuscire più a tornare a riva, quindi è bene stare in sicurezza. Per i cani con fisico non adatto al nuoto come ad esempio i carlini, potete procurarvi gli appositi giubbottini di salvataggio, che gli permetterà di galleggiare più agilmente.
In acqua è meglio non lanciare i giochini perché la corrente potrebbe portarli al largo e il cane potrebbe cacciarsi in qualche guaio nel tentativo di recuperarli; quindi se decidiamo di usarli potremo legare anche quelli, oppure entrando in acqua potremo portarceli dietro per giocare al tira e molla in modo da far restare il cane vicino a noi. Entrate anche voi in acqua e divertitevi, sarà il modo migliore per convincere il vostro amico a raggiungervi.
Un ottimo stimolo per convincere anche i meno coraggiosi potrebbe essere quello di andare in acqua in compagnia di altri amichetti pelosi, il vostro cane vedendo che gli altri cani entrano senza problemi in acqua e si divertono potrebbero avere uno stimolo in più per raggiungervi.
E' importante fare le cose per gradi e non costringere mai il cane ad entrare in acqua. Non trascinatelo dentro, non tirategli acqua, come già scritto rischierete solo di aumentare le sue paure; prima di raggiungere l'acqua più fonda aspettare che il cane si senta a suo agio nell'acqua bassa.
Pazienza.
Pazienza è la parola d'ordine, alcuni cani saranno entusiasti di questo nuovo elemento, ma la maggior parte dei cani impiegherà molto tempo a prenderci confidenza, altri si limiteranno a restare dove toccano, alti ancora non impareranno mai ad apprezzarlo veramente.
Se farete le cose con infinita pazienza un giorno i vostri pelosetti potrebbero stupirvi, come Greta che è entrata per la prima volta in acqua a 8 anni e mezzo in una afosa giornata, vedendo che noi ci divertivamo a sguazzarci dentro.
Precauzioni.
Dobbiamo fare attenzione agli sforzi eccessivi perché potremmo comunque incorrere nel colpo di calore, inoltre anche l'acqua troppo fredda potrebbe provocare problemi di salute.
Soprattutto per i cani con pelo poco folto e cute chiara dovremmo utilizzare creme con protezione solare (usiamo solo quelle apposite per cani) per evitare si scottino la cute.
E' importante non dare da mangiare al cane per molte ore prima del bagnetto.
E vietata la riproduzione del testo, o parti di esso senza riportarne la fonte o chiederne il consenso. L'immagine di questo articolo è presa dalla rete, se viola in qualche modo dei copyright, la rimuoveremo senza esitare.
Questo post era in "bozze" ormai da qualche settimana e cercavo il tempo per completarlo, tra un impegno lavorativo, un progetto per il blog e il tempo che dedico ai miei cani. Ma nel momento in cui una mia conoscente ha preso la decisione di adottare un cucciolo sotto consiglio della psicologa di suo figlio, ho creduto che fosse il caso di terminarlo e pubblicarlo. Questa non è la prima volta che sento consigli di questo genere. In alcuni casi l'adozione ha funzionato per tutta la famiglia, in altri invece, come in quest'ultimo caso, il cucciolo è stato costretto a cambiare famiglia (mi sto mobilitando attivamente per cercarne una di adatta, e spero di riuscirci). Mi scuso quindi se potrò apparire un po' cinica, ma scrivo d'impulso, spinta da emozioni molto forti (disappunto, dispiacere, e un pò di rabbia).
Ultimamente mi sono imbattuta in più persone che mi hanno raccontato che lo psicologo ha consigliato loro di prendere un cane per migliorare la situazione del figlio, e con questo post vorrei cercare di farvi valutare se questa è veramente la scelta più adatta alla vostra famiglia.
Abbiamo già trattato nel nostro blog dei benefici che comporta avere un animale ( Vedi anche Animali che aiutano l’uomo con problemi psicologici.) e dell' ippoterapia (con l'intervista a Giulia Moretto ) e abbiamo già in programma di parlarvi della pet therapy con l'aiuto di un amica che lavora proprio in questo ambito con i suoi cani.
Questo però vuole essere un post che va un po' controcorrente rispetto a quanto scritto precedentemente: se è vero che gli animali possono essere un valido aiuto, possono anche peggiorare la situazione in famiglia, in particolare se il nuovo arrivo non è gestito correttamente.
Io non credo che portare a casa un cane (soprattutto se non abbiamo esperienza ) possa essere sempre la soluzione migliore: la maggior parte delle persone che mi hanno parlato del consiglio da parte dello psicologo, ha ammesso di non desiderare in realtà un cane, di avere molte perplessità e di essersi trovati in disaccordo con il proprio partner.
Valutiamo quindi quando è meglio non prendere un cane:
Se non siete tutti d'accordo in famiglia sull' arrivo del nuovo cucciolo, questo potrebbe creare astio e discussioni .
Se non siete in grado di dedicare abbastanza tempo (attivo) al cane. (Il cane non potrà stare solo 8\10 ore al giorno)
Se volete una casa sempre pulita ordinata, senza peli e silenziosa.
Se volete tenerlo solo in giardino. (Niente accesso in casa, poche passeggiate)
Se non avete intenzione di far seguire un percorso al cucciolo insieme ad un educatore che sappia aiutarvi in caso di necessità.
Se non siete convinti: non è una decisione che può essere presa con leggerezza ma bisogna pensarci a lungo ed esserne certi, il cane condizionerà i vostri prossimi 10\17 anni a seconda del soggetto e della razza, e una volta preso non sarà possibile tornare indietro.
Se pensate che sarà un perfetto cane da pet therapy: i cani che svolgono questo ruolo vengono educati per farlo e seguono un percorso che dura anni insieme al proprio accompagnatore, e al termine di questo non tutti i cani si rivelano adatti.
Se pensate che prendere un cane farà superare a voi o a qualche vostro familiare la paura di questo animale (se noi ci poniamo in maniera sbagliata con lui, aumenterà il rischio di incidenti)
Se non siete abbastanza pazienti, sereni e costanti.
Se non siete disposti a fare sacrifici , come alzarvi all'alba per portare fuori il cane sotto il diluvio, fare una lunga passeggiata anche se siete stanchi morti, rinunciare a una vacanza perchè in molti alberghi i cani non sono ancora ammessi.
Se qualcuno in famiglia è allergico al pelo di cane.
Se pensi che i tuoi figli se ne occuperanno (sappiate che dopo un po' si stuferanno e le responsabilità ricadranno tutte su di voi).
Se pensi che il cane sarà in grado di risolvere gran parte dei problemi di tuo figlio, potrebbe non aiutarlo per nulla.
Se non siete disposti a soffrire per la sua perdita, perchè quando sarà diventato un membro della famiglia, lo amerete alla follia, e non vi peserà più fare sacrifici per lui; vi accorgerete che il musetto è sbiancato e che sono già parecchi anni che condividete la vita (dovrete preparare a questa evenienza anche i vostri figli)
E' importante che se deciderete alla fine di adottare un cucciolo o un cane adulto vi facciate seguire da un educatore, che vi guiderà nella scelta del cane più adatto alla vostra famiglia.
Ecco alcuni consigli per trovare l'allevamento giusto qualora opterete per un cane di razza.
Se vorrete che il cane porti benefici a vostro figlio frequentate insieme a lui e al nuovo arrivato dei corsi con degli specialisti che sapranno aiutarvi a rendere il loro rapporto speciale, imparando a comunicare: ci sono un sacco di centri cinofili che fanno dei corsi mirati ai bimbi e ai loro amici a 4 zampe.
Erica E' vietata la riproduzione del testo, o parti di esso, e delle immagini, senza riportarne la fonte o chiederne il consenso.
Mi capita spesso di affrontare questo argomento con parenti e amici, e ho notato che questa domande viene spesso posta anche in vari forum cinofili.
Generalmente quando si porta a casa un nuovo cucciolo si finisce per farlo dormire con noi perché è piccino, morbidoso, dolce e ci fa pena o ci è scomodo farlo dormire sulla sua cuccia perché piange; ma poi quel cucciolo cresce e non ci va più che dorma con noi…. Questo è un approccio sbagliato, perchè trasferire il cane nella propria cuccia dopo che per molto tempo l'abbiamo abituato a dormire con noi può diventare un motivo di sofferenza per lui, di notti in bianco per noi e di un percorso che può diventare anche piuttosto lungo e frustrante.. che se l'avessimo abituato fin da subito ci saremmo potuti risparmiare. Far dormire il cane con noi solo in particolari situazioni non sarebbe propriamente corretto, oltre che per mancanza di coerenza, anche perchè in seguito lui potrebbe cercare di "manipolarci" (sfruttando anche quei sui begli occhioni) per poter restare con noi, o comunque comodo sul materasso.
I motivi per cui sarebbe meglio dedicare al cane una cuccia tutta sua sono molteplici:
Per buona norma igienica: per quanto il cane (o anche il gatto) vivano in casa con noi e vengano lavati spesso, loro non portano le scarpe, di conseguenza sarebbe come se noi andassimo a dormire con i vestiti e le calzature indossate durante tutta la giornata. Inoltre il letto si riempirebbe di peli, in particolar modo durante il periodo della muta.
Soprattutto se il cane è di piccole dimensioni si può rischiare di schiacciarlo o di farlo caderefacendogli molto male.
Per un fattore di gerarchia: questo vale per i binomi in cui c'è qualche difficoltà nel stabilire i corretti ruoli, e nei casi in cui fatichiamo a farci ascoltare e rispettare.
Dobbiamo pensareal futuro, in futuro potremmo ancora farlo dormire nel nostro letto? Se dovessimo trovare un compagno\a a cui non piace dividere il letto con un peloso o che è allergico? Se dovessimo avere figli? Quando il cane sarà anziano potrebbe diventare incontinente o comunque avere problemi che potrebbero rendere sgradevole la condivisione del letto.
Le prime notti del nuovo cane a casa:
Quasi sicuramente vi creeranno qualche disagio: bisogna fin da subito farlo dormire nel posto in cui passerà il resto delle notti, per farlo sentire più al sicuro meglio se delimitiamo un piccolo spazio con un recinto.
La cuccia deve essere confortevole e contenitiva; potrebbe essere utile una sua vecchia coperta\straccio (con l’odore della precedente casa o della mamma e fratellini ) si sentirà più al sicuro.
Doveteevitare di dargli attenzione se guaisce: se andate a consolarlo mentre abbaia o piange imparerà a farlo proprio per attirare la vostra attenzione e passerete la notte in bianco per molto tempo. Se invece fin dal primo giorno starete ben attenti a non coccolarlo quando piange ma solo quando è tranquillo capirà che la maniera migliore per avere le vostre attenzioni e rimanersene quieto a riposare.
E' buona normaabituare il cucciolo a stare un po’ per conto proprio fin dal primo momento in cui arriva a casa. Se viene fatto oggetto di attenzioni per tutto il giorno come potrà rimanere tranquillo la notte? È bene quindi ignorarlo una mezz'oretta ogni tanto e fare come se non ci fosse.
Come riabituare il cane a dormire da solo:
Tutti i componenti della famiglia dovranno rispettare le stesse regole e non farlomaisalire sul letto neppure per 10 minuti,altrimenti andrebbero nulli tutti i progressi
Dovrete essere costanti: se lui sale 101 volte voi dovete farlo scendere 102... se lo accontenterete anche solo una volta poi l’avrà vinta lui e sarà ancora più difficile ricominciare.
Il metodo più semplice è stabilire che la camera da letto è vietata; per fare questo potremmo anche utilizzare un cancelletto da mettere sulla porta (vanno benissimo di quelli a pressione utilizzati per i bambini così non occorrerà bucare il muro). è meglio non chiudere la porta perché potrebbe sentirsi solo: il cancelletto impedirà l’accesso ma non la visuale.
Bisogna posizionare la cuccia fuori dalla camera; la cuccia deve essere di misure idonee e confortevole, potrebbe essere utile mettere qualcosa di vostro all'interno in modo che sentendo il vostro odore il cane potrà sentirsi più a suo agio. Dapprima farà sicuramente qualche capriccio, guaendo, abbaiando o mettendo comunque in azione tutta una serie di sceneggiate per farsi capire, ma voi non dovete assolutamente andare da lui. Deve imparare che quello d'ora in poi sarà il suo posto: ben presto si abituerà. Più giovane è il cane e meno notti avrà dormito con noi più facile sarà riabituarlo.
Un'altra tecnica, secondo me un po’ meno efficace e discutibile, sostiene che per far smettere al cane di dormire nel proprio letto bisognerebbe muoversi in continuazione e mollare qualche calcetto…questo vedendo disturbato il suo sonno dovrebbe lasciare autonomamente il letto; per quanto mi riguarda non lo trovo così valevole per vari motivi: intanto si rischia di far male al nostro amico, soprattutto se piccolo, inoltre molti cani pur di stare con noi sopporterebbero questo ed altro. Infine non è un comportamento educativo per il cane (e qui si torna al fattore gerarchia): il mio cane non sale sul letto perché io gli chiedo di non salire, e non ritengo proficuo utilizzare questi stratagemmi per farsi ascoltare.
Ovviamente questo post è dedicato a quanti non intendono più avere il cane con loro sul letto oppure a chi è in procinto di prendere un cucciolo e vuole dedicare a lui una cuccia. Sta poi ovviamente a ciascuno di noi scegliere cosa ritiene meglio per sé o per il proprio compagno a quattro zampe, l'importante è poi non perdere mai la coerenza.
Erica
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