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martedì 2 maggio 2017

LA MIA VITA CON UN CHINESE CRESTED DOG DI NOME GRETA


La prima volta che ho visto un CCD avevo 17 anni. Non conoscevo questa razza se non attraverso qualche film ("La carica dei 102" e "Una pazza giornata a New York"), ma appena accarezzai la loro pelle tiepida me ne innamorai.
Sei mesi dopo, in un allevamento amatoriale di chihuahua, incontrai Greta, una CCD powder puff (con il pelo) con cui nacque fin da subito un rapporto speciale: quando potevo andavo a trovarla e la portavo a passeggio. Cominciai quindi a documentarmi sui chinese crested perché mi piacevano davvero molto e sapevo che un giorno (probabilmente molto lontano) ne avrei avuto anche io uno. Ma la ricerca di notizie era davvero molto difficile, era una razza poco conosciuta in Italia e in rete si trovavano solo informazioni vaghe e non esistevano libri in italiano.

Greta quando ancora non era mia



Una sera di agosto, mentre eravamo fuori a cena con tutta la famiglia, quello che all'epoca era il mio ragazzo approfittò della presenza di tutti per chiedere il permesso di regalarmi Greta, che ormai era diventata adulta, in occasione del mio compleanno. L'allevamento in cui viveva aveva deciso, che i chinese crested non facevano per loro, quindi quando il mio ex gli aveva proposto di prenderla lui per donarmela ne furono molto felici essendo a conoscenza del nostro splendido rapporto.

Io ero senza parole perchè non me lo aspettavo davvero che lui mi facesse una proposta simile, e ancora più grande fu lo stupore nel sentire i miei acconsentire purchè la responsabilità fosse solo mia. Loro infatti non volevano altri cani, ma si erano resi conto che ormai ero grande e non potevano continuare ad impedirmi di averne uno tutto mio. Non smetterò mai di essere grata ad A per avermi fatto il regalo più bello della mia vita.

Primo giorno a casa


Alla fine di agosto siamo andati a prenderla: ero emozionatissima ed entusiasta e non mi aspettavo minimamente che qualcosa potesse andare storto.
Ma Greta era sottopeso e si rifiutava di mangiare. Era apatica non voleva seguirmi, e io mi sentivo in colpa perchè lei non era felice di venire con me. Non era il cane che conoscevo ed eravamo tristi entrambe e se non fosse stato per il mio ex l'avrei riportata indietro. Mi sentivo io la causa di tutto, anche se la realtà è che già non era più lei mentre era in allevamento. Il suo pelo era terribile, la settimana prima era fuggita per l'ennesima volta ed era finita in una trappola con il vischio messa dai cacciatori di frodo per gli uccelletti.

Dopo la toelettatura


Appena arrivata a casa mia ha cominciato a dipendere totalmente da me, a manifestare tutta una serie di problemi comportamentali tra cui l'ansia da separazione. Il legame che si era creato quando la andavo a trovare e portare a passeggio si era intensificato in maniera morbosa: si dimostrava chiusa verso chiunque altro, non accettava la mia famiglia in particolar modo mio padre, eppure i miei parenti erano tutti abituati ad avere cani e si comportavano egregiamente ma lei aveva innalzato delle barriere, dimostrandosi aggressiva anche verso gli altri cani e le altre persone. Nessuno tranne me poteva avvicinarsi a lei. Era improvvisamente diventata terrorizzata da tutto, non voleva starmi distante neppure all'interno della stessa stanza e doveva seguirmi anche in bagno. Questa situazione mi frustrava, mi chiedevo chi me lo avesse fatto fare, iniziavo a pentirmi di averla presa con me, sapevo però che non potevo abbandonarla. Lei ormai viveva per me, ne sarebbe morta se l'avessi cacciata pure io. Ero disperata, lei non era più per me il cagnolino da amare che tanto avevo desiderato, ma una grossa palla al piede, un grosso ostacolo per la mia felicità, non potevo più uscire, andavo solo al lavoro e rientravo in tutta fretta perchè sebbene fosse a casa con qualche parente sapevo che stava soffrendo. Portarla con me era un problema, mi faceva fare figuracce, dovevo sempre avere mille occhi per evitare facesse qualche sciocchezza, però quando andavamo in posti isolati la lasciavo sciolta e ci godevamo le passeggiate fianco a fianco.


Primo natale in famiglia


Mi sono rivolta a diversi educatori, e sembravano concordi nel dirmi di non aspettarmi molti miglioramenti, che il cane aveva già due anni e mezzo ed era tardi per lavorare con lei. Non volevo arrendermi, ho cominciato a frequentare forum cinofili, leggere libri, partecipare a seminari e presentazione di corsi, chiedere informazioni a tutte quelle persone che frequentavano il mondo della cinofilia da un pezzo e è così che è nata la mia passione!
Questo è stato solo l'inizio del nostro viaggio, io e Greta lavoravamo quotidianamente, e piano a piano si cominciavano a vedere piccolissimi progressi, che lentamente diventavano grandi miglioramenti, ci abbiamo impiegato degli anni a diventare la coppia che siamo oggi, e  nonostante ora abbia 10 anni riesce a sorprendermi con le sue grandi conquiste, come fare il bagno ala lago, oppure apprendere nuovi comandi o risolvere giochi di attivazione mentale complessi. In tutto questo percorso le devo molto anche io, mi ha insegnato molte cose, come il significato di Amore incondizionato, a credere in me, a essere determinata, mi ha fatto maturare molto, per lei ho fatto cose che mai avrei creduto sarei riuscita.

Gita in treno


Ora Greta riesce a convivere con altri cani, capita che inviti al gioco qualche cagnolino, con le persone non ha più avuto problemi, anche se continuo a fare in modo che gli altri compresi i bambini la rispettino e si pongano correttamente nei suoi confronti. La porto con me tutte le volte che posso e si dimostra entusiasta di vivere. Il nostro rapporto è diventato ancora più forte, ma non è più ossessivo, riesce anche a passare delle ore a casa da sola.

Aperitivo con Neve e Greta


Quando ho iniziato a scrivere questo post volevo farlo per parlare dei problemi che può avere questa razza, perchè non volevo le persone si fermassero all'apparenza, che scegliessero questo buffo cane per i suoi atteggiamenti da giullare ma capissero quanto può essere impegnativo, in realtà mentre scrivevo mi sono resa conto che sono gli stessi problemi che può avere qualsiasi cane trascurato o gestito scorrettamente.
Questo post lo dedico a tutti coloro che hanno bisogno di un incoraggiamento per un cane con problemi comportamentali, aspingerli a continuare nel percorso con un educatore, a non fermarsi di fronte a chi vi dice "è un caso irrecuperabile", a tutti quelli che pensano che adottando un cane adulto non potranno mai creare un legame forte perchè non è così, tra me è Greta c'è senza dubbio un rapporto migliore di quello che io sia mai riuscita a creare con qualsiasi altro cane (da qualche anno fa parte della famiglia anche una pastore australiana) sebbene gli altri cani fossero arrivati da cuccioli e fossero dei cani senza problemi comportamentali.

Erica &Greta

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lunedì 3 aprile 2017

L'etica falsificata

Inizialmente questo sarebbe dovuto essere un semplice post di facebook. 
Poi però i pensieri hanno cominciato a sommarsi e le parole ad accumularsi, così alla fine ne è uscito un testo ben più lungo di quanto valga la pena pubblicare in una pagina personale. Molto meglio inserirlo nel blog, mi sono detta, perché partendo da un'esperienza personale (anche lavorativa) ne sono usciti importanti spunti di riflessione per quanti desiderino acquistare un cucciolo di razza, o un cucciolone già cresciuto, o addirittura stiano pensando di iniziare ad allevare.

Tra le tante foto scattate ma mai pubblicate c'è anche questa.

E se a suo tempo mi ero rifiutata di pubblicarla c'è un motivo: guardate che disastro c'è sul piano cucina. E si vede solo una parte della stanza, ma vi assicuro che il resto era, per quanto possibile, ancora peggio.
Ma a distanza di mesi questa è la foto che più di tutte rievoca un sacco di bei ricordi.
Come sapete, salvo la notte, i cuccioli erano praticamente sempre liberi con noi. E la parte migliore era il dopo cena, loro e nostra, perchè si scatenava letteralmente l'inferno. Tutti e sette (sei più la mamma) correvano come pazzi su e giù, ringhiando, abbaiando, mordicchiando. E c'era un tale casino che io e Alberto facevamo quasi fatica a capire cosa l'altro stava dicendo.
Ti sembrava quasi che la testa o la casa stessero per esplodere.

In realtà era tutto molto divertente, estremamente caotico, ma divertente. E ne è valsa la pena. Accidenti se ne è valsa la pena! Perché ora vedo 6 cuccioli che (comunque facilitati dalla genetica, sia per i due genitori sia in generale per la razza a cui appartengono) vivono con serenità le situazioni nuove, perché hanno una sicurezza di base a livello caratteriale che glielo permette.
Non so se sono riuscita a fare un buon lavoro in quei pochi mesi. Ma accidenti, lo posso dire con quel briciolo di autostima che ho, mi sono certamente presa la RESPONSABILITA' (prima e dopo) di una cucciolata che IO avevo deciso di mettere al mondo. Con tutto ciò che ne consegue, non solo le parti positive.
Non sono allevatrice, ma lavoro con gli allevatori, quindi permettetemi di dire che conosco relativamente bene questo mondo.
E mi girano le scatole tantissimo quando mi ritrovo in pensione cani pagati fior fior di quattrini (perchè teoricamente "superselezionati"), comprati da allevatori che si definiscono "il top", che non sanno stare al mondo. Non mi riferisco a semplice timidezza. Mi riferisco a disagio costante ed estrema diffidenza, se non addirittura paura. In razze, come certe da compagnia, in cui la diffidenza non dovrebbero neanche sapere cosa sia.
Lo so che autodefinirsi "cagnari" è brutto e difficile, ma definitevi "allevatori", punto. Se proprio dovete darvi un nome che non sia quello che vi affibbierei io...
E non sto sproloquiando su chissà quali concetti astratti.
La cosa è invece molto pratica: se vi avvicinate ad un cucciolo di un mese e mezzo e questo si schiaccia a terra spaventato, domandatevi se state facendo un buon lavoro.
Sarà che io passo il tempo ad autocriticarmi, domandandomi se ciò che sto facendo in quel dato momento sia giusto o sbagliato, e solitamente la risposta definitiva è "cretina, potevi fare meglio". E sarà per questo che mi è sempre difficile avere a che fare con gente che non accetta i propri errori e non riesce a cambiare strada.
Quindi ti rispondo io, sedicente allevatore etico.
No, stai facendo un lavoro schifoso. Perché quel cane che tu hai venduto, e grazie alla quale hai intascato una bella somma, ha creato e continua a creare piccoli e grandi disagi alla sua famiglia. Che per lui ha dovuto spendere ulteriori quattrini, e non pochi, per portarlo da tutta una serie di educatori (e anche qua ci sarebbe da scrivere un libro, su quanti si prendono il diplomino e iniziano subito a lavorare con cani altrui) per cercare di garantirgli un'esistenza più tranquilla e serena.

Questo è soprattutto uno sfogo personale. Sinceramente non saprei con certezza come risolvere il problema degli allevatori "che si credono etici e che lo sembrano ma non lo sono". E io non sono proprio nessuno per poter cambiare le cose. D'altronde c'è ancora molta gente che acquista cani nei negozi o su internet, quindi quello il finto allevatore etico è un problema ancora più difficile da sradicare, almeno per il momento.
E non credo che l'ENCI sia pronto a lavorare in questo senso. E non credo neppure che sia interessato a farlo.
Probabilmente l'acquirente dovrebbe interessarsi maggiormente al carattere dei genitori, e come ho già scritto in altri post, l'unico modo per poterlo verificare con certezza ed oggettività è il passaggio di almeno uno dei tanti test caratteriali che la cinofilia ufficiale mette a disposizione. Il CAE-1 per esempio, ma non solo. Esistono il TANC (di cui abbiamo parlato in questo articolo), il BH, ma anche istituito dallo CSEN c'è il Buon Cittadino a 4 zampe (BC4Z).
Quando compriamo una macchina ci informiamo moltissimo e confrontiamo non solo i vari modelli, ma ci rechiamo anche in più concessionarie. Perchè non dovremmo fare lo stesso con l'acquisto di un essere vivente? Nel 2017 i mezzi per informarsi con facilità ormai ci sono, e ci sono anche molti educatori che fanno consulenze pre-adozione. Sarebbe utile sfruttare queste opportunità per permetterci di portare a casa un compagno di vita che, si spera, resterà con noi per più di un decennio.
Purtroppo di furbi se ne trova ad ogni angolo, ma proprio per questo è necessario istruirsi il più possibile per evitare di farsi prendere per il naso.

Camilla

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mercoledì 1 marzo 2017

Perché scegliere il proprio cane in canile

Ci tengo a precisare che quello che scriverò in questo articoletto si basa sulla mia piccola esperienza di un anno e mezzo in un rifugio gestito da soli volontari. 
Per motivare il titolo forse per prima cosa sarebbe più semplice e immediato iniziare a parlare di quelli che, secondo me, sono i pochi motivi che ci possono spingere a fare una scelta diversa dall'adozione. Per me sono solo due: 
Amare una razza in particolare conoscendone pregi e difetti e desiderare un cucciolo della stessa. 
Per  lavoro, esempio, vi serve un paciosissimo Golden per la Pet Therapy.

Insomma, i motivi per scegliere di togliere un cane dal box sono veramente tantissimi e questa non dev'essere per forza una scelta "sacrificata", nel senso che non bisogna partire con l'idea che si va in canile solo per "salvare" un cane, per fargli un favore, per portarlo a casa e prepararsi a convivere con i suoi problemi. I cani problematici ci sono, però ne troverete altrettanti di normalissimi, equilibrati e in grado di vivere una normale vita in famiglia.  
Spesso si sente dire che in molti canili i cani vengono affidati superficialmente a famiglie poi non in grado di gestirli, determinando una convivenza infelice per entrambi. È vero, capita che con la scusa di toglierli dal box si spaccino cani con problemi per agnellini; ma non è così in tutti i posti. 

Anzi, personalmente conosco diversi canili in cui gli affidi sono molto meticolosi, compresi quello dove faccio la volontaria. Certo, bisogna tenere presente che anche chi si occupa delle adozioni è un essere umano e può sbagliare. È compito di chi vuole un cane tutelarsi quando arriva il momento di portarne uno a casa, soprattutto i neofiti devono avere la pazienza e la voglia di cercare il cane giusto, nel posto giusto (chi non si sente sicuro può sempre trovare una persona di fiducia che gli dia i consigli di cui ha bisogno).E non è che trovare l'allevamento serio sia più facile di mettersi a cercare fra le gabbie dei canili. Le probabilità di imbattersi in un truffatore, se si sceglie per l'acquisto di un cane e si fanno le cose in fretta e furia presi dall'entusiasmo, sono altissime.  
Chi vuole adottare ( o comprare) un cane si deve tutelare, è facile affidarsi agli altri per comodità e dopo dire "mi hanno imbrogliato" per fare la scelta giusta bisogna andare in canile più volte, vedere tanti cani, chiedere e informarsi.  
Altra cosa importante di cui parlare sono i cuccioli proveniente dai canili, sempre richiestissimi: è vero, sono carini, si possono educare fin da piccoli, ma certe mancanze di quel periodo rimangono e poi vengono fuori nel cane adulto. Spesso non si sa  cosa ci si sta portando a casa e  di questo bisogna esserne consapevoli.  
Io se ora come ora dovessi recarmi in un canile sconosciuto per adottare un  cane, ne sceglierei uno di almeno due o tre anni, età in cui il carattere è già formato. 
       

Ricapitolando, la scelta di adottare un cane non è assolutamente più difficoltosa di quella dell'acquisto di un cucciolo. 
Vorrei aprire una piccola parentesi per i cani problematici: sicuramente quella di portarsi a casa un cane in difficoltà dev'essere una scelta fatta con consapevolezza, ma io penso che, per chi ha voglia di mettersi in gioco, le soddisfazioni possano essere davvero grandissime. E soprattutto ricordiamoci che ciò che può essere un problema per gli altri magari non lo è per noi, o viceversa. Quindi un cane può essere "problematico" a seconda del posto in cui vive, penso ai così detti cani fobici, incapaci di vivere in un contesto cittadino ma che spesso in campagna non hanno nessun tipo di problema … 
Se volete un cane e non avete nessuna esigenza particolare, andate in un canile … potreste trovare quello cucito su misura per voi. La scelta è infinita, e farete anche un bel gesto. Qualsiasi sia il posto da cui arriverà il vostro compagno di vita, ricordatevi sempre la cosa più importante di tutte: i cani sono esseri viventi e  anche se tutto è fatto con la maggiore attenzione possibile, possono nascere con un carattere difficile (anche se i genitori sono i cani più docili del pianeta) possono avere dei traumi, farsi male o ammalarsi. Non esiste una garanzia per la vita, il nostro compito è quello di amare il nostro cane al di là delle nostre aspettative.



Serena.

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venerdì 10 febbraio 2017

La mia esperienza da volontaria

Merlino è stato un cane difficile, dolce e affettuoso, ma bisbetico e dal carattere impossibile. Quando ci ha lasciati non nego di aver tirato un sospiro di sollievo... La vita era molto meno complicata senza di lui! Ma il dolore per la perdita è stato comunque grande e l'amore per quel cane immenso fin dal primo momento, perciò era doveroso per noi ricordarlo in qualche modo e continuare a farlo vivere nella memoria aiutando gli altri. Mi sono quindi avvicinata al canile municipale "In memoriam", come ero solita a dire a chi mi chiedesse il motivo della mia scelta. 
Sentivo sempre la gente dire "ah, io non ci posso andare perchè mi viene la tristezza e mi metto a piangere". Francamente a me non è mai venuta un'angoscia così forte da non poterci andare, anzi, il fatto di fare qualcosa per loro mi faceva stare bene, il sapere che loro mi stavano aspettando per uscire non faceva altro che incentivare le mie visite e renderle sempre più frequenti. Se un giorno non potevo andare non facevo che pensarci: ormai era diventata un'abitudine tale da non poterne più fare a meno. Li avrei portati a casa tutti! Ogni tanto mi innamoravo di qualcuno, ma sapevo che non avrei potuto adottarlo e sognavo il momento in cui sarei stata libera di farlo, immaginavo come e chi avrei scelto, e pensavo a come sarebbe stato il mio compagno ideale. 
Intanto, insieme alle altre volontarie, organizzavamo mercatini e mostre, passavamo il periodo natalizio al nostro banchetto in centro a vendere piccoli oggetti da noi realizzati o donati da qualche azienda, calendari e gadget natalizi per racimolare qualche soldo per l'acquisto di cibo, cucce, medicinali e altre cose utili per i nostri amici e soprattutto cercavamo loro una casa. 
Ricordo volentieri i servizi fotografici fatti presso il canile, le mostre fotografiche realizzate con le foto scattate esposte nei locali messi a disposizione dal Comune e vendute al pubblico con grande successo e l'acquisto di cucce riscaldate per i cani anziani che allora erano ospiti presso la struttura. Una grandissima soddisfazione. 
Mi piace ricordare la collaborazione con diversi professionisti locali che mettevano a disposizione la loro capacità e la loro attrezzatura per rendere al meglio i nostri lavori, la tipografia che stampava i nostri calendari a buon prezzo per permetterci di realizzare un guadagno da destinare ai cani e tutte le persone che in qualche modo si sono adoperate per la nostra causa. Sono stati anni frenetici, sempre alla ricerca di qualcosa e di qualcuno, sempre ad organizzare e collaborare, ci ritrovavamo al canile per la sgambatura e poi a casa di qualcuna di noi a tagliare, cucire, incollare... 
Poi le circostanze della vita mi hanno portata a cambiare casa e città, sono successe tante cose da allora, ma il pensiero dell'adozione dal canile non mi ha mai abbandonata fino al giorno in cui ho incontrato Spitz Mark ed ho potuto realizzare il sogno di avere il cane ideale, il cane che avevo sempre sognato e non ho dovuto sceglierlo: è stato lui a scegliere me. 
Alla fine penso che il cane ideale non esista, il cane ideale è il nostro cane, è quello che amiamo, quello che ci sceglie e che impariamo ad accettare per quello che è, quello che ci fa ridere quando fa un danno, quello di cui amiamo i difetti ancor più dei pregi. 
Penso che un'esperienza in canile sia molto utile per tutti, ma in particolar modo per coloro che intendono adottare un cane. In questo modo si riesce in primo luogo a conoscerli meglio e si impara a rapportarsi con loro, si conoscono varie tipologie di cane, con caratteri, atteggiamenti ed esigenze diverse e si diventa automaticamente dei proprietari più consapevoli. Ma la cosa fondamentale è che ci si rende conto di quanto sia bello fare qualcosa per gli altri, per delle creature meravigliose che tanto sanno dare e niente chiedono in cambio.


Eleonora

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martedì 7 febbraio 2017

le sguinzagliate adozioni

Da oggi parte un nuovo blog che offre un po' di visibilità ai pelosetti in cerca di casa.
Per saperne di più venite a visitarlo!

http://lesguinzagliateadozioni.blogspot.it/


lunedì 6 febbraio 2017

Una nuova vita

Nell'ottobre del 2010 morì improvvisamente Lucky, il mio piccolo maltese con il quale ero cresciuta. Per tutta la famiglia fu un dolore immenso, insopportabile. Nel gennaio del 2011 io e mia sorella decidemmo di recarci in un canile per cercare un altro cucciolo che potesse riempire la nostra casa ormai così vuota.
Arrivate in canile trovammo 8 splendidi cuccioli insieme alla loro mamma. Erano tutti bellissimi e tremendamente dolci. Non sapendo quale prendere, scegliemmo la prima che ci venne incontro per farsi coccolare. Aspettammo con ansia che passassero i primi 60 giorni per poi separarla dalla mamma e dai fratellini e accoglierla in casa con noi.
Da quel giorno sono passati ben 5 anni, ormai lei è la regina di casa e tutti nutriamo un amore profondo per lei.

Ad ottobre 2015 andai a convivere con il mio ragazzo, i miei genitori mi supplicarono di lasciare a loro Kira, perché per loro è una terza figlia.
Nonostante cambiai casa lei stava spesso con me, e tuttora non passiamo più di 3 giorni senza vederci. Ero decisa a non prendere altri cani, non ero pronta a dedicarmi completamente ad un cucciolo, avevo bisogno di vivere tranquillamente senza dover rendere conto a nessuno.
Passò così un anno, durante il quale mi convincevo che non era ancora il momento, ma che prima o poi ne avrei preso uno tutto mio.
Durante l'estate un'amica di famiglia, sapendo del mio amore per i cani, condivise con me questa storia:
Il proprietario di una Beagle abbandonò tre cuccioli in quanto meticci. Erano due sorelline e un fratellino. Quest'ultimo era purtroppo deceduto mentre le due sorelline cercavano casa. 

Mi inviò le foto e dopo due minuti chiamai i responsabili dell'associazione che se ne stavano occupando. 
Avevo sempre sognato di avere due cani contemporaneamente, e decisi di chiedere l'adozione di entrambe. Non potevo assolutamente dividerle ne tanto meno scegliere una tra le due.
Alla fine, dopo aver inviato tutti i moduli mi dissero che era rimasta solo lei, la piccola dagli occhi azzurri. Rinunciai ad andare in vacanza, nonostante avessi già prenotato e pagato una caparra.  
Ad agosto arrivò lei, Zoe, un piccolo terremoto in grado di conquistare chiunque.
Ricordo ancora il primo giorno che arrivò, la volontaria la tirò fuori dalla gabbietta del furgone e lei si lanciò letteralmente tra le mie braccia riempendomi di baci. Fin dal primo giorno è stata affettuosissima con tutti, così dolce quanto allo stesso tempo tremenda.
Nel corso del tempo scoprii che soffriva di ansia da separazione, decisi a questo punto di adottare un altro cane. In questo modo potevo sia realizzare il mio sogno che cercare di aiutare lei a superare questo problema.
Tramite la stessa amica di famiglia che mi invogliò a prendere Zoe contattai una volontaria di un canile in provincia di Roma.
Volevo un cane di un paio di anni, ero un po scettica nel dover fare questa scelta a distanza. Ma poi tra tutti vidi lui, aveva uno sguardo tristissimo ma allo stesso tempo sembrava sorridesse.
Non si sapeva bene quale fosse stata la sua vita nei primi mesi dopo la nascita, lo trovarono da piccolo che vagava per le strade e lo misero in canile e da li non era più uscito.
Me lo descrissero anche caratterialmente e aveva tutti i requisiti che cercavo in un cane. Mi buttai e accettai di adottare lui.
Sono passati solo 3 mesi dal suo arrivo e giorno dopo giorno scopro un pezzetto in piu di lui e ogni giorno sono sempre più felice della scelta che ho fatto.
Nonostante la timidezza iniziale è un bel peperino anche lui ma è di una tenerezza infinita.
Ormai tra lui e Zoe c'è una complicità pazzesca. Come tutti i fratelli spesso litigano e si punzecchiano ma non possono fare a meno uno dell'altro. E soprattutto io non posso fare a meno di loro.

Francesca

Nemo e Zoe

Nemo e Zoe mentre gocano

Nemo e Zoe



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giovedì 2 febbraio 2017

L'adozione di Spitz Mark

Siamo nel dicembre del 2013, dopo dieci lunghi mesi i muratori stanno finendo di ristrutturare la nostra casa, in giardino abbiamo ancora roba ammucchiata e in casa non ci sono neppure le tende o i quadri appesi alle pareti. 
Il sabato mattina usciamo a comperare il pane e sul lungomare incontriamo un cucciolo tutto spettinato con un accenno di barbetta e baffo come piace a noi (mio marito è un appassionato dello Spinone Italiano) al guinzaglio con una ragazza. Lo guardiamo teneramente e ci diciamo: quando saremo a posto con la casa, vogliamo anche noi un cagnolino così! 




La mattina dopo è domenica, c'è il mercatino di Natale... che facciamo? Ci facciamo un salto? 

La cosa è strana: nessuno di noi si sogna mai di andare a un mercato, li detestiamo!! Eppure quella mattina siamo entrambi irresistibilmente attratti da quel mercatino...Ci avviamo a piedi, c'è il sole, non fa freddo, è una bella passeggiata. Distrattamente ci aggiriamo per le bancarelle. Ma quello non è il canino di ieri? Sì! E' lui! Andiamolo a salutare! Ci avviciniamo e scopriamo che è vicino alla bancarella del Rifugio di via Olmi, ha un cartello appeso al collo: IN ADOZIONE. Restiamo a bocca aperta, con gli occhi spalancati, la Signora Cecilia che gestisce il Rifugio ne approfitta subito, capisce che siamo interessati, si mette a parlare con noi, ci racconta come, solo un paio di giorni prima, Poldo (così gli avevano messo provvisoriamente nome) fosse stato ritrovato in mezzo ad una strada, ferito e insanguinato, spaventato e in compagnia di un cane morto investito da una macchina. Il cane è timido e timoroso, ma si capisce subito che ha un'indole buona e non è aggressivo. Chiediamo se possiamo portarlo a fare una passeggiata, per passare un po' di tempo con lui, per conoscerci. Cecilia è felice di consegnarlo alla nostra custodia: abbiamo avuto subito un bel feeling, ci siamo capite al volo. 
Così siamo andati un po' in giro con Poldo del quale ci siamo subito innamorati. Ma come si sa, un cane è per sempre, quindi l'abbiamo riconsegnato con la promessa che saremmo andati a prenderlo per portarlo fuori la settimana successiva e nel frattempo ci avremmo pensato su; non si prende un cane solo perchè lo abbiamo visto e ci è piaciuto. 
Dal momento in cui abbiamo riportato il cane al banchetto fino al giorno successivo all'ora di pranzo, mio marito ed io non abbiamo più sollevato l'argomento. Silenzio. Ognuno di noi ci pensava e ripensava, ognuno di noi soffriva al pensiero che lui fosse tornato in gabbia. Ci guardavamo intorno e la casa era un caos...come portare un cane qui dentro? Ma quello era il cane che volevamo, ma ne eravamo sicuri? Sembrava predestinato, ma sarà la cosa giusta da fare? Mille le domande e i pensieri. Finchè alle 13 mio marito domanda "allora, che si fa?" Ed io "si fa un piatto di pasta?"  "Noooo, dicevo del cane!!! Lo prendiamo??? Io telefono al Rifugio!!!" E prende il telefono e chiama la signora, dicendo che saremmo andati a rivederlo l'indomani. Nel frattempo mio marito è preso dal raptus della pulizia: svuota il garage, butta via tutta la roba inutile, pulisce il giardino, mette ordine in casa, fa spazio per una cuccia e organizza ogni cosa, chiama per farsi portare via i rifiuti ingombranti. E andiamo al Rifugio. E' un bel posto, in mezzo alla campagna, c'è pace e tranquillità, i box sono grandi e hanno molto spazio esterno, i cani vengono portati fuori quotidianamente, Cecilia li conosce uno per uno, ha con loro un rapporto molto stretto, come se fossero tutti cani suoi, il cibo che viene dato loro è di buona qualità, vengono curati e accuditi con amore e sollecitudine, ma non basta, questi piccoletti hanno bisogno di una casa e noi non intendiamo far aspettare Poldo ancora a lungo. Prendiamo accordi per il sabato successivo, il giardino è quasi a posto, lavoriamo alacremente. 
Il sabato mattina alle 9 siamo al Rifugio. Abbiamo un nome per "la belva": Mark Spitz. Il famoso nuotatore degli anni '70, uno di quelli che ha scritto la storia del nuoto, un personaggio importante per noi nuotatori. Si chiamerà così il nostro cane con la speranza che ami l'acqua e che ci segua nelle nostre traversate! (non sarà poi così, ma fa lo stesso, ci piace ugualmente!).





Cecilia ci ha preparato tutto: collare e guinzaglio di cuoio azzurro con applicazioni dall'aria bohemienne che tanto si addicono al personaggio, cuccia igloo da tenere all'esterno, due brandine di diverse dimensioni per interno, due ciotole di acciaio inox per la pappa, una confezione di mangime secco; poi ci accompagna dal veterinario di sua fiducia per le vaccinazioni e il microchip. Tutto a carico del Rifugio. 
L'arrivo a casa non è stato dei più entusiasmanti. Spitz Mark era molto timoroso, non entrava né in casa né nella cuccia. Cecilia si prodiga nell'aiutarci, ma ci vogliono diversi giorni perchè si abitui al nuovo ambiente e soprattutto impari a non scappare dal più piccolo buchino nella recinzione. Mio marito passa una settimana a installare reti dalla maglia sempre più fitta per proteggerlo dalla strada. Numerose volte i vicini vengono a suonarci il campanello per dirci che il nostro cane era nel loro giardino, ma poi, come per magia, un bel giorno si è rasserenato e ha deciso che anche lui abitava qui. E il resto lo conoscete... 
Devo dire che da questa esperienza è nata una bella amicizia con Cecilia che ci invita regolarmente alle festicciole che tiene presso il canile e a qualsiasi iniziativa che riguardi i cani adottati. Siamo inoltre in contatto per qualsiasi cosa riguardi Spitz, dall'abrasione alla zampa alla conquista per aver imparato il resta; spesso ci sentiamo per le adozioni, per controllare le famiglie alle quali vengono dati i cani, per scambiarci giudizi e impressioni. 
Sono contenta di avere adottato Spitz per il cane che era, per il cane che è diventato e per quello che rappresenta nella mia vita. 


Eleonora


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lunedì 23 gennaio 2017

Esperienze in canile a confronto

Viola è in cerca di casa! Per info clicca qui


Ho sentito spesso parlare bene di molti canili, ma allo stesso tempo mi sono state raccontate, ed ho vissuto in prima persona, altrettante esperienze estremamente negative.

Questo mi ha portato a pormi parecchie domande e perplessità sull'argomento e soprattutto mi sono chiesta se sia un bene consigliare a persone spesso neofite di rivolgersi ad un rifugio.

In un altro post - che potete trovare qui - Camilla ci poneva di fronte a un dilemma: se fosse o meno realmente più etico adottare un cane piuttosto che acquistarlo in un Allevamento serio.

Ho intenzione nei prossimi articoli di raccontare alcune esperienze, sia positive che negative, di persone che si sono rivolte ad un canile da cui spero possiate trarre alcuni consigli utili per aiutarvi nella scelta del rifugio più adatto alle vostre esigenze.

Capita sempre più frequentemente di sentir parlare - o leggere su forum e social network - di operazioni dal dubbio valore intitolate pomposamente "svuota canili" sulle quali, come avrete già intuito, sono assolutamente contraria in quanto fermamente convinta che sia meglio avere un numero minore di cani adottati ma per sempre piuttosto che svuotare un canile per un solo mese (o anche meno...) col bagaglio di esperienze negative e traumi più o meno gravi che questo provoca ai nostri amici pelosi al rientro nella struttura e che si ripercuoteranno inevitabilmente sulla loro futura adottabilità.

Tuttavia, anche quando i volontari scelgono con cura la famiglia per un cane e sembra che la storia non potrà che avere un lieto fine, possono crearsi delle situazioni imprevedibili che rendono quell'adozione non eterna e stesso dicasi per chi si rivolge ad un Allevamento serio, magari avendo anche seguito una adeguata preparazione informativa sui comportamenti, le abitudini e le complessità della razza scelta.

Non si può quindi fare di tutta l'erba un fascio e con questi articoli non vogliamo di certo sconsigliare l'adozione ma spingervi a scegliere con cura il vostro nuovo membro della famiglia.

Ci piacerebbe raccogliere anche le vostre esperienze, sia di volontariato in canile che di adottanti, potete inviarcele al nostro indirizzo mail lesguinzagliate@gmail.com


Erica.

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martedì 10 gennaio 2017

Come scegliere il nome del cane



La scelta d un nome per il nostro futuro nuovo amico va fatta con attenzione perchè lo accompagnerà per tutta la vita; vi suggerirò alcuni consigli per fare una buona scelta.

  • Preferite nomi corti, in questo modo sarà più semplice per lui memorizzarlo e per noi utilizzarlo: nell'addestramento del cane nomi troppo lunghi diventano più difficili.
  • Tutti i famigliari dovranno utilizzare quel nome.
  • Non utilizzatelo solo quando lo rimproverate o impartite ordini altrimenti lo assocerà a qualcosa di negativo.
  • Se il cane ha già un nome e lo riconosce meglio (magari perchè adottato già da adulto) mantenerlo per non creargli confusione o al massimo possiamo modificarlo con un nome che abbia lo stesso suono, soprattutto nelle vocali che sono quelle che riconoscono meglio (es Milly → Lilli, Tommi → Jonny). Questo vale anche per i cani con il pedigree, che solitamente hanno nomi lunghi e complessi con l'affisso; se prenotiamo il cucciolo solitamente magari si può accordare sul nome da dargli.
  • Se riuscite evitate nomi molto comuni, potreste ritrovarvi al parco con altri omonimi e rendere più complesso il richiamo.
  • Scegliere un nome di persona può essere rischioso: facilmente troverete omonimi bipedi e e incorrerete in qualche momento imbarazzante.
  • Fate delle prove per accertare che sia facile da pronunciare da tutti i membri della famiglia (nonni e bimbi compresi) e che "suoni bene" anche pronunciato con toni più decisi e dolci.
  • Evitate nomi che assomiglino ai comandi (es. Vesta → Resta ).
  • Scegliete un nome che si adatti anche una volta che il cane sarà diventato adulto e proporzionato alla razza\taglia del cane (es. Briciola eviterei di darlo a un Doberman)
  • Se avete più cani evitate nomi simili.
Erica.

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sabato 24 dicembre 2016

Natale consapevole

Durante il periodo delle feste vengono acquistati all'incirca 350 mila cani e gatti, e purtroppo la maggior parte di questi viene abbandonata. 
Sappiamo che regalare un cucciolo potrebbe sembrare la sorpresa migliore che si possa fare. Però non è così: molte volte questo regalo diventa troppo impegnativo per chi lo riceve e comporta sacrifici che non tutti sono disposti a sostenere. 
A Natale potreste fare un regalo diverso, come ad esempio un' adozione a distanza, e chissà che in quell'occasione non nasca l'amore per uno di loro e una futura adozione consapevole che sarà poi per sempre. 
Un' altra idea potrebbe essere regalare agli amici con cani un pacchetto di lezioni in un centro cinofilo. Per i più piccoli meglio optare per un pupazzo piuttosto che un cucciolo, perchè molto spesso, una volta finito l'entusiasmo iniziale, potrebbero smettere di interessarsi a quest'ultimo e tutti le enormi responsabilità e gli impegni ricadranno sui genitori.
Auguriamo quindi a tutti un Natale consapevole!!

Le Sguinzagliate


lunedì 26 settembre 2016

Quando lo psicologo consiglia di adottare un cane...

Questo post era in "bozze" ormai da qualche settimana e cercavo il tempo per completarlo, tra un impegno lavorativo, un progetto per il blog e il tempo che dedico ai miei cani. Ma nel momento in cui una mia conoscente ha preso la decisione di adottare un cucciolo sotto consiglio della psicologa di suo figlio, ho creduto che fosse il caso di terminarlo e pubblicarlo. 
Questa non è la prima volta che sento consigli di questo genere. In alcuni casi l'adozione ha funzionato per tutta la famiglia, in altri invece, come in quest'ultimo caso, il cucciolo è stato costretto a cambiare famiglia (mi sto mobilitando attivamente per cercarne una di adatta, e spero di riuscirci). Mi scuso quindi se potrò apparire un po' cinica, ma scrivo d'impulso, spinta da emozioni molto forti (disappunto, dispiacere, e un pò di rabbia).

Ultimamente mi sono imbattuta in più persone che mi hanno raccontato che lo psicologo ha consigliato loro di prendere un cane per migliorare la situazione del figlio, e con questo post vorrei cercare di farvi valutare se questa è veramente la scelta più adatta alla vostra famiglia.

Abbiamo già trattato nel nostro blog dei benefici che comporta avere un animale ( Vedi anche  Animali che aiutano l’uomo con problemi psicologici.) e dell' ippoterapia  (con l'intervista a Giulia Moretto ) e abbiamo già in programma di parlarvi della pet therapy con l'aiuto di un amica che lavora proprio in questo ambito con i suoi cani.
Questo però vuole essere un post che va un po' controcorrente rispetto a quanto scritto precedentemente: se è vero che gli animali possono essere un valido aiuto, possono anche peggiorare la situazione in famiglia, in particolare se il nuovo arrivo non è gestito correttamente.
Io non credo che portare a casa un cane (soprattutto se non abbiamo esperienza ) possa essere sempre la soluzione migliore: la maggior parte delle persone che mi hanno parlato del consiglio da parte dello psicologo, ha ammesso di non desiderare in realtà un cane, di avere molte perplessità e di essersi trovati in disaccordo con il proprio partner.

Valutiamo quindi quando è meglio non prendere un cane:

  • Se non siete tutti d'accordo in famiglia sull' arrivo del nuovo cucciolo, questo potrebbe creare astio e discussioni .
  • Se non siete in grado di dedicare abbastanza tempo (attivo) al cane. (Il cane non potrà stare solo 8\10 ore al giorno)
  • Se volete una casa sempre pulita ordinata, senza peli e silenziosa.
  • Se volete tenerlo solo in giardino. (Niente accesso in casa, poche passeggiate)
  • Se non avete intenzione di far seguire un percorso al cucciolo insieme ad un educatore che sappia aiutarvi in caso di necessità.
  • Se non avete grosse disponibilità economiche (capiamo quanto costa)
  • Se non siete convinti: non è una decisione che può essere presa con leggerezza ma bisogna pensarci a lungo ed esserne certi, il cane condizionerà i vostri prossimi 10\17 anni a seconda del soggetto e della razza, e una volta preso non sarà possibile tornare indietro.
  • Se pensate che sarà un perfetto cane da pet therapy: i cani che svolgono questo ruolo vengono educati per farlo e seguono un percorso che dura anni insieme al proprio accompagnatore, e al termine di questo non tutti i cani si rivelano adatti.
  • Se pensate che prendere un cane farà superare a voi o a qualche vostro familiare la paura di questo animale (se noi ci poniamo in maniera sbagliata con lui, aumenterà il rischio di incidenti)
  • Se non siete abbastanza pazienti, sereni e costanti.
  • Se non siete disposti a fare sacrifici , come alzarvi all'alba per portare fuori il cane sotto il diluvio, fare una lunga passeggiata anche se siete stanchi morti, rinunciare a una vacanza perchè in molti alberghi i cani non sono ancora ammessi.
  • Se qualcuno in famiglia è allergico al pelo di cane.
  • Se pensi che i tuoi figli se ne occuperanno (sappiate che dopo un po' si stuferanno e le responsabilità ricadranno tutte su di voi).
  • Se pensi che il cane sarà in grado di risolvere gran parte dei problemi di tuo figlio, potrebbe non aiutarlo per nulla.
  • Se non siete disposti a soffrire per la sua perdita, perchè quando sarà diventato un membro della famiglia, lo amerete alla follia, e non vi peserà più fare sacrifici per lui; vi accorgerete che il musetto è sbiancato e che sono già parecchi anni che condividete la vita (dovrete preparare a questa evenienza anche i vostri figli) 


E' importante che se deciderete alla fine di adottare un cucciolo o un cane adulto vi facciate seguire da un educatore, che vi guiderà nella scelta del cane più adatto alla vostra famiglia.
Ecco alcuni consigli per trovare l'allevamento giusto qualora opterete per un cane di razza. 
Se vorrete che il cane porti benefici a vostro figlio frequentate insieme a lui e al nuovo arrivato dei corsi con degli specialisti che sapranno aiutarvi a rendere il loro rapporto speciale, imparando a comunicare: ci sono un sacco di centri cinofili che fanno dei corsi mirati ai bimbi e ai loro amici a 4 zampe.


Erica

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sabato 17 settembre 2016

Quando un'adozione ti cambia la vita : King



Ti ho visto in una foto in cui non eri neanche venuto bene,eri sporco ed eri tutta testa...ma ti abbiamo scelto...quel musone nero dietro una rete...
Quel giorno non sapevo che saresti riuscito a donarmi tanto amore, a farmi vivere stupende esperienze, a lottare con te per degli obiettivi, a farmi conoscere nuove persone meravigliose, non credevo neanche che saremmo riusciti a comunicare....
È stata la scelta giusta...una di quelle che mi hanno stravolto la vita e resa più felice di prima...Sei il mio kingolino dorato ❤️




Frase e foto "rubate" ad Ilenia Saragosa, che ringraziamo per la gentile concessione!

E vietata la riproduzione del testo, parti di esso, e della foto.

giovedì 15 settembre 2016

Arriva il cucciolo: le prime notti

Fino a qualche anno fa ai nuovi proprietari veniva consigliato di lasciare il cucciolo in una determinata stanza a lui destinata e nel caso il piccolo avesse pianto, di lasciarlo fare senza dargli il minimo conforto, perchè assecondare quelli che venivano considerati semplici capricci avrebbe potuto compromettere la sua educazione futura, viziandolo.
In realtà questa è una modalità assai crudele di iniziare il rapporto con il nuovo arrivato.
In natura il distacco dalla madre e dal resto del gruppo avverrebbe molto più gradualmente e anche più tardi, non poco dopo i 60 giorni come avviene normalmente per i cuccioli presi in allevamento (ricordiamo che 60 giorni è il limite minimo imposto per legge, e vale per qualsiasi cucciolo, sia esso comprato in allevamento o adottato).
I suoi pianti non sono semplici capricci, ma la reazione ad una situazione che per lui potrebbe essere potenzialmente pericolosa. Lasciato solo in un ambiente sconosciuto, il cucciolo si sente vulnerabile e certamente in pericolo, e il suo pianto serve a chiamare la madre che accorrerebbe subito a proteggerlo.


Mamma Naily rassicura il piccolo Ramiro

Inizialmente, quindi, fornirgli una base sicura in un posto per lui completamente sconosciuto è fondamentale per lo sviluppo del cucciolo e per rinsaldare da subito la nostra relazione con lui.
Dargli sicurezza, contatto fisico e amorevoli cure permettono al cucciolo di accrescere anche la sicurezza in sé stesso, oltre che lo sviluppo del processo di attaccamento nei nostri confronti, e non certo a "viziarlo".
Successivamente, quando il cucciolo avrà ormai raggiunto un certo grado di sicurezza, potremmo poi lavorare sulla sua capacità di autogestione. Ma questo dovrà avvenire in seguito e quando l'attaccamento si sarà già ben sviluppato, e le tempistiche variano da cucciolo a cucciolo.
Non perdiamoci in inutili e antiquate regolette, viviamo il nostro cucciolo prima e il nostro cane adulto poi con istintualità. Questo garantirà con lui uno stretto rapporto e un'ottimale relazione, che certamente apporterà un grande beneficio ad entrambi, andando così a formare un'armoniosa famiglia.

Camilla

N.B. Lo spunto per l'articolo mi è stato dato, oltre che dai miei adorati cuccioli che tra qualche settimana si dirigeranno verso le loro nuove famiglie, anche dal libro 
"Dalla parte del Cucciolo" a cura di M. Antoni e D.Tarricone; Editoriale Olimpia

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giovedì 25 agosto 2016

L'amore non si compra, si adotta! ... ne siamo veramente sicuri?

"L'amore non si compra, si adotta!"
Ho una bella maglietta che uso ancora che mi ricorda come nella vita si può cambiare idea, basta aver voglia di capire e analizzare le diverse situazioni. 
Cambiare idea non significa essere delle banderuole prive di qualsivoglia capacità di prendere decisioni. I principi devono restare gli stessi, e in questo caso il principio è il benessere del cane. Il cambiamento di idea sta nel fatto del capire COME rendere possibile questo benessere, ampliandolo a quanti più soggetti possibili.
Quando ho iniziato questa meravigliosa avventura cinofila, ero dell'idea che la continua "produzione" di cani e l'attività di allevamento fossero quanto più di deleterio ci può essere per la piaga del randagismo. "Più cani si fanno riprodurre e più i canili si riempiono" era il mio punto di partenza. Ora mi ritrovo in famiglia con una femmina sterilizzata presa in canile, una femmina intera comprata e i suoi 6 meravigliosi cuccioli.
Cos'è avvenuto nel mezzo?      
Tutta una serie di meravigliosi incontri, e altri invece un po' meno positivi,  ma comunque illuminanti, utili a farmi cambiare idea sul concetto di allevamento canino collegato alla riduzione del randagismo. Vi sembra un controsenso? A me no, e ora vi spiegherò il perché.


Premetto che non faccio assolutamente riferimento ad allevatori che producono una cucciolata dietro l'altra senza nessun tipo di selezione e senza nessun tipo di impegno nella ricerca della crescita ottimale dei cuccioli, in tutti i suoi aspetti. Quelli non andrebbero neppure più presi in considerazione nel 2016: la cultura cinofila è ora accessibile a tutti, basta volerlo.
D'ora innanzi farò riferimento solamente ad allevatori con la A maiuscola, che per l'appunto mettono in atto tutto un programma di selezione e di corretta crescita del cucciolo.

Andate in un canile qualsiasi e valutate la percentuale di cani di razza presenti (esclusi i cani da caccia, perché per molti cacciatori bisognerebbe fare un discorso a parte). Parlo di cani di razza in cui è palese la produzione in allevamento, e non di quelli presi in saldo e provenienti dall'Est Europa o fatti nascere ad capocchiam da privati. La percentuale di meticci è elevatissima. 
Parlate poi con qualche volontario e domandate quante telefonate ricevono al giorno per uno di questi bastardini e quante ne ricevono invece per quei pochi cani di razza. Magari quei cani di razza hanno pure un carattere molto difficile, probabilmente sono paurosi se non addirittura aggressivi; poco importa: le chiamate saranno sempre e comunque più numerose per loro.
Per non parlare poi di quando avviene qualche sequestro di cuccioli provenienti dall'Est: l'idea di potersi portare a casa gratis un cucciolino di razza fa gola a molti, e poco importa che quel cane si porti dietro le peggiori malattie, anche infettive, o che possa risultare completamente deprivato a livello comportamentale. E' di razza ed è gratis, questo basta e avanza. Salvo poi se ci sono problemi, lamentare il fatto che i cani di razza sono tutti delicati e hanno tutti un carattere orrendo. 
Grazie al cavolo.

Prendete ora un cane di razza nato in un Allevamento serio, a cui sia stato concesso nei primi mesi di vita di crescere serenamente e di essere stato stimolato adeguatamente, oltre ad avere assunto un'alimentazione adeguata. Il cane sarà non solo bello (che ai fini della compagnia importa fino ad un certo punto), ma sarà ben educato e sano. In caso di problemi, quanto ci metterà quel cane ad essere piazzato da un'altra parte? Difficilmente finirà in canile, ma molto più probabilmente entrerà a far parte di un'altra famiglia che saprà garantirgli un'esistenza felice. 
Un allevatore serio, in caso di problemi, si riprende il cane e non se ne dimentica dopo averlo venduto. Questo garantisce una base sicura non solo per i proprietari, ma anche per il cane stesso. Inoltre si accerterà anche di affidare i suoi cuccioli a famiglie adatte, e non solo a coloro che son bravi solo a metter mano al portafoglio. Poi, per carità, l'errore di valutazione è sempre possibile.. ma diciamo che uno fa di tutto per trovare il meglio. 

Ecco spiegato il motivo per cui, con il tempo, ho capito che l'allevamento etico, accompagnato da una diffusione della cultura cinofila nel territorio, potrebbero portare ad una riduzione drastica del randagismo.  I canili non sono pieni di cani prodotti da Allevatori, i canili sono pieni di ignoranza. 

Camilla



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giovedì 21 gennaio 2016

Jack Russell Terrier

Standard FCI (ita)


Associazione specializzatasocietà italiana terriers

 JWW15 SECRET DESIRE JACKERSON'S


Altezza: varia dai 25 ai 30 cm
Peso: Lo standard inglese indica 1 kg per ogni 5 cm di altezza.

Per chi è adatto: è adatto a persone attive e che amano la natura. E' un cane da caccia in tana, quindi con una grande energia, e l'ideale sarebbe proprio potergli garantire uno sfogo adatto alle sue attitudini di razza. In alternativa, le attività da fare assieme sono comunque molteplici, l'importante è non chiedergli di restarsene fermo su un divano troppo a lungo. 

Cure e mantello: il mantello può essere liscio, spezzato (broken) o ruvido. La cura del primo e dell'ultimo sono limitate, ma va sottolineato che il liscio perde molto pelo mentre il broken ne perde pochissino. Il pelo ruvido necessita invece di particolare tipo di toelettatura chiamata stripping che deve essere eseguita con una certa frequenza, almeno ogni due o tre mesi.

Salute: Come molti altri cani di taglia piccola e medio piccola, abbiamo la lussazione della rotula; sempre a livello di patologie ortopediche si può presentare la necrosi asettica della testa del femore.
Abbiamo poi le patologie oculari.

Carattere: è un cane attivo, vivace e sveglio, di grande personalità. Lo standard recita anche "audace e senza paura".. un vero piccolo grande terrier!

Attitudini: venne selezionato nell'800 dal reverendo anglosassone John (Jack) Russel, da cui la razza prende il nome, con lo scopo di cacciare e scovare il selvatico in tana. Quindi non vi lamentate se dopo averne acquistato uno, il vostro meraviglioso e ben curato giardino si riempirà di crateri!



N.B. in questa pagina si è cercato di scrivere per quanto possibile le caratteristiche della razza; va' però ricordato che ogni soggetto è a sé e che può presentare delle differenze con le caratteristiche descritte nella scheda.

lunedì 27 ottobre 2014

rescue, cani di razza da adottare

Abbiamo un blog parallelo a questo dove potete trovare molti cani di razza in adozione:
le sguinzagliate adozioni


- Alani alani rescue

- Amstaff pitbull & amstaff rescue italia

-Akita akita rescue

-'Australian Shepherd 'Australian Shepherd Rescue Italia

- Bassethound rescue center

- Bobtail progetto magico

- Boxer aiutami boxer rescue team
adotta un boxer per la vita

- Bulldog inglese rescue englishbulldog

-Border Collie Border Collie Rescue Italia

- Border Collie , Collie e razze simili Border's Angels & collie rescue 

- Bouledogue francese  rescue center

- Cane da montagna dei Pirenei e razze simili Rescue Montagna dei Pirenei Italia

- Cirneco dell'Etna Cirneco dell'Etna adozioni

- Doberman dobermanns angels

- Labrador labrador rescue page

- Levrieri GACI
european greyhound network

- Pastore maremmano abruzzese adotta un maremmano

- Mastino napoletano rescue center

- Pittbull pitbull & amstaff rescue italia

- Rhodesian ridgeback Rhodesian Ridgebacks club

- Rottweiler rottweiler rescue

- Siberian Husky siberian husky rescue
siberian husky rescue italia

(in costante aggiornamento)
Se siete a conoscenza di altre associazioni comunicatecele, saremo liete di aggiungerle alla lista!



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