sabato 2 febbraio 2019

Siamo tornate!

E dopo una lunga attesa... SIAMO TORNATE! 


Tra un trasloco e l'altro e l'arrivo di due nuovi quattro zampe (curiosi eh?), abbiamo riordinato le idee e adesso siamo più cariche di prima!


Stay tuned! 



venerdì 30 marzo 2018

Come riciclare il pelo dei vostri cani e gatti

Tutti noi felici proprietari di animali stiamo per iniziare un periodo impegnativo: quello della muta del pelo.
In un altro post, che potete trovare a questo LINK, vi ho spiegato che cos'è la muta e in che modo affrontarla; oggi invece vi voglio dare qualche idea su come riciclare il pelo che viene via spazzolando i vostri cani e gatti.

Dove smaltirlo.
Purtroppo nella maggior parte dei comuni non è possibile gettare il pelo degli animali (e neppure i capelli) nel bidone del rifiuto organico, perchè entrambi impiegano moltissimo tempo a decomporsi; vi invito quindi a controllare il loro corretto smaltimento recandovi presso il vostro Comune o nei calendari della raccolta differenziata che vengono distribuiti dalle aziende incaricate.

Lana di pelo.
Avendo a che fare con la muta di una samoiedo, oltre a quella di una pastore australiano, mi sono spesso interrogata su come poter impiegare tutto il pelo che raccogliamo ogni anno durante questo periodo. Cercando in rete ho trovato diversi siti che filano il pelo di cane trasformandolo in lana; il filato ottenuto pare essere migliore anche della lana di pecora, il problema è che ha costi decisamente poco accessibili.

Aiutiamo gli uccellini.
Un altra idea che mi è stata data durante una trasmissione televisiva è quello di fornirlo agli uccellini selvatici come materiale per costruire i propri nidi. Parrebbe infatti essere particolarmente indicato per tale scopo perchè rende il nido soffice e crea una sorta di isolamento termico, mantenendone la temperatura. Basti pensare che i cani non vanno tosati proprio perchè il pelo serve come termoregolatore.


Potete appallottolare leggermente il pelo una volta tolto da cardatore e spazzole e appenderlo ai rami di un albero con una molletta da bucato, legnetti, pezzetti di spago, pezzetti di lana e via dicendo; in questo modo gli uccellini avranno il materiale per costruire i loro nidi.

Il pelo di Greta appeso a un ramo.





Vicino a questi materiali, per attirarli gli uccellini, potete fornire loro anche del cibo; in commercio esistono delle palline create appositamente per i volatili insettivori come le cinciallegre, meglio toglierli dalle confezioni fatte in rete perchè potrebbero restare impigliati con le zampette . Potete anche mettere delle mangiatoie in cui lasciare le briciole provenienti dalle vostre tavole (di biscotti, torte, pane, grissini...) e sementi varie . Io acquisto il mangime sfuso per pappagalli di grandi dimensioni, non è molto caro ed è apprezzato maggiormente di quello apposito per uccellini selvatici, inoltre potrebbe attrarre anche gli scoiattoli.


Per arginare le perdite di petrolio.
Durante disastro ambientale del 24 aprile 2010 in cui una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico dopo un incidente ha riversato in mare milioni di barili di petrolio, l'associazione Matter of Trust ha raccolto tonnellate di pelo,  capelli, le ha infilate in calze  nylon che ha utilizzato poi per circondare le aree interessate per arginare l'espandersi del petrolio.

Voi conoscete altri metodi alternativi per utilizzare il pelo dei nostri beniamini?

Erica

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lunedì 19 marzo 2018

Recensione pettorina ad H e guinzaglio d'addestramento Trixie

In commercio sono disponibili un' infinità di accessori per cani per poterli portare a passeggio in tutta sicurezza e praticità. 
Ne avevamo già parlato anche in un altro post (che potete trovare a questo LINK) in cui mettevamo a confronto collari e pettorine.

Quando adottai Greta decisi di acquistare, oltre al classico collare fisso e guinzaglio semplice, anche una pettorina ad H e un guinzaglio d'addestramento (quello con due moschettoni che permettono di modificare la lunghezza del guinzaglio stesso).
Tuttavia, essendo lei molto esile, faticavo a trovare una pettorina che le andasse bene, e anche i guinzagli forniti di moschettoni risultavano tutti molto pesanti per lei.
Dopo varie ricerche, mi sono vennero proposti quelli della Trixie, che produce anche la misura xs.


Immagine presa dal web
Alcune considerazioni

Sia per quanto riguarda le pettorine, sia per quanto riguarda i guinzagli, vi era la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di colori e fantasie. Sono inoltre abbastanza economici e facili da reperire. In particolare, dei guinzagli mi sono piaciute le rifiniture, senza zone "pungenti" o ruvide che potrebbero irritare le mani (problema che ho avuto con altri guinzagli) né irritano la cute del cane. 
Sono inoltre stati lavati diverse volte anche in lavatrice (avendo l'accortezza di inserirle dentro un sacchetto di stoffa annodato per evitare sbattessero troppo sul cestello), e si sono solamente sbiaditi un po' i colori (dopo diversi lavaggi e mesi di utilizzo) ma sono ancora perfettamente integri e funzionanti. Inoltre, le zone metalliche non si sono arrugginite né ossidate. 
Il guinzaglio l'ho usato moltissimo e nonostante abbia ormai circa 6/7 anni è ancora in ottime condizioni. 
Quando è arrivata Zoe abbiamo acquistato una pettorina ad H della stessa marca anche per lei. Temevo che non avrebbe resistito,dato che la nuova arrivata era una vera combina guai, e invece è sopravvissuto anche se con qualche segno (lei si mordicchiava la pettorina). 
Per i cani di piccola taglia la consiglio assolutamente, per quelli di grossa taglia, invece, non sono sicura che le chiusure di plastica possano resistere. Tempo fa mi si è rotto un collare con chiusura in plastica (di un altro marchio), quindi per Zoe preferisco utilizzare pettorine molto più imbottite e resistenti con chiusure di sicurezza e collari con chiusure metalliche. 



Quale misura scegliere

La misura xs va bene per i cani molto molto piccoli e comunque esili (dire sotto i 3,5 kg), mentre la misura S-M lo usata con Zoe (pastore australiano) quando era cucciola.
Il guinzaglio d'addestramento nella taglia xs non lo consiglio per i cani molto molto piccoli perchè i moschettoni lo rendono pesante, e già per Greta che pesa 3,5 kg è al limite.




Voi li avete utilizzati? Raccontateci le vostre esperienze

Erica

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domenica 11 febbraio 2018

Recensione ciotola "ciottoli" Imac

Come qualcuno di voi già saprà, la mia Greta ha da sempre problemi ai denti e ha dovuto subire anche degli interventi ed è seguita da un veterinario specializzato. Se vi sembra che il vostro cane abbia tartaro o dolori nella masticazione, rivolgetevi al più presto ad un veterinario specializzato in questo tipo di problematiche in quanto non sono situazioni che vanno sottovalutate e possono portare a conseguenze molto serie.
Ho dovuto cambiarle alimentazione e darle delle pappe morbide, talvolta semiliquide. Questo però le ha reso difficile mangiare da una ciotola "normale" in quanto ora lecca molto la ciotola e questa tende a spostarsi. Ho così cercato varie soluzioni alternative tra cui le ciotole anti-ribaltamento in acciaio con la guarnizione in gomma,
Ciotola anti-ribaltamento, immagine presa dal web.
purtroppo però non hanno funzionato, la situazione è un pò migliorata, ma dopo un periodo di utilizzo la guarnizione in gomma tende ad indurirsi e diventare inutile, inoltre durante i lavaggi va tolta per evitare che ristagni acqua e non è semplicissima da rimontare poi. Così mi sono ritrovata a dover tenere la ciotola ferma con una mano mentre mangiava e, come potete intuire, non era una soluzione ottimale sia per Greta che tendeva a mangiare più in fretta sia per me.  
Ho cominciato a girare per negozi alla ricerca di una ciotola adatta alla nostra situazione e alla fine mi hanno proposto la "Ciottoli" della Imac.
Ciotola "Ciottoli" della Imac, immagine presa dal Web


Questa ciotola presenta una cavità al cui interno può essere inserito del materiale "pesante" come sabbia o sassi. E' disponibile in vari colori e misure.

Come appesantirla
Per poterla aprire bisogna togliere i gommini presenti sul fondo che garantiscono un ulteriore presa al pavimento. Per farlo munitevi di un robusto cacciavite "a taglio", successivamente dovrete togliere le tre viti con un cacciavite "a croce". Inserite il materiale prescelto nella metà inferiore (io ho utilizzato dei sassi di piccole dimensioni che avevo precedentemente lavato e fatto asciugare) e fate attenzione che questi non vadano ad interferire con le guide dove poi verranno reinserite le viti. Richiudete la metà inferiore, riavvitate le tre viti e rimontate i gommini premendoli con le dita. 

Recensione
Avrei preferito la ciotola fosse già pesante perché, nonostante io sia abbastanza pratica di bricolage, non è stato semplicissimo richiuderla in quanto i perni e i bordi della ciotola faticavano a chiudersi e combaciare a causa dei sassolini, inoltre in questo modo non ha una chiusura "stagna" e lavandola si rischia entri dell'acqua o del detersivo, per cui non si può mettere in ammollo per pulire eventuali incrostazioni o in lavastoviglie (cosa che invece faccio regolarmente con le ciotole in acciaio). Le viti purtroppo si sono ossidate per cui non ho più provato a toglierle per pulire bene la ciotola anche al suo interno.
Il prezzo varia da negozio a negozio ma comunque non è mai esagerato e costa meno delle ciotole in acciaio di buona qualità.
Io la sto usando da diversi mesi, i gommini sul fondo sono rimasti belli morbidi, la plastica non si è ne scalfita ne rovinata (il mio cane però non la rosicchia ne gratta con le zampe) e anche il colore non mi sembra sbiadito.

Io mi sono trovata molto bene e Greta, che è di taglia piccola, non riesce a spostarla riuscendo a mangiare tranquillamente nella sua "zona pappa". 

L'avete provata anche voi? Come vi siete trovati con questa ciotola?

Erica

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lunedì 13 novembre 2017

LA COCORITA

 Nome scientifico: Melopsittacus undulatus 

 Altri nomi: pappagalli ondulato, cocorita 




  Descrizione: la cocorita è un piccolo pappagallo originario dell’Australia, che fu importato in Europa a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Questi psittacidi di carattere molto curioso, sono fatti per vivere in compagnia di propri simili. In natura vivono infatti in dormi numerosi che comprendono diverse migliaia di esemplari.


 Convivenza: Nelle nostre case convivono pacificamente sia coppie di sesso diverso sia coppie dello stesso sesso, prendendo pero più precauzioni con due femmine dato che sono tendenzialmente più territoriali per cui hanno bisogno di più spazio e qualche accortezza in più come posatoi (possibilmente in legno, ovviamente non tossico) alla stessa altezza cosi come per giochi e accessori (atossici e in materiale naturale), mentre mangiatoie e beverini meglio se sono presenti in numero doppio rispetto al numero di esemplari e alla stessa altezza. Sono animali molto socievoli che apprezzano la compagnia umana, ma sono anche molto canterini (sono in grado di sovrastare il suono della tv!). Cantano sia i maschi che le femmine più o meno nella stessa misura e allo stesso modo. 


Le cocorite amano razzolare sul fondo della gabbia

Alloggio: ogni coppia di cocorita ha bisogno di una gabbia lunga MINIMO 60cm (meglio se lunga sugli 80 cm se si hanno due femmine) e alta e larga almeno 45-50cm. se si vogliono aggiungere degli esemplari è opportuno fare la quarantena (40 giorni in cui i nuovi arrivati stanno in gabbia e stanza separate rispetto alle cocorite che già abbiano onde evitare contagi di eventuali malattie di cui potrebbero essere portatori o che potrebbero avere i nuovi arrivati) e l’affiancamento (periodo di almeno 15 giorni in cui le gabbie sono affiancate l’una all’altra per permettere agli ondulati di conoscersi in totale sicurezza). Se si vogliono tenere più esemplari insieme bisogna ricordare che per due cocorite sono necessarie gabbia lunghe almeno 60 cm e per ogni nuovo esemplare sono necessari almeno altri 10-15cm in lunghezza. 

Mangiatoia adatta alla voliera


Caratteristiche: il pappagallo ondulato attrae spesso per il suo basso costo sul mercato, ma anche per i suoi colori variegati (ne esistono quasi di tutti i colori!), per la sua simpatia e le sue piccole dimensioni essendo lungo circa 18-20cm. In natura sono presenti i cosiddetti “ancestrali” che sono di colore verde con testa gialle e ondulate nere dalla nuca sulla schiena e sulle ali. In cattività poi troviamo pezzati (gialli e verdi o gialli e blu o bianchi e blu), blu, gialli, verdi, cobalto-viola, bianchi con varianti non solo sul colore di base ma anche sulle ondulate passando dall’ala perlata, all’ala grigia, cannella ecc. sono animali che amano razzola sul fondo di gabbie e voliere dove buttano i semi e altro per poi andarli a mangiare sul fondo per cui è meglio evitare di mettere le griglie sul fondo delle gabbie ma è consigliato mettere tutulo di mais, sabbietta igienica (apposita per pappagalli, quelle per gatti non vanno bene). Sono animali che devono vivere in un ambiente tranquillo ed è bene non spostare la gabbia poiché si disorienterebbero. Le correnti d’aria e gli sbalzi di temperatura potrebbero farli ammalare per questo non bisogna mai fare avanti-indietro tra interno ed esterno. Mai tenerli in cucina poiché alcuni fumi e il teflon sono tossici e morirebbero per asfissia o intossicazione. Malgrado tutto sono animali resistenti, il freddo non gli fa paura se sono ben riparate dalle correnti d’aria, per cui è opportuno proteggere su tre lati la gabbia (più il tetto) con del plexiglas per garantirgli luce ma allo stesso tempo protezione dagli agenti atmosferici. Sono animali che vivono i media 6-8 anni ma ci sono casi in cui sono riusciti a vivere più a lungo.


Vita in voliera.


Alimentazione: Il cibo principale è il misto semi che non deve contenere pezzi colorati ma solo semi di vario tipo. Non possono mancare frutta e verdura (prestare attenzione a quali sono quelli tossici e quali adatti!) di cui i più apprezzati solitamente sono sedano, finocchio, carote, insalata (da dare massimo una volta a settimana perché lassativa), mela (vale lo stesso che per l’insalata e senza semi), uva senza semi, albicocca -senza nocciolo- ecc. una volta o due la settimana si posso dare le spighe di panico che sono naturali ma caloriche. in gabbia non devono mai mancare osso di seppia e blocco di sali minerali. 
Misto semi adatto alle cocorite.

Mix di frutta e verdura



 Addomesticamento: come detto sono animali molto socievoli e amano la compagnia dell’uomo, sono curiosi ma allo stesso tempo timidi e diffidenti. Malgrado ciò con pazienza, amore, costanza e senza insistere è possibile addomesticarli fino a farli anche uscire dalla gabbia. 



Sesso delle cocorite: In questi pappagalli è presente dimorfismo sessuale per cui è possibile identificarne il sesso attraverso il colore della cera (parte colorata sopra al becco) a partire dai primissimi mesi di vita. La cera si presenta rosa compatto/fucsia nei maschi giovani o di particolari mutazioni come pezzati recessivi o no (lutini e albini), negli altri casi con l'aumentare dei mesi la cera si scurisce progressivamente passando prima a un violetto e poi a un blu compatto. I maschi raggiungono la maturità sessuale, in media, dagli 8-10 mesi, con eccezioni in cui sono diventati genitori anche prima ma la sicurezza della loro fertilità si ha dagli 8 mesi in su. Per quanto riguarda le femmine la cera può presentarsi in diverso modo in base al periodo di picco ormonale (estro) o meno. Nelle femmine la cera può quindi presentarsi beige, bianca-beige, celeste con aloni bianchi intorno alle narici, marrone in picco ormonale. ATTENZIONE: picco ormonale NON SIGNIFICA maturità sessuale. Le femmine possono infatti riprodursi solo e solamente quando hanno ALMENO un anno di età. Prima non devono mai essere messi nidi per alcun motivo, altrimenti la femmina e i piccoli rischiano la vita per una cova prematura. 




Riproduzione: i pappagalli ondulati possono riprodursi se la femmina ha almeno un anno di età e il maschio almeno 8 mesi, ma meglio aspettare l'anno di età anche per lui onde evitare una stressante cova a vuoto per la femmina. Le cocorite non allestiscono il nido, ma bisogna mettere loro a disposizione una casetta in legno, meglio se sviluppata in orizzontale, come quello da inseparabili con conca e tutulo di mais per circa 1cm di altezza; questo per far stare le uova ferme e per assorbire le feci dei piccoli. Se la femmina buttasse fuori  tutto dal nido o parte del tutulo lasciatela in pace e non toccate il nido, fa da se e ci pensa lei. La femmina depone in media 4-5 uova che verranno deposte a giorni alterni, ma può arrivare anche a 11, per cui prima di farle riprodurre pensate bene allo spazio che avete a disposizione! Se le uova sono feconde si schiudono tra i 18 e i 23 giorni dalla deposizione di ciascuna. ogni pullo impiegherà circa 30-35 giorni prima di uscire dal nido (è altamente consigliato rimuovere il nido appena tutti i pulli ne saranno usciti onde evitare una seconda cova che per le femmine è pericolosamente stressante). I piccoli risultano autonomi normalmente entro i 50 giorni ma è bene accertarsi che volino, si sappiano lavare e che mangino e bevano in modo autonomo prima di spararli dai genitori. Le cocorite possono riprodursi tutto l' anno, esclusi i mesi estivi se sono in casa, da marzo a maggio e da settembre a ottobre se sono fuori. 

Coccole


 Avvertenze: la cocorita è adatta anche ai bambini solo se sorvegliati dai genitori. Quando è fuori dalla gabbia può essere attaccata da altri animali domestici come cani e gatti, quindi va sempre sorvegliata. Soprattutto durante il periodo di muta perdono molte piume; inoltre il suo canto potrebbe infastidire gli amanti del silenzio e i vicini. Intorno alla gabbia è normale che ci siano semi e piume, per evitare ciò è necessario pulire frequentemente.

Ulteriori informazioni: le trovate nel gruppo facebook il meraviglioso mondo delle cocorite 

Sara



Ringraziamo Sara che ha creato questo articolo, ricordiamo che le immagini restano di sua proprietà .

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venerdì 3 novembre 2017

Siamo sbarcate anche su instagram!!





Abbiamo finalmente attivato il nostro profilo su Instagram, per seguirci clicca il link 
o cerca il nostro hashtag #lesguinzagliate

lunedì 11 settembre 2017

Le zampe dei cani e i pericoli per la loro salute.

E' grazie alle loro zampe che i cani sono in grado di muoversi anche nei terreni più accidentati. Cerchiamo quindi di scoprire insieme come sono fatte.
Nelle zampe sono presenti le uniche ghiandole sudoripare del cane (Qui abbiamo parlato dei sistemi con cui il cane abbassa la temperatura corporea).
Guardando sotto la zampa noteremo i cuscinetti responsabili della famosa impronta.

I cuscinetti contengono vari recettori sensoriali costituiti da terminazioni di cellule nervose; questi recettori sono dotati di numerose funzioni, tra le quali la capacità di percepire le variazioni di temperatura (termocettori) e la capacità di percepire il dolore (nocicettori).
Nonostante la pelle del cuscinetto sia molto spessa (circa 50  volte in più di quella del resto del corpo) e abbia uno strato adiposo sottostante che ammortizza il passo e isola la zampa dal freddo e dal caldo, i cuscinetti si possono ferire ed essendo molto irrorate di sangue possono sanguinare parecchio. I cani che vivono in casa tendono ad avere la pelle più liscia e delicata mentre i cani abituati a correre e scavare all'aperto tendono ad avere la pelle più spessa e resistente.


Come prendercene cura

 E' importante controllare periodicamente lo stato di salute delle zampe, controllare negli interstizi che non ci siano spine o altri corpi estranei. Per i cani a pelo lungo dovremo procedere ad accorciare il pelo per evitare possa infeltrirsi, formare nodi o trattenere materiale. 
Nel caso dovessimo vedere le zampe screpolate è possibile idratarle con una crema apposita o con dell'olio di mandorle.
Periodicamente dovremmo procedere al taglio delle unghie se il cane non riesce a consumarle a sufficienza; le prime volte potrebbe essere più sicuro far eseguire questa operazione ad un toelettatore o a un veterinario ed eventualmente facciamoci insegnare come eseguire il taglio senza correre il rischio di arrivare alle terminazioni nervose e far sanguinare l'unghia.

☃ Nel periodo invernale, prima di andare sulla neve o su terreni ghiacciati, potremmo proteggere ulteriormente le zampe con creme apposite o nel caso di cani particolarmente sensibili potremmo utilizzare delle scarpette della misura adeguata. 
Ricordiamoci di risciacquare con acqua tiepida le zampe del cane quando passeggiamo in luoghi in cui abbiano sparso il sale antigelo perchè questo può provocare screpolature e ferite, inoltre il cane leccandosi potrebbe ingerirlo.
Un ulteriore rischio per il cane nella stagione fredda sono le lastre di ghiaccio e il fango, dove il cane potrebbe scivolare e procurarsi quindi delle lesioni ai legamenti; in certi casi quindi potrebbe essere prudente non lasciar correre il cane ma tenerlo al guinzaglio.

☀ In estate evitiamo di far camminare il cane su terreni cementati se non nelle prime ore del giorno. Ricordiamoci di poggiare la mano sull'asfalto prima di farci camminare il cane per assicurarci non abbia già raggiunto temperature troppo elevate.


Quando ha bisogno di cure

Se il cane zoppica o si lecca in continuo dovremmo controllare come prima cosa le zampe; se ci sembra non abbiano problemi contattiamo un veterinario, potrebbe avere un problema alle articolazioni o qualcosa di incastrato, come ad esempio un forasacco che ad occhio nudo non riusciamo a vedere.


Come cammina

I cani  non corrono sull'intera zampa , ma  solo sulle dita, gli artigli sono importanti per garantire una buona presa al terreno.
Il 60% del peso corporeo durante la camminata grava sulle zampe anteriori che sono leggermente più grandi delle posteriori.


Erica

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lunedì 21 agosto 2017

La rogna sarcoptica

Definita comunemente scabbia, la rogna sarcoptica è una patologia cutanea causata dal Sarcoptes Scabiei, un parassita appartenente al gruppo dei cosiddetti "acari scavatori".



Questo nome deriva dal fatto che la femmina fecondata scava un tunnel nella cute del cane e vi deposita le uova, la cui schiusa avviene dai 3 ai 5 giorni dopo e le larve che ne fuoriescono vanno a creare una sorta di tasca nella superficie cutanea e vi si rintanano nell'attesa di completare la propria maturazione. L'incubazione ha una durata che può variare dalle due alle tre settimane.
E' un acaro istofago, che si nutre cioè a spese dei tessuti (detriti epidermici e siero).
Solitamente l'infestazione si verifica per contatto e il sintomo principale è il prurito sulle orecchie, sotto le ascelle, per estendersi poi al torace, arrivando a coprire anche tutto il corpo nei casi più gravi.


Essendo una malattia altamente contagiosa, il soggetto dovrebbe essere isolato e sarebbe opportuno trattare con un apposito insetticida i luoghi in cui esso vive.

La diagnosi si effettua tramite raschiamento cutaneo, tuttavia questo esame talvolta potrebbe dare esito negativo nel caso gli acari fossero troppo pochi.
Nei casi meno gravi, il trattamento consiste in bagni a base di sostanze acaricide per un periodo di almeno 4 settimane. In seguito ad una visita e ad una diagnosi accurata, il vostro veterinario di fiducia saprà indicarvi il trattamento più efficacie a seconda della gravità della patologia.

Camilla

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martedì 1 agosto 2017

LE SGUINZAGLIATE NON ABBANDONANO!


Per chi conta davvero, uno spazio in macchina
lo si trova sempre! (anche per i bipedi)

lunedì 31 luglio 2017

PORTARE IN FERIE GLI ANIMALI? Si o no?

Sheena e Naily sono pronte per le vacanze!


Siamo ormai in estate inoltrata e sono in molti ad essere già partiti per le ferie oppure ad averle programmate. E come ogni anno iniziano gli abbandoni.
Ad essere dimenticati non ci sono solo cani, ma anche rettili, gatti, roditori, uccellini... purtroppo questi animali molto spesso sono condannati a morte certa. Le sguinzagliate aborrono chi abbandona un animale e ricordano che ci sono moltissime alternative: pensioni per cani, persone che vengono direttamente a casa vostra, allevatori che accolgono dietro un piccolo compenso i piccoli animali. Inoltre ci sono amici e parenti che ci possono aiutare a gestirli durante la nostra assenza. Se proprio non volete o non potete più occuparvi del vostro animaletto, ci sono molte associazioni che aiutano a trovare una sistemazione idonea, che sia uno stallo momentaneo o un adozione.
Aprire lo sportello della gabbia o della teca non è la soluzione, non stiamo dando libertà a quel animale, ma lo stiamo condannando a morte, e qualora sopravvivesse potrebbe arrecare un grosso danno alla fauna locale. Nell'eventualità che decidiate di trovare da soli una nuova sistemazione al vostro animaletto informatevi che chi lo sta ricevendo sia in grado di occuparsene e abbia l'esperienza necessaria, ed eventualmente le associazioni potrebbero aiutarvi anche a valutare il candidato ideale.

Finito il "pippone" sugli abbandoni che tanto solitamente lo legge solo chi non abbandona, vorrei parlarvi di chi sceglie di non separarsi neppure un giorno dal proprio 4 zampe e di portarlo in ferie con sé.
Sono moltissime le città "pet friendly", gli alberghi e i ristoranti che accettano i nostri 4 zampe e inoltre ci sono spiagge e piscine nate apposta per i cani.
Il mio tempo libero cerco di passarlo con le mie pelosone, quindi ho potuto testare personalmente questa ospitalità; noi preferiamo scegliere attività che possano far felici sia noi umani che loro.

Quanta fretta Sheena! Lasciaci almeno il tempo di caricare i bagagli.


Al mare
In estate non ho mai portato le pelosette in spiaggia. Anche se più volte mi è venuta la tentazione, mi sono resa conto che non era una decisione saggia. In spiaggia c'è molta confusione, la sabbia scotta, l'ombrellone non riesce a creare un ambiente abbastanza fresco e comunque dovrebbero restare legate tutto il tempo. Quelle rare volte in cui sono andata in spaggia da quando Greta fa parte della mia vita, mi sono concessa lunghe passeggiate in riva al mare ma senza di lei e non avrei potuto se fossi stata con lei o con le altre 4 zampe, perchè solitamente, escluse le aree dedicate ai cani, il resto della spiaggia è a loro vietato.
Durante queste camminate ho avuto la possibilità di notare le aree dog friendly, che spesso sono recintate e dotate di molti comfort (sdraio per i cani oltre a quello per gli umani, ciotola per l'acqua ) talvolta in queste spiagge vengono svolte attività con un educatore cinofilo. Purtroppo però ho spesso notato cani con il terrore per l'acqua essere trascinati dentro per farli rinfrescare (ricordiamo che tra i metodi per insegnare ai cani ad apprezzare l'acqua non è contemplato il trascinarli dentro a forza) oppure cani sotto l'ombrellone molto accaldati.
Se scegliete come meta delle vostre vacanze il mare e volete portare i vostri cani con voi, adottate le stesse accortezze che usereste con i bambini piccoli. Scegliete i mesi meno gettonati, optando per mesi come giugno e settembre in modo da avere meno confusione e caldo, inoltre potrete risparmiare e avere più scelta. Se purtroppo non potete scegliere quando andare in ferie sarebbe meglio trovare una meta diversa, come ad esempio il lago.
E se il mare in agosto dovesse essere l'unica opzione, fate maggiormente attenzione ai colpi di calore, tenete i cani freschi (anche con l'aiuto di tappetini refrigeranti), evitate di farli giocare a lungo soprattutto sotto il sole, fateli bere proponendogli più volte la ciotola con l'acqua fresca (se non sono cani abituati a bere molto) e non portateli in spiaggia o a passeggio nelle ore calde. Dopo i bagni in mare fate sempre una doccia con acqua dolce per evitare che il sale che permane a contatto con cute e zampe possa creare problemi. Fate attenzione anche ai pavimenti che sono sotto il sole perchè potrebbero diventare roventi (poggiate sempre la mano sul suolo per verificarne la temperatura); anche alla sera i pavimenti continuano ad emanare calore e i cani essendo più bassi di noi, e quindi vicini al suolo, patiranno maggiormente il caldo emanato dal pavimento.

Greta sulla battigia


Le città d'arte
Probabilmente le mete meno adatte per portare il nostro cane con noi sono le città d'arte, davvero troppo calde in estate (spesso anche per gli umani): il suolo diventa rovente , l'aria molto calda e il sole picchia. Le città normalmente sono una meta noiosa per i 4 zampe che si trovano costretti a stare al guinzaglio corto  tutto il giorno in mezzo alle gambe dei turisti, che spesso manipolano i cani  già infastiditi dalla situazione senza chiedere il permesso. Nei musei e nelle chiese solitamente gli animali non possono entrare e neppure in molti parchi cittadini per cui la vacanza limiterebbe molto anche il proprietario. Se volete visitare le città d'arte scegliete periodi non estivi e con meno turisti e ricordatevi di trovare attività interessanti anche per loro. Permettetegli di annusare, di fermarsi e di guardarsi intorno. Soprattutto se non sono abituati o non più giovani evitate di farli camminare troppo a lungo e fate molte soste.


Neve e Greta all'ora dell'aperitivo


La montagna e il lago
Sono probabilmente le mete più adatte a chi vuole portare il proprio 4 zampe con sé in vacanza in tutte le stagioni. I cani che non tornano facilmente al richiamo o dotati di un istinto predatorio molto alto evitate di scioglierli, ma teneteli al guinzaglio o con la longhina.
Ricordiamoci di portare con noi ciotola dell' acqua e qualche snack. In inverno potrebbe essere necessario adottare qualche precauzione in più per proteggere le zampe dal freddo, soprattutto se i cani dovranno camminare a lungo sulla neve e sul ghiaccio.
 Se volete far fare il bagno al cane e non è abituato a nuotare a lungo e in acqua fonda, utilizzate alcune precauzioni come longhina e salvagente (QUI alcuni consigli) .

Neve sulle rive del lago di Barcis (PN)


Per tutte le mete
Qualsiasi meta scegliate, se porterete i cani con voi mettete le loro esigenze al primo posto. Fate indossare sempre un collare con medaglietta e con il vostro numero di cellulare inciso sopra.
Portatevi guinzaglio e collare\pettorina di scorta, la sua coperta\cuscino preferito, qualche giochino e la sua pappa abituale sufficiente per tutti i giorni di permanenza (potreste avere difficoltà a trovare il suo cibo). Importante è avere sempre con sé il libretto delle vaccinazioni e se andate all'estero il passaporto. Inoltre ricordatevi la museruole (che per leggere è obbligatorio avere sempre con sé, da utilizzare solo in caso di necessità) e i sacchettini per raccogliere le deiezioni.
e vogliamo che i nostri cani siano accettati ovunque dobbiamo rispettare noi per primi le norme civili e il buon senso.

Greta e Naily


Prima di partire
Facciamo fare una visita di controllo dal nostro veterinario di fiducia e assicuriamoci di essere in pari con tutte le vaccinazioni e la somministrazione degli antiparassitari. Informiamoci anche attraverso il veterinario sui rischi ed eventuali patologie presenti nella zona in cui andremo ed eventualmente eseguiamo i vaccini  e la profilassi necessarie. Ricordatevi che in alcune zone d'Italia c'è il rischio filaria mentre in altre leishmaniosi quindi provvedete alla profilassi.
Se vogliamo andare all'estero è necessario il passaporto e il vaccino per la rabbia, che dovranno essere fatti con più di 20 giorni di anticipo (chiedete informazioni al vostro veterinario, le norme vigenti potrebbero subire variazioni).
Vi lascio il link con la lista di cose da inserire nella valigia "di Fido"

Greta è prontissima!!!


Erica

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martedì 27 giugno 2017

LA MUTA DEL PELO VS I VOSTRI CANI

Anche quest`anno siamo alle prese con la muta del pelo dei nostri amici a 4 zampe. Ecco a voi la seconda parte della raccolta di foto del "dopo la spazzolata":



La spazzolata di Neve ha creato un clone😅



Quando tutti sono alle prese con la muta del pelo, ma tu hai una chinese creatd dog
(razza che non fa la muta)


La muta del pelo: che stress... non certo per loro!
Destra, sinistra... e aspirapolvere!


 

A questi Aussie la muta sembra non finire mai!!! Zoe nonostante sia già stata spazzolata più volte continua a perdere nuvole di pelo! 



Il periodo dell'anno che preferisco... tutti i giorni perdiamo 3 kg di pelo 😑😨  Non perdiamo la speranza, siamo certe che prima o poi tutto ciò finirà... Forse. #vivalamuta
cit. Chiara la proprietaria di Mela


Tommy with his fur! 
Tommy con la sua pelliccia!


Continuate ad inviarci le foto dei vostri pelosetti alle prese con la muta del pelo al nostro indirizzo email : lesguinzagliate@gmail.com 


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martedì 20 giugno 2017

Come far felici i nostri cani

Molti cani trascorrono una vita protetta nelle nostre case, con alimentazione di qualità e un sacco di attenzioni ma non sempre questo corrisponde a renderli felici. Questo perchè per esserlo hanno bisogno di allenare mente e corpo. 
A seconda dell'età, della taglia e della razza i cani hanno esigenze diverse ed è nostro compito capire quali sono e fare del nostro meglio per esprimerle. Molti cani hanno bisogno di stimoli e compiti da eseguire.       


Greta annusa in libertà


Essenziali sono le passeggiate quotidiane;  questa regola vale anche per chi ha a disposizione un grande giardino! Anche i cuccioli e i cani anziani devono fare la loro passeggiata quotidiana, anche se questa deve essere più lenta e breve. 
Per i cani è molto importante poter annusare, quindi in zone sicure allunghiamo il guinzaglio e permettiamo loro di annusare liberamente (prestando sempre attenzione ad eventuali pericoli come insetti o bocconi avvelenati).Di volta in volta cerchiamo di modificare il percorso per evitare che la passeggiata diventi monotona. Evitiamo di camminare e basta, ma portiamo il cane in luoghi interessanti, come un parco, il mare e nella bella stagione permettiamogli di fare il bagno. 
Importante è anche il contatto con altri cani, soprattutto nei cuccioli che devono imparare a sviluppare le competenze sociali. Cerchiamo il più possibile di farli socializzare con cani equilibrati per evitare che esperienze negative possano in futuro influire sul carattere. In questo compito delicato possiamo farci aiutare da un educatore e frequentare una puppy class e le classi di socializzazione. Non tutti i cani amano stare con i loro simili, soprattutto se non hanno ricevuto da cuccioli la giusta socializzazione. Quindi non obblighiamoli a fare amicizia per forza con chiunque, i risultati sarebbero catastrofici con il rischio di zuffe e morsi. 


Momenti di gioco per Neve e Zoe


Condividere esperienze crea un legame forte, per cui oltre alle passeggiate quotidiane facciamo partecipare il cane anche alle attività della famiglia (quando possibile) e per farlo dobbiamo ricordarci dell'importanza di una buona educazione da impartire sin da cuccioli: un cane ben educato potrà venire con noi in molti più posti senza creare disturbo a noi o ad altri. Il fine settimana al posto di chiuderci in un centro commerciale organizziamo delle gite a misura di fido, farete felice lui, ma anche il resto della famiglia. E se proprio dobbiamo andare a fare la spesa il cane lasciamolo a casa e al nostro rientro portiamolo a fare una bella corsa, per loro  non è sempre meglio venire a tutti i costi con noi, ci sono luoghi per loro molto stressanti per luci, rumori, odori, troppa gente, caldo, ecc.



Ci sono molti giochi che possiamo fare insieme: cerchiamo di sfruttare le attitudini del singolo cane, ad esempio per i cani da riporto la pallina può essere un gioco molto divertente, per le razze da caccia organizziamo dei giochi di ricerca in cui debbano usare il fiuto, per i cani da difesa il tira e molla è l'ideale, ma non fermiamoci solo alla razza ma scopriamo l'indole e le attitudini del singolo soggetto, anche i cani da compagnia si divertono molto in queste attività.



Naily mentre si esercita nel obedience 


Non dimentichiamoci dei numerosi sport cinofili , tra i più comuni c'è il disk dog, l'agility dog, gli sport da traino, Dog-trekking & canicrossBike-Joring e il Dog-Scooteringski-joring e la pulka, per praticare questi e gli altri sport è opportuno far fare una visita specifica dal nostro veterinario di fiducia per assicurarci che il cane sia in condizioni di salute ottimali. Evitiamo il fai da te, lo sport è una cosa seria, facciamo seguire ,almeno inizialmente da un buon centro cinofilo.


Erica

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venerdì 2 giugno 2017

LA MUTA DEL PELO VS I NOSTRI CANI

Anche quest`anno siamo alle prese con la muta del pelo dei nostri amici a 4 zampe. Ecco a voi una piccola raccolta di foto del "dopo la spazzolata":


Zoe e il suo "cucciolone" di pelo.




...e poi i cani a pelo corto non perdono pelo ...
Marley alleggerito dopo una spazzolatina.




Penny si chiede da dove arrivano quei "cuccioli" di Aussie.



Inviateci anche le foto dei vostri pelosetti alle prese con la muta del pelo al nostro indirizzo email : lesguinzagliate@gmail.com 


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mercoledì 10 maggio 2017

Gita a 6 zampe: Portogruaro -Ve-

Lunedì 1 Maggio, approfittando del giorno di festa, abbiamo deciso di fare una gita non impegnativa, dato il tempo incerto, e di portare solo Greta, che date le sue dimensioni ridotte è  facile da gestire in caso di pioggia.

Erica e Greta vicino ai mulini di Portogruaro


Brevi cenni sul paese.
Portogruaro è un comune in provincia di Venezia; posizionaro nelle vicinanze di  Concordia Sagittaria , cittadina famosa per essere stata un importante centro romano ed è di passaggio per giungere le località balneari di Caorle, Bibione e Lignano. 


Passeggiando per il centro.
Ci sono molti monumenti e palazzi che vale la pena visitare e fotografare. Va assolutamente preso un aperitivo in uno dei bar con i tavolini all'esterno. Quasi tutti i locali sono amici degli animali e non si fanno problemi ad accogliere anche all'interno i cani. Il centro non è grandissimo ma merita una passeggiata. Ci sono molti scorci particolari come i Mulini di Sant'Andrea, che spesso accolgono mostre con ingresso libero. Se oggi i mulini sono scenografici nel Medioevo erano di primaria importanza perché, essendo gli unici all'interno della cerchia muraria assicuravano agli abitanti il sostentamento anche in caso di assedio.
Lì vicino c'è anche una piccola passeggiata lungo un sentiero sterrato che costeggia il fiume Lemene.



Parco della Pace.
Facilmente raggiungibile dal centro o dalla stazione delle corriere, c'è questo bel parco, in cui è consentito l'accesso anche ai cani purchè tenuti al guinzaglio. C'è anche un area giochi per i bambini, il parco è ombreggiato, quindi è piacevole passeggiarci anche in estate.        

Greta vicino alla mappa del Parco



Nei dintorni.
Se volete continuare a visitare altri mulini vi consiglio quello di Stallis. Non è semplicissimo da trovare, meglio utilizzare il navigatore (volendo c'è un percorso da fare in bicicletta) e si trova in via Stalis 2, Gruaro -Ve-.  E' interamente immerso nel verde e c'è una strada bianca a basso traffico in cui è piacevole fare una camminata. Questi mulini hanno la particolarità di trovarsi esattamente tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.


Pier e Greta vicino a un mulino.






Erica

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